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<title>teramani.net online</title><link>http://www.teramani.net/</link>
<description>teramani.net online</description><language>it</language>
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	<title><![CDATA[Dolcedura di Diana Cesaroni ]]></title>
	<description><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><b><img alt="Dolcedura di Diana Cesaroni" width="95" height="160" vspace="5" hspace="5" align="left" src="/public/image/dolcedura.jpg" />&nbsp;Intervista di Alessia Mocci a Diana Cesaroni ed al suo&nbsp;Dolcedura, Rupe Mutevole Edizioni</b></p>
<p>&ldquo;<b>Dolcedura</b>&rdquo;, edito nel gennaio 2012 dalla casa editrice <b>Rupe Mutevole Edizioni</b> per la collana&nbsp;editoriale &ldquo;<i>La Quiete e l&rsquo;Inquietudine</i>&rdquo;, &egrave; una raccolta poetica di Diana Cesaroni. Un&rsquo;autrice dal&nbsp;tono inquieto, elegante e forte al medesimo tempo. Un&rsquo;autrice che spiega il suo esser Poeta nel 2012&nbsp;con due liriche fresche e pregne di rimandi alle figure della poesia, perch&eacute; non &egrave; facile definire ci&ograve;&nbsp;che si &egrave; in poche righe, la maggior parte delle volte basta uno sguardo per comprendere.<br />
Dalla prefazione di Silvia Denti: &ldquo;<i>La scrittura femminile &egrave; qui evidenziata dalla percezione delle&nbsp;cose in maniera sottile e molto rilevante, sempre idealizzante, pregna di fili invisibili ma saldi,&nbsp;perle preziose che sostengono tutta la poetica di Diana Cesaroni, sicuramente inquieta, dalle&nbsp;tonalit&agrave; forti e nel contempo eleganti, che fanno presa immediata sul lettore, cariche di sfumature&nbsp;rare, riconducibili tutte a una sana rabbia che si fa strada tra le insenature dei concetti [&hellip;]&rdquo;.</i></p>
<p>Diana Cesaroni &egrave; stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla suo essere intimo&nbsp;e sulla sua recente pubblicazione. Buona lettura!</p>
<p><b>A.M.</b>: Cosa significa essere un Poeta nel 2012?</p>
<p>Diana Cesaroni: <b>Questa &egrave; davvero una domanda a cui &egrave; difficile rispondere. O, almeno, &egrave;&nbsp;difficile definire un concetto di poesia che possa rappresentare tutti i poeti contemporanei,&nbsp;dare cio&egrave; un concetto generale, qualcosa che specifichi in una sola definizione la poesia del&nbsp;2012. Intanto io non so se posso definirmi una poetessa. Come si definisce ci&ograve; che &egrave; poesia?<br />
E cambia la poesia di anno in anno? Certamente cambia la forma, ma penso che i contenuti&nbsp;siano poi gli stessi, la poesia &egrave; tale se riesce ad esprimere concetti e sensazioni che sono&nbsp;sempre validi, anche se letti a distanza di tempo: l&rsquo;amore, la morte, il senso della vita, gli&nbsp;aspetti sociali, il disagio e la gioia di vivere&hellip; Credo di poter per&ograve; rispondere dicendo perch&eacute;&nbsp;scrivo io. L&rsquo;ho sempre fatto, anche da ragazzina, ma buttavo via tutto, niente mi sembrava&nbsp;scritto abbastanza bene da essere conservato. Poi l&rsquo;anno scorso ho visto la morte in faccia,&nbsp;per davvero. Sono stata operata due volte alla testa a causa di un meningioma non benigno e&nbsp;sembrava che non fosse possibile che ce la facessi nemmeno a superare la prima operazione.<br />
Ecco: quando non sai nemmeno se arriverai alla mattina dopo, tutto cambia. Tutto diventa&nbsp;allo stesso tempo assoluto e relativo. E quando sono uscita dall&rsquo;ospedale, non ho pi&ugrave; buttato&nbsp;via quello che scrivevo (e che continuo a scrivere). Anzi, ho cominciato a condividerlo. E&nbsp;ho continuato a farlo quando mi sono accorta che molte persone si riconoscevano nelle&nbsp;mie &ldquo;poesie&rdquo;. In tanti mi scrivono, ora, anche su facebook, perch&eacute; esprimo quello che loro non&nbsp;riescono a fare e che mantengono segreto. Mi riferisco in modo particolare alla malattia: il&nbsp;cancro. Alcuni hanno paura anche soltanto a scrivere o a sentire pronunciare questa parola.&nbsp;<br />
E molti di quelli che ce l&rsquo;hanno o l&rsquo;hanno avuto non ne parlano, come se fosse una vergogna&nbsp;o una colpa. Beh, non lo &egrave;. E io ho cercato non soltanto di elaborarlo e combatterlo anche&nbsp;attraverso la scrittura (e funziona&hellip;) ma soprattutto di esprimere senza mezze misure quello&nbsp;che significa &ldquo;essere malati&rdquo; e quanto ti pu&ograve; arricchire una esperienza cos&igrave; forte, cos&igrave; estrema&nbsp;e dolorosa, ma nello stesso tempo assolutamente formativa. Spesso ci si perde dietro a tante&nbsp;sciocchezze, senza capire le priorit&agrave; della vita, io ora vivo davvero come se ogni giorno potesse&nbsp;essere l&rsquo;ultimo. Perch&eacute; so che &egrave; cos&igrave;.<br />
Comunque, per rispondere a questa domanda, forse &egrave; meglio che lasci parlare due poesie, che&nbsp;ho scritto recentemente.</b></p>
<p><b>&ldquo;Senza senso&rdquo;</b></p>
<p><i><b>Strappare il verso dalla carne/ a brandelli/ senza pensare a rima a metrica/ a metafore da ribalta/Non volere per forza stupire/ sbalordire con assonanze/ od ossimori/ spaccando gli schemi/ gi&agrave;&nbsp;noti/ Assorbire anidride carbonica/ e rigettare un ossigeno/ asmatico/ Diventare ampolla d&rsquo;ogni&nbsp;pensiero/ di morte feroce/ o incandescente di vita./ Lasciare a terra/un&rsquo;affannata fusione di&nbsp;fame/ erba stopposa e sangue/ Lanciare pi&ugrave; in alto dei cieli/ tra dei fetenti/ la tua impotenza&nbsp;a capire davvero/ alcunch&eacute;./ Essere noiosi ripetitori/ di un nulla senza senso/ ma riportarlo&nbsp;stupefatto/ sconcertandoci da soli.</b></i></p>
<p><b>&ldquo;1 gennaio 2012&rdquo;</b></p>
<p><i><b>Niente di nuovo in un numero che diventa diverso/ a cui diamo un senso per un&rsquo;illogica&nbsp;convenzione/ Come ogni altro giorno sento un tenero e perverso/ essere che cresce nella testa&nbsp;con penetrante intenzione/ Un essere in testa che non &egrave; un pensiero od un verso/ &Egrave; un vecchio&nbsp;nemico che guida ogni mia azione/ diventato alleato di un apparire pi&ugrave; limpido e terso&nbsp;/ in cui spurga e pulsa ogni gravida suggestione/ quasi sostitutiva di qualcosa che infine si&nbsp;&egrave; perso/ non &egrave; commozione e nemmeno emozione/ ma ha cambiato il percepire dell&rsquo;intero&nbsp;universo// Lo sento crescere e non so pi&ugrave; se fermarlo/ o lasciarlo l&igrave; ad essere del mio esistere il&nbsp;tarlo.</b></i></p>
<p><b>A.M.</b>: Ci sono dei poeti che ammiri e che leggi regolarmente?</p>
<p>Diana Cesaroni: <b>Io leggo moltissimo, sin da quando ero bambina e sono davvero tanti i poeti&nbsp;che amo e che leggo e rileggo. Non posso certo citarli tutti, ne verrebbe fuori un elenco&nbsp;troppo lungo, mi toccher&agrave; allora (purtroppo) sceglierne alcuni. Mi piace moltissimo Borges,&nbsp;in particolare la raccolta intitolata &ldquo;La cifra&rdquo;. Leggo spesso Montale e Ungaretti. Trovo&nbsp;bellissima la raccolta &ldquo;Poesie della consumazione&rdquo; di Vicente Aleixandre, un grande poeta&nbsp;stranamente troppo poco conosciuto, dato che ha anche vinto il Nobel per la letteratura&nbsp;nel 1977. Mi piacciono molto le poesie di Gioconda Belli, una poetessa nicaraguense, che si&nbsp;esprime in modo passionale, idealista, combattivo, mi ritrovo molto in alcune poesie che ha&nbsp;scritto. E poi amo Leopardi, i lirici greci, Cummings, Pessoa, Pavese, Campana, Alda Merini&nbsp;(soprattutto le prime raccolte), Baudelaire e molti altri.</b></p>
<p><b>A.M.</b>: La tua raccolta ha un titolo che presenta una contrapposizione &ldquo;Dolcedura&rdquo;. Come mai&nbsp;questa scelta?</p>
<p>Diana Cesaroni: <b>Il titolo &egrave; lo stesso di una delle poesie contenute nel libro. &ldquo;Dolcedura&rdquo; e cos&igrave;&nbsp;sono io, nel mio modo di essere, nell&rsquo;affrontare la vita e le ingiustizie. Come diceva una grande&nbsp;persona, che ammiro molto: &ldquo;Bisogna saper essere duri senza mai perdere la tenerezza&rdquo; (Che&nbsp;Guevara). Ecco, la penso anche io cos&igrave;. Credo che leggendo la poesia si capisca bene cosa&nbsp;intendo.</b></p>
<p><b>A.M.</b>: Nel tuo immaginario: qual &egrave; la citt&agrave; nella quale andresti a vivere per poterti dedicare tutto il&nbsp;giorno ai versi?</p>
<p>Diana Cesaroni: <b>Per la verit&agrave; io mi immagino di continuare a scrivere qui, a Bologna, dove&nbsp;sono. C&rsquo;&egrave; una bellissima poesia di Borges che esprime quello che penso &ldquo;Nostalgia del&nbsp;presente&rdquo;. Ecco, io sto bene dove sono adesso, in questo presente. Se devo per&ograve; immaginarmi a&nbsp;scrivere in un&rsquo;altra citt&agrave;, allora sicuramente una citt&agrave; di mare, anzi, un posto di mare lontano&nbsp;dalla citt&agrave;, magari in Sicilia o in un&rsquo;isola greca, escludendo quelle particolarmente turistiche.</b></p>
<p><b>A.M.</b>: Il tuo &egrave; uno scrivere inquieto e con sfumature di rabbia, riusciresti mai a dedicarti alla prosa?</p>
<p>Diana Cesaroni: <b>Sono sicuramente una persona inquieta, con tanti dubbi, che non crede alle&nbsp;verit&agrave; assolute e che cerca di allontanarsi da tutto ci&ograve; che &egrave; dato per scontato, dai dogmi,&nbsp;dalle superstizioni. Ma non sono rabbiosa, forse a volte un po&rsquo; aggressiva, quando mi sembra&nbsp;che i miei diritti o quelli di altri siano calpestati. Alla prosa mi sono gi&agrave; avvicinata, ci sto&nbsp;lavorando e mi piace scrivere anche in prosa. Avrei per&ograve; bisogno di pi&ugrave; tempo, scrivo molte&nbsp;volte la stessa frase, non sono mai convinta del tutto di quello che sto cercando di esprimere.<br />
Vedremo, per carattere sono una che non si arrende facilmente.</b></p>
<p><b>A.M.</b>: Secondo te, qual &egrave; il target di lettori che acquisteranno &ldquo;Dolcedura&rdquo;?</p>
<p>Diana Cesaroni: <b>Sinceramente a questa domanda faccio fatica a rispondere. Penso&nbsp;che &ldquo;Dolcedura&rdquo; possa interessare a chiunque (al di l&agrave; dell&rsquo;et&agrave;, dello status sociale e/o&nbsp;culturale) ami la poesia, una poesia un po&rsquo; diversa, che affronta la morte (e non solo), che&nbsp;parla di paura, di coraggio e di passione, anche nell&rsquo;affrontare la malattia.</b></p>
<p><b>A.M.</b>: Ritieni che il booktrailer sia un ottimo strumento per pubblicizzare il proprio libro?</p>
<p>Diana Cesaroni: <b>Non ho visto molti videolibri, a me piacciono i libri in carta&hellip; In questo&nbsp;sono un po&rsquo; &ldquo;tradizionalista&rdquo;, per&ograve; sicuramente sar&agrave; sempre pi&ugrave; utile la pubblicizzazione&nbsp;con le nuove forme che stanno prendendo piede: l&rsquo;informazione virtuale e anche quella per&nbsp;immagini.</b></p>
<p><b>A.M.</b>: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?</p>
<p>Diana Cesaroni: <b>S&igrave;, certamente. Le persone della casa editrice che mi hanno seguito in&nbsp;questo &ldquo;percorso&rdquo; sono state disponibili e hanno cercato di capire le mie esigenze&hellip; Del resto&nbsp;io pretendo molto, da me stessa e dagli altri. Il problema, per un esordiente, &egrave; soprattutto&nbsp;quello di farsi conoscere: dalle librerie, dalle persone al di fuori della propria cerchia di amici,&nbsp;da un &ldquo;pubblico&rdquo; pi&ugrave; vasto. Spero che &ldquo;Dolcedura&rdquo; sia soltanto la mia prima raccolta e che&nbsp;abbia un seguito, come scrive Silvia Denti nella Prefazione del libro, credo che continuando a&nbsp;scrivere sto piano piano acquisendo uno stile sempre pi&ugrave; personale.</b></p>
<p><b>A.M.</b>: Hai gi&agrave; in programma qualche presentazione per &ldquo;Dolcedura&rdquo;? Ci puoi svelare qualcosa?</p>
<p>Diana Cesaroni: <b>Cara Alessia, ti posso dire che gi&agrave; nell&rsquo;estate del 2011, in previsione dell&rsquo;uscita&nbsp;del libro, ho presentato, attraverso la lettura di una mia amica attrice, Laura Grossi, alcune&nbsp;poesie del libro alla Proloco di CasaForlai (vicino a Porretta Terme). Ora ho in programma&nbsp;diverse iniziative. Dovrei fare una presentazione verso il mese di aprile in una biblioteca di&nbsp;Bologna, dove quasi sicuramente legger&agrave; i miei versi ancora Laura. Fra qualche mese poi&nbsp;dovrei anche fare un&rsquo;altra presentazione a Lecce, in un Circolo culturale e sto organizzando&nbsp;anche altri eventi. Ma di tutto questo vi dar&ograve; notizie pi&ugrave; precise non appena i progetti saranno&nbsp;maggiormente definiti.</b></p>
<p><b>A.M.</b>: Diana, ti ringrazio per le tue toccanti parole e ti auguro un anno ricco di serenit&agrave; &ldquo;dolcedura&rdquo;.</p>
<p>Notizie su Rupe Mutevole:<br />
http://oubliettemagazine.com/2011/05/04/presentazione-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/</p>
<p>Lascio <b>link utili </b>per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.<br />
http://www.rupemutevoleedizioni.com/<br />
http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni<br />
http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993</p>
<p><b>Alessia Mocci<br />
Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni</b></p><br /><div id="technorati">
<img src="/template/news/gfx/technorati.gif" alt="Technorati" />&nbsp;Tag:&nbsp;
<a href='http://www.technorati.com/tag/Diana+Cesaroni' target='_blank' rel='tag'>Diana Cesaroni</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/Dolcedura' target='_blank' rel='tag'>Dolcedura</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/alessia+mocci' target='_blank' rel='tag'>alessia mocci</a>&nbsp;
</div>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.teramani.net/public/post/dolcedura-di-diana-cesaroni--850.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.teramani.net/public/post/dolcedura-di-diana-cesaroni--850.asp</guid>
	<dc:date>2012-02-03T23:59:44+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Omar, Roma, Amor]]></title>
	<description><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img align="left" width="160" vspace="5" hspace="5" height="185" src="/public/image/romaamoromar.jpg.jpg" alt="Omar. Roma. Amor" />Il titolo &quot;<b>Omar. Roma. Amor</b>&quot; gioca sull'anagramma ed unisce il nome dell'artista, Omar, ovvero Omar <b>Galliani</b>, alla citt&agrave; che egli celebra con questa particolare mostra, e si tratta di <b>Roma</b>, esplicitando il sentimento che lo lega ad essa, ovverosia l'&quot;<b>Amor</b>&quot;.<br />
<br />
E' un titolo assolutamente emblematico del contenuto di questa mostra-omaggio e dello spirito che ha animato Omar Galliani nel volerlo, fortemente, realizzare. Ad accogliere l'esposizione, curata da Gabriele Simongini, &egrave; il <b>Museo Bilotti</b>, che ha sede nelle Aranciere di Villa Borghese, dal 16 marzo al 6 maggio 2012.</p>
<p>&quot;<i>Arrivato a questo punto felice della mia carriera, dopo le grandi mostre agli Uffizi e al Poldi Pezzoli e i riconoscimenti avuti nel mondo, avvertivo l'urgenza di ringraziare Roma. L'ho finalmente fatto - afferma Galliani - concependo una unica grande tavola, un disegno persino esagerato (315 cm. per 400 cm.), realizzato interamente a matita su tavole di pioppo.<br />
E' esagerato quanto &egrave; esagerata, assoluta, questa citt&agrave;. Per me Roma &egrave; la metropoli che pi&ugrave; di ogni altra ha attraversato il tempo divorandolo e rigenerandolo, in un susseguirai di riti pagani o religiosi sempre mantenuti sul filo di un rasoio, affilato . Esistono oggi metropoli ben pi&ugrave; allineate su skyline oceanici o Desert City al petrolio, in competizione tra loro per l'affermazione di un primato.<br />
Il primato di Roma non esiste in quanto non c'&egrave; partita o meglio manca la competizione in quanto Roma preferisce &quot; guardare&quot; anzich&eacute; correre! L'ha sempre fatto, dalle origini ad oggi.<br />
E' su questo profilo che nasce &quot; Omar Roma Amor&quot; , acrostico di 4 lettere che mi coinvolgono sul piano del mio nome, della mia storia con la citt&agrave; e oltre.<br />
L'opera che ho voluto per questa mostra rappresenta una &quot;Lei &quot; (il soggetto), immobile, che guarda Roma da un punto strategico qual &egrave; il Pincio.<br />
La &quot;Lei&quot; &egrave; di spalle, ma si intuisce che punta lo sguardo sull'orizzonte di una notte romana piena di luci e bagliori. Dal cielo tra le stelle cadono &quot;ossari &quot; e &quot; fiori&quot;, di tempi diversi, vittorie e sconfitte, sacrifici innocenti o colpevoli, da Giulio Cesare a Pasolini, da Fred Buscaglione a Papa Wojtyla.<br />
L'uso della matita scandisce il tempo &quot;lungo&quot; del mio lavoro e di Roma .<br />
Sul collo di &quot; Lei &quot; un tatuaggio che esprime il significato pi&ugrave; profondo, secondo la mia percezione, di questa citt&agrave; magica</i>&quot;.</p>
<p>In mostra al Museo Bilotti oltre alla grande tavola, Galliani propone 25 disegni preparatori dell'opera e una selezione di disegni del ciclo &quot;<b>Notturno</b>&quot; .<br />
A questo si aggiungono altre 10 opere di grandi dimensioni che il maestro ha richiamato in Italia dalle citt&agrave; che sono state sedi di sue recenti esposizioni: Seoul, Buenos Aires, Shanghai, Il Cairo, Mosca, Montevideo, New Delhi, Pechino, Hong Kong, Saint Etienne...<br />
&quot;Anche questa serie di opere, nella propria unicit&agrave;, &egrave; un emblema. Il segno di stimolanti contaminazioni tra il cosmopolitismo di un disegno &quot; Italiano &quot;, che in Roma e nel suo linguaggio &quot;Classico&quot; ha il fulcro, e gli stimoli che civilt&agrave; diverse mi hanno trasmesso. E' una storia di unicit&agrave; e di differenze. Ed &egrave; la mia storia di questi anni recenti di lavoro, impegnati soprattutto all'estero&quot;.<br />
Con le tavole, saranno in mostra disegni preparatori e sopratutto i magici quaderni di viaggio in cui l'artista ha appuntato spunti iconografici, motivi, emozioni, man mano che gli venivano suggeriti dai diversi territori visitati.</p>
<p>Come scrive Simongini nel suo saggio in catalogo, &quot;in qualche modo Galliani preleva e decontestualizza le grandi tradizioni del disegno rinascimentale, manierista ma anche simbolista, nelle loro varie sfumature, e le mette in cortocircuito con atmosfere vicine alla musica dark, con certo cinema (da Antonioni a Ridley Scott), con immagini tratte dalle riviste patinate (&quot;Vogue&quot;, &quot;Bazar&quot;,ecc.), con le inquietudini corporee della body-art e del post-human, dando vita ad un'opera ibrida ed intensa, con un'apertura a tutto campo che va ben oltre i consueti e pur altissimi riferimenti pittorici costantemente chiamati in causa (Correggio, Leonardo, ecc.) dagli esegeti della sua opera&quot;.</p>
<p>In mostra, un docu-film di Massimilano Galliani cuce e dipana l'opera &quot;Omar Roma Amor&quot;, dalla sua concezione alla realizzazione, analizzando gli aspetti tecnici del disegno nel suo farsi e le notti o i giorni in cui Omar Galliani ha creato l'opera e dato vita a questo suo Omaggio d'Amore a Roma.</p>
<p><span style="font-size: smaller;"><b><i>&quot;Omar. Roma. Amor&quot; Roma, Museo Bilotti (Aranciere di Villa Borghese), 16 marzo - 6 Maggio 2012. Mostra a cura di Gabriele Simongini. Organizzazione e coordinamento Casa d'arte Artrib&ugrave;. Promossa dal Museo Bilotti in collaborazione con: Casa d'arte Artrib&ugrave;, Roma; Mazzotta Art Selection, Milano; &quot;K35&quot; Gallery, Mosca; Les Copains, Bologna.<br />
Catalogo : Silvana Editoriale, 200pag. bilingue Italiano/Inglese.<br />
Testi in catalogo: Gabriele Simongini, Lorand Hegyi, Omar Galliani, con una poesia di Roberto Mussapi.</i></b></span></p>
<p><span style="font-size: smaller;"><b><i>Informazioni: http://www.museocarlobilotti.it</i></b></span></p>
<p><span style="font-size: smaller;"><b><i>Ufficio stampa: Ufficio Stampa Z&egrave;tema Progetto Cultura<br />
Patrizia Bracci +39 06 82077337 p.bracci@zetema.it<br />
Fabiana Magr&igrave; +39 06 82077386 - +39 340 4206813 f.magri@zetema.it<br />
Giusi Alessio +39 06 82077327 - +39 340 4206562 g.alessio@zetema.it</i></b></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: smaller;"><b><i>In collaborazione con:<br />
Studio ESSECI, Sergio Campagnolo tel. 049.663499 info@studioesseci.net</i></b></span></p><br /><div id="technorati">
<img src="/template/news/gfx/technorati.gif" alt="Technorati" />&nbsp;Tag:&nbsp;
<a href='http://www.technorati.com/tag/omar+galliani' target='_blank' rel='tag'>omar galliani</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/studioesseci' target='_blank' rel='tag'>studioesseci</a>&nbsp;
</div>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.teramani.net/public/post/omar-roma-amor-849.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.teramani.net/public/post/omar-roma-amor-849.asp</guid>
	<dc:date>2012-02-02T17:46:09+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Valentino vs Faustino]]></title>
	<description><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><b><img align="left" width="161" vspace="5" hspace="5" height="95" src="/public/image/valentino.jpg.jpg" alt="" />Gara Poetica Valentino VS Faustino 2012</b></p>
<p>Regolamento:</p>
<p>1. La Gara Poetica &ldquo;<b>Valentino VS Faustino</b>&rdquo; &egrave; promossa dalla web-magazine &ldquo;<i>OublietteMagazine</i>&rdquo;. La gara poetica &egrave; riservata ai maggiori di 16 anni. La gara poetica &egrave; gratuita. Una gara poetica che mette a confronto una celebre festivit&agrave; San Valentino (la giornata degli innamorati, 14 febbraio) e la meno celebre San Faustino (la giornata dei single, 15 febbraio).</p>
<p>2. Articolata in 2 sezioni:<br />
A. Poesia Valentino (poesia sull&rsquo;essere innamorati)<br />
B. Poesia Faustino (poesia sull&rsquo;essere single)</p>
<p>3. Per la sezione A si partecipa inserendo la propria poesia sotto forma di commento sotto questo stesso bando indicando nome, cognome, sezione alla quale si partecipa, dichiarazione di accettazione del regolamento. Si pu&ograve; partecipare con poesie edite ed inedite.</p>
<p>Per la<b> sezione B</b> si partecipa inserendo la propria poesia sotto forma di commento<b> sotto questo stesso bando</b> indicando nome, cognome, sezione alla quale si partecipa, dichiarazione di accettazione del regolamento. Si pu&ograve; partecipare con poesie edite ed inedite.</p>
<p><b>Le poesie senza nome, cognome, sezione alla quale si partecipa, e dichiarazione di accettazione del regolamento NON saranno pubblicate perch&eacute; squalificate.</b></p>
<p>Ogni concorrente pu&ograve; partecipare alle due sezioni ma con una sola poesia per sezione.</p>
<p>4. Per ogni sezione ci saranno<b> tre vincitori.</b> Tutti i vincitori riceveranno come premio, direttamente a casa, la novit&agrave; di OublietteMagazine: le <b>spillette </b>con il logo.<br />
Per la sezione A la spilletta bianca e nera, per la sezione B la spilletta nera.</p>
<p>5. La scadenza per l&rsquo;invio delle poesie, come commento sotto questo stesso, bando &egrave; fissata per il <b>16 febbraio 2012.</b></p>
<p>6. Il giudizio della giuria &egrave; insindacabile ed inappellabile. La giuria &egrave; composta da: <br />
Alessia Mocci (Dott. in Lettere, redattrice e critico letterario)<br />
Rebecca Mais (Collaboratrice Oubliette)<br />
Alessandro Pilia (Collaboratore Oubliette)<br />
Carla Casu (Poeta)<br />
Luca Gamberini (Poeta)<br />
Alessandro Bertolino (Poeta)</p>
<p>7. Il concorso non si assume alcuna responsabilit&agrave; su eventuali plagi, dati non veritieri, violazione della privacy.</p>
<p>8. Si esortano i concorrenti per un invio sollecito senza attendere gli ultimi giorni utili, onde facilitare le operazioni di coordinamento. La collaborazione in tal senso sar&agrave; sentitamente apprezzata.</p>
<p>9. La segreteria &egrave; a disposizione per ogni informazione e delucidazione per email: <br />
concorsooubliette@hotmail.it indicando nell&rsquo;oggetto &ldquo;info gara poetica&rdquo; (<b>NON </b>si partecipa via email ma direttamente sotto il bando), oppure attraverso l&rsquo;account Facebook: http://www.facebook.com/profile.php?id=100002075267230</p>
<p>10. La partecipazione al Concorso implica l&rsquo;accettazione incondizionata del presente regolamento e l&rsquo;autorizzazione al trattamento dei dati personali ai soli fini istituzionali(legge 675/1996 e D.L. 196/2003). Il mancato rispetto delle norme sopra descritte comporta l&rsquo;esclusione dal concorso.</p>
<p>Fonte:<br />
http://oubliettemagazine.com/2012/02/01/gara-poetica-valentino-vs-faustino-2012/</p><br /><div id="technorati">
<img src="/template/news/gfx/technorati.gif" alt="Technorati" />&nbsp;Tag:&nbsp;
<a href='http://www.technorati.com/tag/valentino+faustino' target='_blank' rel='tag'>valentino faustino</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/alessia+mocci' target='_blank' rel='tag'>alessia mocci</a>&nbsp;
</div>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.teramani.net/public/post/valentino-vs-faustino-848.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.teramani.net/public/post/valentino-vs-faustino-848.asp</guid>
	<dc:date>2012-02-02T17:11:19+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Alla Reggia di Colorno (PR) si conferma la mostra-mercato Nel segno del Giglio]]></title>
	<description><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img align="left" width="180" vspace="5" hspace="5" height="76" alt="Reggia di Colorno (PR)" src="/public/image/reggiacolombo.jpg.jpg" />Nel <b>Segno del Giglio</b>, a fine aprile, alla Reggia di Colorno, nonostante il terremoto.</p>
<p>Tutti i media nazionali hanno giustamente dato ampio risalto ai danni che le recentissime scosse di terremoto hanno causato alla <b>Reggia di Colorno</b>, nei la campagna parmense. Le due scosse telluriche maggiori hanno causato sommovimenti che hanno messo in forse la stabilit&agrave; di cornicioni marmorei e di statue. I lavori per la messa in sicurezza del grandioso complesso farnesiano sono gi&agrave; stati avviati dall'istituzione che ne &egrave; proprietaria, ovvero la Provincia di Parma.</p>
<p>Si tratter&agrave;, ha comunicato l'Amministrazione Provinciale, di intervenire sui danni subiti da un apparato decorativo composto, tra statue e coppe, <b>da quasi 100 elementi in marmo</b>, molti dei quali di pi&ugrave; di una tonnellata di peso, che corrono su tutta la balaustra perimetrale e sulle torri.<br />
Un lavoro notevole, quindi, che tuttavia non inficer&agrave; in alcun modo sulla annunciata, prossima diciannovesima edizione de &quot;<b>Nel segno del Giglio</b>&quot;, la grande mostra-mercato del giardinaggio di qualit&agrave; che si terr&agrave;, regolarmente, il 27, 28 e 29 aprile nell'immenso Parco della Reggia.<br />
A questa edizione de &quot;<b>Nel segno del Giglio</b>&quot; organizzata dalla societ&agrave; Artour per conto della Provincia sono o attesi quasi cento espositori nazionali e un importante nucleo di espositori stranieri. Per una mostra-mercato che so &egrave; ormai stabilmente confermata tra le maggiori del settore in Europa.</p>
<p>&quot;Nel segno del Giglio&quot; &egrave; una proposta della Provincia di Parma, organizzata e curata da ARTOUR s.c., in collaborazione con il Comune di Colorno.<br />
Per informazioni sulla Mostra: ARTOUR s.c. www.artuparma.it<br />
Informazioni turistiche: IAT Colorno, tel. 0521.313336; IAT Parma, tel. 0521.218889; Parma Point, tel. 0521.931800</p>
<p>Ufficio Stampa: Studio ESSECI - Sergio Campagnolo tel. 049.663499 info@studioesseci.net<br />
&nbsp;</p><br /><div id="technorati">
<img src="/template/news/gfx/technorati.gif" alt="Technorati" />&nbsp;Tag:&nbsp;
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</div>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.teramani.net/public/post/alla-reggia-di-colorno-pr-si-conferma-la-mostra-mercato-nel-segno-del-giglio-847.asp]]></link>
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	<dc:date>2012-01-31T19:02:20+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Stagioni Poetiche.]]></title>
	<description><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img align="left" width="85" vspace="5" hspace="5" height="155" src="/public/image/stagionipoetiche.jpg.jpg" alt="Stagioni Poetiche" /><b>Intervista di Alessia Mocci ai quattro autori della raccolta Stagioni Poetiche, Rupe Mutevole Edizioni</b></p>
<p>&ldquo;<b>Stagioni Poetiche</b>&rdquo;, edito nel gennaio 2012 dalla casa editrice <b>Rupe Mutevole Edizioni </b>per la collana editoriale &ldquo;<i>Trasfigurazioni</i>&rdquo;, &egrave; una raccolta poetica con quattro autori partecipanti: <b>Antonio de Lieto Vollaro</b> (&ldquo;<i>Vibrazioni Poetiche</i>&rdquo;), <b>Lorenzo Traggiai </b>(&ldquo;<i>Graffiti Notturni</i>&rdquo;), <b>Gabriele Fabiani</b> (&ldquo;<i>Polvere Poetica</i>&rdquo;) e <b>Cristina Parente </b>(&ldquo;<i>Urla la vita</i>&rdquo;). Quattro sillogi che consolidano un legame tra parole ed il ciclo consueto della creazione, inteso come ideazione artistica ed umana. <br />
Quattro sillogi che esprimono la volubilit&agrave; del momento, la volubilit&agrave; del verso poetico. La stagione poetica come simbolo della variatio e sincronismo del pensiero umano con la Natura, la stagione poetica come interscambio fra intelletti devoti all&rsquo;emblema dell&rsquo;esistenza.</p>
<p>I quattro autori hanno risposto ad alcune domande sulla loro pubblicazione. Buona lettura!</p>
<p><b>A.M.</b>: Qual &egrave;, secondo te, il significato di Essere Poeta?</p>
<p>Antonio de Lieto Vollaro: <b>Ognuno di noi &egrave; un poeta, in quanto esprime le proprie emozioni come meglio crede, ed esserlo &egrave; uno dei doni divini pi&ugrave; belli, in quanto comunque si comunica e si vuole trasmettere l'amore che si ha dentro, ispirato dall'evento di quel preciso istante.</b></p>
<p>Cristina Parente: <b>Essere Poeta pu&ograve; essere molto semplice cos&igrave; come molto difficile. Non esistono misure per valutare la grandezza di un Poeta, perch&eacute; penso che la poesia si presti a diverse interpretazioni e richiede talvolta un particolare sforzo per immedesimarsi nel contenuto poetico di un autore. Penso anche che merito del Poeta sia farsi capire senza espressioni troppo ricercate e di difficile interpretazione.</b></p>
<p>Lorenzo Traggiai: <b>Penso che, oggi, essere poeta significhi stare in una posizione intellettualmente diversa rispetto al resto della societ&agrave;, non dico superiore od inferiore, ma alternativa: un po' come essere studente (ed il fatto di essere tutt'e due mi fa sentire sfacciatamente gasato). Il poeta coglie aspetti della vita o di altre cose che gli altri non colgono o coglie in modo diverso aspetti gi&agrave; noti.</b></p>
<p>Gabriele Fabiani: <b>Secondo me il poeta &egrave; colui che ha un rapporto speciale e diretto con il suo cuore. Il poeta riesce ad organizzare le parole in versi che si tramutano in emozioni, le stesse emozioni che battono nel suo cuore. Anche se il mondo poetico &egrave; cosi vasto che &egrave; difficile estrapolarne una definizione di poeta. Io stesso non riesco a definirmi poeta ma aspirante poeta, perch&eacute; a confronto con i veri grandi poeti che hanno fatto la storia della letteratura, io mi sento cosi piccolo.</b></p>
<p><b>A.M.</b>: Perch&eacute; pubblicare in una raccolta a 4 autori?</p>
<p>Antonio de Lieto Vollaro: <b>La cultura, nei secoli, si &egrave; sviluppata grazie a molteplici confronti, sicch&eacute; essere presenti in una antologia, insieme ad altri illustri colleghi, non pu&ograve; che far aumentare il valore di ognuno di noi.</b></p>
<p>Cristina Parente: <b>Tendenzialmente preferisco pubblicare raccolte personali, ma ho voluto fare una nuova esperienza. Indubbiamente una scelta non valutata appieno perch&eacute; &egrave; un po&rsquo; come un salto nel buio, con i pro ed i contro. Confrontarsi nello stesso libro penso sia una bella sfida ed anche un modo per conoscere autori anche molto diversi da te.</b></p>
<p>Lorenzo Traggiai: <b>A parte che pu&ograve; essere un buon modo di far conoscere il proprio stile anche a chi ne predilige un altro, una raccolta a 4 autori offre quattro punti di vista diversi sul mondo, quattro modi diversi di intendere la poesia stessa, in pratica quattro universi differenti accomunati dal modo di essere esposti. In quest'occasione c'&egrave; finalmente un po' di pluralismo autentico, considerando anche che abbiamo et&agrave;, gusti e provenienze geografiche diverse.</b></p>
<p>Gabriele Fabiani: <b>Il motivo sta nel fatto che la condivisione fa parte dello scrivere e condividere insieme ad altri tre autori questa raccolta &egrave; indice di confronto fra poetiche e stili diversi, ma soprattutto rapportandomi agli altri autori riesco a capire come gli altri intendono la poesia.<br />
E mi ha reso felice ed onorato questa esperienza.</b></p>
<p><b>A.M.</b>: C&rsquo;&egrave; una lirica nella tua raccolta a cui sei molto legato?</p>
<p>Antonio de Lieto Vollaro: <b>Si, ed &egrave; quella della riflessione sull'amore, innamoramento, passione, la vita quotidiana che il nostro cuore vive, palpita, gioisce, si rattrista, e detto ci&ograve; &egrave; palese il motivo, senza l'amore l'uomo non va da nessuna parte.</b></p>
<p>Cristina Parente: <b>Non nello specifico. Mi ritengo legata a tutte le liriche della silloge perch&eacute; sono nate in un periodo poetico molto felice e che io prediligo rispetto ad altri.</b></p>
<p>Lorenzo Traggiai: <b>Tengo a tutte, perch&eacute; le ho tirate fuori da un gruppo pi&ugrave; grande in cui gi&agrave; trattavo tematiche molto sentite (denuncia sociale, sentimenti, antimilitarismo...). Per&ograve; se devo scegliere dico &ldquo;All'ombra di una stella&rdquo;, una mia piccola dichiarazione di intenti fatta a 16 anni, ancora valida, il cui scenario &egrave; quello notturno di gran parte della mia vita; poi &ldquo;Freddo&rdquo;, che parla della recente morte prematura della persona che mi ha fatto amare la poesia, la mia professoressa di lettere del liceo.</b></p>
<p>Gabriele Fabiani: <b>Sono due le liriche a cui mi sento pi&ugrave; legato, il loro titolo &egrave; &ldquo; 29-07-2006&rdquo; e &ldquo;25-07-2006&rdquo;. La prima perch&eacute; mi ricorda che chi scrive una poesia &egrave; spesso una persona sensibile, che vive sensazioni forti ed a volte &egrave; fragile. L&rsquo;ho scritta perch&eacute; a volte &egrave; la tristezza, la malinconia a muovere la penna. La seconda lirica, invece, &egrave; la descrizione del posto dove sono cresciuto, un giorno d&rsquo;estate, me lo ricordo ancora, li c&rsquo;&egrave; casa mia, in quelle parole c&rsquo;&egrave; il mio stare bene fra le colline, gli alberi e a met&agrave; strada fra mare e montagna.</b></p>
<p><b>A.M.</b>: Dei tre autori presenti, qualcuno ti ha colpito maggiormente?</p>
<p>Antonio de Lieto Vollaro: <b>Bhe ognuno ha un suo stile, eleganza, sensibilit&agrave;, quindi colpiamo ciascuno in modo differente, sperando di restare indelebili nei ricordi degli altri, autori e non.</b></p>
<p>Cristina Parente: <b>S&igrave;, mi ha colpito la poetica del giovanissimo Lorenzo Traggiai, per il contrasto stridente tra poesia metropolitana e poesia classica che lo contraddistingue.</b></p>
<p>Lorenzo Traggiai: <b>Sono interessantissimi tutti e tre, anche se non ho avuto ancora tempo di leggere le loro poesie con l'attenzione che meritano.</b></p>
<p>Gabriele Fabiani: <b>Mi hanno impressionato in senso positivo tutti e tre. Ero curioso di sapere e di leggere le loro liriche e quando ho avuto la bozza della raccolta, leggendo le altre poesie, ero felice. Mi sono sentito a casa, in un mondo di versi dolci, passionali, soavi. Certi versi mi hanno lasciato senza fiato, completamente in sintonia con la penna dello scrittore.</b></p>
<p><b>A.M.</b>: A chi dedichi &ldquo;Stagioni Poetiche&rdquo;?</p>
<p>Antonio de Lieto Vollaro: <b>Lo dedico a tutti coloro che leggendo le poesie incluse, possano trovare sollievo alla loro anima e cuore, gioia, conforto, se in esse si raffigurano con le loro storie personali.</b></p>
<p>Cristina Parente: <b>A tutti coloro che amano la poesia e a coloro che non la amano. La poesia dice molto, basta saperla leggere.</b></p>
<p>Lorenzo Traggiai: <b>La dedico anzitutto alla mia famiglia: per primi i miei genitori, splendidi, che mi hanno sempre permesso di fare le mie scelte e sono orgogliosi di questa&nbsp; pubblicazione, a mio nonno, a cui da sempre piace leggere poesie, a mia sorella ed a tutti gli altri parenti, contenti per me. La dedico alla persona con cui sto, che mi ispira non poco. La dedico a quelli che hanno sempre apprezzato quello che scrivo, tra cui la professoressa di prima e alcuni amici ed ex compagni di scuola.</b></p>
<p>Gabriele Fabiani: <b>Questa raccolta la dedico ai miei genitori, a mia sorella ed alla mia fidanzata.<br />
Ai miei genitori ed a mia sorella perch&eacute; ci sono sempre stati, il &ldquo;nido&rdquo; da cui migrare e tornare sempre, il loro abbraccio nei momenti pi&ugrave; duri mi ha sempre reso pi&ugrave; forte. Alla mia fidanzata perch&eacute; ha sempre creduto in me, perch&eacute; continua a farlo nei giorni che lei ha reso pi&ugrave; completi.</b></p>
<p><b>A.M.</b>: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?</p>
<p>Antonio de Lieto Vollaro: <b>E' ancora presto per dare un giudizio, ma l'inizio &egrave; partito bene, con molta professionalit&agrave; e seriet&agrave;, dal come si sono proposti, e fattomi sentire coinvolto nella stesura dell'antologia, chiedendo a noi autori, consigli per la copertina, titolo e dettagli vari. <br />
Speriamo che prosegua nel marketing.</b></p>
<p>Cristina Parente:<b> Non mi &egrave; piaciuta la modalit&agrave; di far pagare molto tempo prima della pubblicazione, vi sono alcuni errori tipografici ed il costo mi &egrave; parso troppo elevato&hellip; Per quanto riguarda la promozione non mi posso ancora sbilanciare ma gi&agrave; quest&rsquo;intervista &egrave; un buon segno!</b></p>
<p>Lorenzo Traggiai: <b>S&igrave;, sicuramente, posso dire che mi &egrave; piaciuto il modo in cui Rupe Mutevole si &egrave; occupata di questo progetto.</b></p>
<p>Gabriele Fabiani: <b>Con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni mi sono trovato subito</b> <b>benissimo. Sempre disponibile alle mie domande e curiosit&agrave;. Siamo sempre stati in contatto su qualsiasi scelta e durante la preparazione della raccolta hanno dato sempre spazio al dialogo e alla partecipazione. La consiglio a tutti gli autori che sono in cerca di una casa editrice seria e affidabile, chiara e lungimirante.</b></p>
<p><b>A.M.</b>: Hai delle presentazioni di &ldquo;Stagioni Poetiche&rdquo; in programma?</p>
<p>Antonio de Lieto Vollaro: <b>S&igrave;, sto giusto preparando, gi&agrave; da ora, un incontro di un giorno a settimana, per il mese di Maggio, in un agriturismo, qui nella mia terra in Sicilia, intitolata: Poesia e Vino, degustazioni di due arti siciliane.</b></p>
<p>Cristina Parente: <b>Ho in programma delle presentazioni del mio ultimo libro di poesie ma porter&ograve; anche &ldquo;Stagioni poetiche&rdquo;. Sarebbe interessante fare una presentazione con uno o pi&ugrave; autori dell&rsquo;antologia.</b></p>
<p>Lorenzo Traggiai: <b>Non ne ho in programma ma ne voglio organizzare il pi&ugrave; presto possibile.<br />
Intanto sto facendo pubblicit&agrave; attraverso Facebook e ne sto parlando con chiunque conosco.</b></p>
<p>Gabriele Fabiani: <b>Certamente, ancora non conosco le date certe, ma saranno organizzate presentazioni nel mio paese, nella citt&agrave; vicina e grazie alle persone che mi stimano e apprezzano la mia scrittura ci saranno altri eventi in cui sar&agrave; presentata questa raccolta. Sono veramente felice e non vedo l&rsquo;ora di iniziare.</b></p>
<p><i>La copertina di &ldquo;Stagione Poetiche&rdquo; &egrave; una creazione del fotografo<b> Fabio Costantino Macis.</b><br />
http://fabiocostantinomacis.carbonmade.com/</i></p>
<p><b>Notizie su Rupe Mutevole:</b><br />
http://oubliettemagazine.com/2011/05/04/presentazione-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/</p>
<p><b>Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro:</b><br />
http://www.rupemutevoleedizioni.com/<br />
http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni<br />
http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993</p>
<p><b>Alessia Mocci<br />
Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni</b></p><br /><div id="technorati">
<img src="/template/news/gfx/technorati.gif" alt="Technorati" />&nbsp;Tag:&nbsp;
<a href='http://www.technorati.com/tag/stagioni+poetiche' target='_blank' rel='tag'>stagioni poetiche</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/alessia+mocci' target='_blank' rel='tag'>alessia mocci</a>&nbsp;
</div>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.teramani.net/public/post/stagioni-poetiche--846.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.teramani.net/public/post/stagioni-poetiche--846.asp</guid>
	<dc:date>2012-01-31T18:48:16+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Carlo Santagata. L'antigravita']]></title>
	<description><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img align="left" width="98" vspace="5" hspace="5" height="136" alt="L&rsquo;unificazione dei campi elettromagnetici e gravitazionali." src="/public/image/unificazionecampi.jpg" />Carlo Santagata<br />
Le onde gravitazionali. L&rsquo;antigravit&agrave;.<br />
Parte prima<br />
Collana: Saggistica<br />
Editore: &amp; MyBook<br />
Pagine: 160<br />
Prezzo: &euro; 35,00<br />
ISBN: 9788865600351</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le avevamo proprio sotto il naso e non riuscivamo a vederle perch&eacute; utilizzavamo e usiamo ancora oggi un&rsquo;inadatta e peraltro costosissima strumentazione o, pi&ugrave; coloritamente, un inadeguato paio di occhiali, seppure incastonati in una montatura di oro massiccio! <br />
<br />
Ma l&rsquo;aspetto ancora pi&ugrave; formidabile e inatteso &egrave; ben altra cosa e di tutt&rsquo;altra portata. Quella che pu&ograve; definirsi essere legittimamente la scoperta del secolo non &egrave; altro che una minuscola e sparuta parte di una vera, sconvolgente e inedita esplosione scientifica che ha in s&eacute; ben pi&ugrave; che formidabili implicazioni scientifiche. In effetti ci si render&agrave; conto che accennando alle sole onde gravitazionali &egrave; come se avessimo finora parlato solo della minuscola punta di un iceberg che invece nasconde sott&rsquo;acqua una spaventosissima e poderosissima massa tutta da esplorare. Abnorme massa piena di rivoluzionarie conseguenze che quasi annullano il fatto che finalmente riusciamo a intercettare, ovviamente sperimentalmente, quelle elusive onde gravitazionali preconizzate dalla Relativit&agrave; Generale e invano ricercate dalla comunit&agrave; scientifica internazionale che profonde ancora in questa ricerca ingentissime risorse sia economiche che intellettuali.<br />
Quelle che potrebbero sembrare insensate affermazioni sono invece dimostrate proprio nelle prime ventisei pagine de L&rsquo;unificazione dei campi elettromagnetici e gravitazionali. Le onde gravitazionali.<br />
<br />
L&rsquo;<b>antigravit&agrave;</b>. Parte prima di Carlo <b>Santagata </b>(Editore &amp; MyBook), saggio disponibile anche in lingua inglese (The unification of the electromagnetic and gravitazional fields. Gravitational waves. The antigravity. First part - &amp; MyBook edition, ISBN: 9788865600368) che il lettore pu&ograve; gratuitamente scaricare dal sito dell&rsquo;Editore.<br />
Poche pagine per convincersi che l&rsquo;interazione gravitazionale non &egrave; altro che un particolare aspetto dell&rsquo;interazione elettromagnetica della materia. Ci&ograve; &egrave; dimostrato dal fatto che una variazione gravitazionale del dipolo Terra-Luna, tanto per fare un esempio, comporta una corrispondente variazione magnetica che pu&ograve; essere rilevata attraverso lo studio di un comune magnetogramma terrestre. &Egrave; facile allora concludere che il campo magnetico terrestre costituisce un&rsquo;insostituibile e formidabile antenna per le onde gravitazionali che provengono sia dal nostro sistema solare che dagli abissi del cosmo e quindi abbiamo adesso la possibilit&agrave; di vedere anche attraverso questa luce gravitazionale, ovvero elettromagnetica, l&rsquo;intero creato. <br />
Ma se ci&ograve; &egrave; vero, se cio&egrave; la gravit&agrave; non &egrave; altro che una particolare manifestazione elettromagnetica della materia, allora possiamo concludere che &egrave; possibile, con opportune apparecchiature tutte elettromagnetiche, VARIARE A NOSTRO PIACIMENTO IL CAMPO GRAVITAZIONALE CHE CIRCONDA UNA QUALSIASI MASSA e questa possibilit&agrave; &egrave; enormemente pi&ugrave; forte di quella di poter finalmente rilevare le onde gravitazionali.</p>
<p>Ma ci&ograve; cosa significa?<br />
Oggi riusciamo a volare o grazie a una propulsione a elica (in presenza di aria) o sfruttando il principio di azione e reazione applicato nella nostra avanzata missilistica. Ma se, come andiamo dicendo, la gravit&agrave; non &egrave; altro che un fatto squisitamente elettromagnetico, possiamo, con opportune apparecchiature tutte elettromagnetiche, variare l&rsquo;azione gravitazionale che, ad esempio la Terra, esplica su un qualsiasi corpo che gravita sulla sua superficie. Le conseguenze di un tale fatto sono evidenti e immediate.</p>
<p><b>Carlo Santagata</b>, classe 1944, vive a Santa Maria Capua Vetere (CE) dove svolge da oltre 35 anni la professione di ingegnere. Come Socio della Societ&agrave; di Fisica svolge anche un&rsquo;intensa attivit&agrave; di ricerca scientifica. In quest&rsquo;ambito ha pubblicato diversi articoli su varie riviste internazionali riguardanti alcune inedite propriet&agrave; della materia nonch&eacute; ricerche sui fondamenti della Meccanica Quantistica. Maggiori risultati nell&rsquo;ambito della fisica teorica e dell&rsquo;ingegneria strutturale sono presenti sul suo sito <b>www.carlosantagata.it</b></p>
<p><span style="font-size: smaller;"><i><b>Per approfondimenti:<br />
www.andmybook.it<br />
www.leondegravitazionali.it<br />
www.thegravitationalwaves.com<br />
<br />
&amp; MyBook<br />
Un marchio di Caravaggio Editore <br />
Casella Postale 325 - 66054 Vasto (CH) Tel. 0873 370126<br />
www.andmybook.it - info@andmybook.it<br />
<br />
Ufficio stampa. Giro di Parole &ndash; divisione di Metaphor<br />
Tel. 02 30910986 - media@girodiparole.it</b></i></span></p><br /><div id="technorati">
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<a href='http://www.technorati.com/tag/Carlo+santagata' target='_blank' rel='tag'>Carlo santagata</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/girodiparole' target='_blank' rel='tag'>girodiparole</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/antigravita' target='_blank' rel='tag'>antigravita</a>&nbsp;
</div>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.teramani.net/public/post/carlo-santagata-l-antigravita--845.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.teramani.net/public/post/carlo-santagata-l-antigravita--845.asp</guid>
	<dc:date>2012-01-31T13:09:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Fernando Mirra, Mielinconie]]></title>
	<description><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><b><img align="left" width="95" vspace="5" hspace="5" height="160" alt="Fernando Mirra" src="/public/image/mirra.jpg" />Intervista di Alessia Mocci a Fernando Mirra ed al suo Mielinconie, Rupe Mutevole Edizioni</b></p>
<p><i>&ldquo;Se sono uscito allo scoperto &egrave; quindi per poter far conoscere le mie emozioni e fare in modo che anche chi legga si emozioni.&rdquo;</i></p>
<p>&ldquo;<b>Mielinconie</b>&rdquo;, edito nel gennaio 2012 dalla casa editrice <b>Rupe Mutevole Edizioni</b> per la collana editoriale &ldquo;<i>Trasfigurazioni</i>&rdquo;, &egrave; la prima raccolta poetica del promettente <b>Fernando Mirra</b> (1976, Asti). Una cinquantina di liriche che denotano una forte intensit&agrave; emotiva. Il particolare titolo della raccolta &egrave; un neologismo dell&rsquo;autore, formato da due parole &ldquo;miele&rdquo; e &ldquo;malinconia&rdquo;, una sorta di proclamazione di dolcezza anche nella malinconia, dolcezza nel vedere il mondo, comprenderlo e tramutarlo in versi cos&igrave; che ogni lettore possa aver la percezione dell&rsquo;altro, del diverso.</p>
<p>Fernando Mirra &egrave; stato molto disponibile nel rispondere ad alcune domande presentandosi amabilmente ai lettori.</p>
<p><b>A.M.</b>: Scrivere in versi e scrivere in prosa. Perch&eacute; si diventa poeti?</p>
<p>Fernando Mirra: <b>Non esiste, secondo me, un perch&eacute; si diventi poeti. Una persona pu&ograve; avere momenti poetici, oppure neanche uno nel corso della vita. Ci si nasce, ma si cresce anche come poeti. &Egrave; una cosa che hai dentro e pu&ograve; rimanerti in fondo per tutta la vita, senza che nessuno, nemmeno tu stesso, te ne accorga. Io ho iniziato per caso, come la maggior parte delle volte in cui ti accade qualcosa di meraviglioso. Sono sempre andato bene nelle materie umanistiche, c&rsquo;ero portato. Avevo, e spero di averla mantenuta, una fantasia molto accesa nel raccontare storie e sono stato molto spigliato nel parlare. Un giorno un amico mi ha chiesto di scrivere una poesia da dedicare ad una ragazza che gli piaceva. L&rsquo;ho fatto, era il 1993, ma fino al 1996 non avevo mai preso seriamente in considerazione scrivere poesie. Ma un&rsquo;estate sono stato colto da una voglia irrefrenabile di buttare su un foglio i miei pensieri, quel che mi passava per la testa e da allora non ho pi&ugrave; smesso. Si pu&ograve; dire che si &egrave; risvegliata in me la vena poetica, anche perch&eacute; le persone che avevo intorno, mi spronavano a continuare e si complimentavano con me per la mia bravura. Bravura che, sinceramente, non ho mai sostenuto di avere.</b></p>
<p><b>A.M.</b>: Cinque anni di scrittura e finalmente una raccolta. Qual &egrave; stato il motivo principale del tuo voler uscire allo scoperto?</p>
<p>Fernando Mirra:<b> Come tutti gli aspiranti scrittori, soprattutto quando sono giovani ed inesperti, ero preso dalla frenesia di dover pubblicare, magari con un editore famoso e di fare successo. Un bel pensiero, ma anche una bella favola ed i brutti risvegli sono all&rsquo;ordine del giorno. Le provi tutte per farti conoscere, soprattutto con il passaparola. Poi chiedi in giro, cerchi un editore nella tua zona, e vieni freddato da tutta una serie di scuse, prezzi di stampa inaccessibili e poi ti ostentano un sorriso diabolico, quello che si stampa in faccia alle persone che credono di avere davanti uno sprovveduto che vuole fare il grande salto subito&hellip; ed in effetti era cos&igrave;! Veramente la mia intenzione era di pubblicare un libro, un romanzo od anche solo dei racconti, ma evidentemente non era arrivato il momento. Mi hanno poi spinto gli amici pi&ugrave; cari a provare a pubblicare per prima le poesie, in modo da farmi conoscere, anche se, effettivamente, il genere poetico non &egrave; molto popolare, non vende (Almeno &egrave; questa l&rsquo;impressione generale!). A me non interessa vendere, interessa emozionare. Amo emozionare, certo e questo lo posso fare anche attraverso i racconti, ma la poesia &egrave; pi&ugrave; diretta, calda, che crea subito l&rsquo;atmosfera. Se sono uscito allo scoperto &egrave; quindi per poter far conoscere le mie emozioni e fare in modo che anche chi legga si emozioni.</b></p>
<p><b>A.M.</b>: Un titolo molto particolare. Ci puoi spiegare l&rsquo;essenza di &ldquo;Mielinconie&rdquo;?</p>
<p>Fernando Mirra: <b>Nel libro &egrave; descritto molto bene cosa sono le &ldquo;mielinconie&rdquo;. Immagino sempre che tutte le nostre storie, le nostre avventure, i nostri amori, ma anche l&rsquo;amicizia ed in generale tutte le situazioni che coinvolgono in modo particolare il cuore, lascino in ognuno un ricordo particolare. Spesso, se la situazione &egrave; stata dolorosa, il ricordo rimarr&agrave; doloroso per molto tempo. Ma a mente fredda, quel ricordo non sbiadisce, rimane indelebile dentro di noi e acquista a suo modo una dolcezza che contrasta con il sentimento iniziale, quasi un &ldquo;bel ricordo&rdquo;; dico quasi, perch&eacute; appunto la malinconia &egrave; sofferenza nel ricordare qualcosa che forse poteva essere, ma che non sar&agrave; pi&ugrave;, viene per&ograve; addolcito dalla memoria del tempo, come se noi stessi ci addolcissimo da soli la nostra pillola amara.</b></p>
<p><b>A.M.</b>: Quali sono le tematiche predominanti della raccolta?</p>
<p>Fernando Mirra: <b>Fondamentalmente scrivo meglio quando sono triste. La tristezza &egrave; una scintilla che fa esplodere quello che ho in me. E naturalmente, cosa, se non l&rsquo;amore pu&ograve; rendere, s&igrave; felice, ma anche triste? Ma, oltre che di amore, in questa raccolta si parla di amicizia (Fratello Lupo; Filo d&rsquo;erba; Abbracciami), di morte (Cara Signora Morte), ma contiene alcuni testi molto pi&ugrave; spirituali, che ripercorrono alcuni momenti della vita di Ges&ugrave; (Io sono il cammino), della Madonna (La Madre e la rondine), ispirata ad una leggenda che avevo sentito quando ero bambino, oppure dedicata a San Francesco e Santa Chiara (Il ponte delle nuvole), questa ispirata invece da un sogno raccontatomi da una persona a me cara (Nuni, a cui ho dedicato la raccolta).</b></p>
<p><b>A.M.</b>: Hai una poesia della silloge poetica a cui sei legato in modo speciale?</p>
<p>Fernando Mirra: <b>Sono molto legato a tutte le poesie che ho scritto, anche quelle che ho omesso dalla raccolta, ma pensandoci bene, mi viene in mente la poesia &ldquo;Nome&rdquo;. Dedicata ad un mio zio, fratello maggiore di mio padre, a cui ero molto legato, ma con cui, per varie ragioni famigliari, non ho avuto modo di frequentare per un bel po&rsquo; di tempo, fino a quando, ormai alla fine, sono riuscito ad andarlo a trovare, perch&eacute; sofferente e prossimo alla fine. Infatti, dopo una settimana &egrave; venuto a mancare. Un&rsquo;altra &egrave; &ldquo;La madre e la rondine&rdquo;. Da bambino, alle elementari per la precisione, la maestra ci raccont&ograve; di una leggenda, seconda la quale le rondini avevano la pancia nera, finch&eacute; una di loro non si and&ograve; a posare nel grembo di Maria, mentre questa piangeva per Ges&ugrave; Crocifisso, e le lacrime sbiancarono il petto della rondine. Non l&rsquo;ho mai scordata questa storia.</b></p>
<p><b>A.M.</b>: Qual &egrave;, secondo te, il target di lettori interessati a &ldquo;Mielinconie&rdquo;?</p>
<p>Fernando Mirra: <b>La poesia, la cultura in genere, appartiene a tutti. Tutti possono leggere tutto. &Egrave; opinione di molti che le donne siano pi&ugrave; interessate ed inclini alla poesia che gli uomini, ma questa forse &egrave; una risposta un po&rsquo; sessista. Ho conosciuto molti uomini che scrivono poesie e che quindi possono essere potenziali miei lettori. Ma al di l&agrave; del sesso, penso che un pubblico dai 25 anni in su possa trovare interessante il mio libro (Ma spero di sbagliarmi! Dai 0 ai 99 e oltre anni possono benissimo comprarlo!)</b></p>
<p><b>A.M.</b>: Cosa ne pensi della pubblicit&agrave; della poesia tramite il booktrailer?</p>
<p>Fernando Mirra: <b>Da appassionato di cinema, teatro, e dei meccanismi che lo compongono, sono fortemente interessato ad un&rsquo;iniziativa del genere. Perch&eacute; poi solo i film devono godere di una presentazione? Solo perch&eacute; non ci sono nomi grandi? Azione? No, no. &Egrave; senz&rsquo;altro un&rsquo;idea lodevole e quasi quasi faccio un pensiero per il mio; iniziano a venirmi certe idee&hellip;</b></p>
<p><b>A.M.</b>: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?</p>
<p>Fernando Mirra: <b>Altroch&eacute;! Anzi: l&rsquo;ho gi&agrave; consigliata a quanti mi chiedevano come ero riuscito a pubblicare! Devo essere sincero: ho scritto e riscritto a pi&ugrave; riprese a molte case editrici, pi&ugrave; o meno famose. Ho avuto la fortuna di trovare voi, ma avete avuto voi l&rsquo;accortezza di spiegarmi per filo e per segno tutto il meccanismo che si nasconde dietro ad un libro, compreso l&rsquo;enorme lavoro di redazione, dal primo contatto con l&rsquo;autore, fino ad arrivare alla distribuzione e via anche dopo: la cura del libro, la pubblicit&agrave; etc... Ovviamente mi avevano avvertito del pericolo che serpeggia tra questi editori che vogliono solo soldi, danno solo promesse e mantengono meno ancora!!! No, no: con Rupe Mutevole mi sono trovato pi&ugrave; che bene. Anche per quell&rsquo;atmosfera (sia pur tramite e-mail), di confidenza che si &egrave; venuta a creare. Tu, Alessia, mi ha trattato con una grande professionalit&agrave; e cortesia ed il risultato finale, che ho sfogliato e sfogliato fino a consumare le pagine, &egrave; davanti a me e mi riempie di orgoglio!!!</b></p>
<p><b>A.M.</b>: Ci saranno, a breve, delle presentazioni della tua silloge poetica?</p>
<p>Fernando Mirra: <b>Non ho ancora organizzato nulla a proposito. Capirete: &egrave; il mio primo libro, sono nuovissimo in questa esperienza e non ho davvero pensato a nulla di concreto per presentarlo. Pensandoci qualche idea mi verr&agrave; in mente, ma non subito. Per quanto riguarda le novit&agrave;&hellip; s&igrave; devo dire che ce ne sono. Non poesie questa volta. Per fare una raccolta decente ci potrei mettere una vita, visto che le poesie le scrivo solo quando mi arriva l&rsquo;ispirazione e possono passare mesi tra una composizione e l&rsquo;altra. Sto scrivendo una raccolta di favole, quattro per la precisione, che vorrei anche fare illustrare, poi mi concentrer&ograve; sul mio primo amore: i racconti. Ho in cantiere un buon numero di storie: alcune solo abbozzate, altre iniziate e alcune gi&agrave; pronte, ma sono state scritte pi&ugrave; di dieci anni fa, quindi necessitano di una restaurazione, sia dal punto di vista linguistico, sia strutturale.</b></p>
<p><b>A.M.</b>: Ringrazio Fernando per la disponibilit&agrave; e la sincerit&agrave; delle sue risposte &hellip; ed aspetto come voi lettori le novit&agrave; editoriali di questo promettente autore!</p>
<p>La copertina di &ldquo;Mielinconie&rdquo;, &ldquo;<i>Miele di Fiele</i>&rdquo; &egrave; del fotografo <b>Alessandro Murgia.</b></p>
<p><b>Notizie su Rupe Mutevole:</b><br />
http://oubliettemagazine.com/2011/05/04/presentazione-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/</p>
<p>Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro:<br />
http://www.rupemutevoleedizioni.com/<br />
http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni<br />
http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993</p>
<p><b>Alessia Mocci<br />
Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni</b></p><br /><div id="technorati">
<img src="/template/news/gfx/technorati.gif" alt="Technorati" />&nbsp;Tag:&nbsp;
<a href='http://www.technorati.com/tag/Fernando+Mirra' target='_blank' rel='tag'>Fernando Mirra</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/Mielinconie' target='_blank' rel='tag'>Mielinconie</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/alessia+mocci' target='_blank' rel='tag'>alessia mocci</a>&nbsp;
</div>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.teramani.net/public/post/fernando-mirra-mielinconie-844.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.teramani.net/public/post/fernando-mirra-mielinconie-844.asp</guid>
	<dc:date>2012-01-29T21:35:29+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Roberto Floreani espone ad Arco]]></title>
	<description><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img align="left" width="160" vspace="5" hspace="5" height="109" src="/public/image/floREANI.jpg" alt="Roberto Floreani" />Dopo la partecipazione alla <b>Biennale Internazionale di Venezia</b> nel 2009 e la mostra personale al <b>MAGA di Gallarate</b> del 2010, Roberto <b>Floreani </b>(Venezia, 1956) espone a <b>Palazzo dei Panni</b>, seicentesco edificio nel cuore di <b>Arco</b>, sede della Galleria Civica G. Segantini.<br />
La mostra, curata da Giovanna Nicoletti, raccoglie in un suggestivo percorso espositivo quasi una trentina di opere di grandi dimensioni che tratteggiano la ricerca dell'artista a partire dalla fine degli anni novanta. </p>
<p><b>Roberto Floreani</b>, oggi considerato uno degli artisti di riferimento della sua generazione, utilizza un linguaggio espressivo che combina forte progettualit&agrave; e originalit&agrave; risolte nelle forme geometriche che si intrecciano e si combinano sulle superfici materiche.</p>
<p>La pittura di Roberto Floreani &quot;ripensa&quot; una pratica pittorica evocando una dimensione spirituale dove il segno descrive, al di l&agrave; della rappresentazione, un possibile territorio di confronto.<br />
Dalle stesure sovrapposte degli impasti materici nascono superfici dove le forme si saldano una sull'altra. Il profilo quasi calligrafico di elementi circolari, tratti ora dalla geometria ora dalla natura, che affiora da questi fondali, rimanda a linguaggi che appartengono a culture diverse. Sono tracce di flussi costanti che coniugano generosamente esperienze occidentali con quelle orientali - Roberto Floreani &egrave; infatti un esperto praticante di arti marziali. <br />
Il gesto del dipingere si ripete per accumulazioni e sottrazioni tracciando una sorta di mappatura, come se fosse possibile rendere visibile l'intensit&agrave; di un mantra attraverso l'intricato disegno di un ordito prezioso. Nel percorso di Floreani c'&egrave; una forte attenzione alla dimensione cosmica, al Tutto: uno sdoppiamento quasi specchiante e riflettente dell'immagine, un perpetuo procedere per sequenze mobili, apparentemente semplici, fortemente in divenire grazie ad un affioramento di energia che sembra far palpitare il pigmento, evidenziando la possibilit&agrave; del colore di trattenere, anche solo immaterialmente, la luce che scivola tra le forme caleidoscopiche.</p>
<p>Strato dopo strato si depositano informazioni e indizi, analisi prospettiche che sembrano sedimentare in quegli spazi che Floreani ritrova nelle ricerche sulla struttura della composizione espressa dalle avanguardie storiche di primo novecento rendendo leggibili i dettagli di una percezione dinamica. Vi si legge la volont&agrave; di esprimere il concetto di simultaneit&agrave; dello spazio attraverso l'accostamento di frammenti, osservati attraverso una serie di sfaccettature, di griglie, come se si trattasse di prismi attraverso i quali gli elementi compositivi si articolano secondo geometrie ruotanti, scandite e analizzat<br />
e nelle componenti di segno e colore definite nella loro possibilit&agrave; di movimento.</p>
<p>Segni concentrici circolari e aree ri-quadrate riempiono le superfici articolando un dialogo tra la risoluzione formale e la natura spirituale di opere su tela e ceramiche che da sempre accompagna il lavoro dell'artista. Correda il percorso espositivo una sala sulla scomposizione dinamica delle forme di derivazione futurista, avanguardia storica alla quale l'artista ha dedicato una ricerca ormai trentennale, che anticipa la mostra dedicata ad Umberto Maganzini, nato a Riva del Garda nel 1894 e morto a Firenze nel 1965, artista che condivide alla fine degli anni dieci la lezione futurista sulla ricerca plastico-dinamica degli elementi compositivi e al quale il MAG dedicher&agrave; una ampia retrospettiva a partire da giugno.</p>
<p>Roberto <b>Floreani </b>(Venezia, 1956) ha tenuto importanti mostre personali sia in Italia che all'Estero. Tra le mostre personali in spazi museali si ricordano: La Casa e il Tempo, (Musei di Como, Ravenna e Zagabria), 1994-95 Antologica 1986-1997; (Casa dei Carraresi, Treviso) '97; Memoria, (Galleria  del Credito Valtellinese-Le Stelline, Milano), '99; Roberto Floreani, (Galleria d'Arte Contemporanea, Repubblica di San Marino), 2001; Ritorno all'Angelo,(Museo Revoltella , Trieste), 2003; Selected Works 1997-2007,(Palazzo Ducale, Mantova; Kunstverein, Aschaffenburg; Stadtisches Museum, Gelsenkirchen; Mestna Galerija, Lubiana), 2007, &quot;Alchemica&quot;, al MaGa-  Gallarate (2010). Sue opere sono presenti in importanti collezioni museali (PAC, Milano; MAMBO, Bologna; Musei di Stato di San Marino; MART, Rovereto, depositi della Fondazione VAF, Kunstverein Aschaffenburg; Stadtisches Museum Gelsenkirchen, MaGa-  Gallarate) e istituzionali (Universit&agrave; di Bologna, Banca Commerciale Italiana, IN G Bank, Credito Valtellinese, Fondazione Cassamarca)<br />
Invitato nel 2005 alla Quadriennale di Roma e nel 2009 al Padiglione Italia della Biennale di Venezia</p>
<p><span style="font-size: smaller;"><b><i>&quot;ROBERTO FLOREANI Composizioni astratte&quot; MAG Museo Alto Garda, ARCO (Trento), Palazzo dei Panni, Galleria Civica G.Segantini, Via Segantini 9, 4 febbraio - 10 giugno 2012. Mostra promossa dal MAG, a cura di Giovanna Nicoletti.  Ingresso libero<br />
Orari: 10.00 - 18.00, luned&igrave; chiuso.<br />
Info: tel  0464 583653   museo@comune.rivadelgarda.tn.it</i></b></span></p>
<p><span style="font-size: smaller;"><b><i>Ufficio stampa:Studio ESSECI, Sergio Campagnolo tel. 049.663499 info@studioesseci.net</i></b></span></p><br /><div id="technorati">
<img src="/template/news/gfx/technorati.gif" alt="Technorati" />&nbsp;Tag:&nbsp;
<a href='http://www.technorati.com/tag/Roberto+Floreani' target='_blank' rel='tag'>Roberto Floreani</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/arco' target='_blank' rel='tag'>arco</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/studioesseci' target='_blank' rel='tag'>studioesseci</a>&nbsp;
</div>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.teramani.net/public/post/roberto-floreani-espone-ad-arco-843.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.teramani.net/public/post/roberto-floreani-espone-ad-arco-843.asp</guid>
	<dc:date>2012-01-29T21:25:47+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Alfjo Graco, Cristiano Viti in Jazz: dalle origini all’era dello Swing]]></title>
	<description><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img align="left" width="161" vspace="5" hspace="5" height="58" alt="Alfjo Greco" src="/public/image/associazionebenedettomarcello.jpg" />Sabato 28 gennaio presso l&rsquo;Auditorium dell&rsquo;Hotel Abruzzi in Viale Mazzini, riprende la<b> Stagione Concertistica 2011-2012</b> organizzata dall&rsquo;associazione orchestrale &ldquo;<b>Benedetto Marcello</b>&rdquo;.<br />
Il primo appuntamento del nuovo anno vedr&agrave; protagonista un duo voce e pianoforte con i giovani artisti Alfonso <b>Greco </b>e Cristiano <b>Viti </b>in un programma intitolato &ldquo;<b>Jazz: dalle origini all&rsquo;era dello Swing</b>&rdquo;, con musiche di Ellinghton, Fitzgerld, Strayorn, Gershwin, Newton, Marley, Cooke.<br />
<br />
<b>ALFJO GRECO</b>, cantante &ndash; compositore si avvicina alla musica all&rsquo;et&agrave; di 6 anni. Grazie ai suggerimenti del Padre (batterista) inizia sin da piccolo ad ascoltare la musica di origine africana ed afro-americana. Dopo un&rsquo;esperienza come artista di strada (&ldquo;menestrello di Ponte Vecchio&rdquo;) in coppia col gi&agrave; conosciuto cantautore toscano Claudio Spadi, si trasferisce a Roma e comincia una serie di studi sulle tecniche di canto moderne studiando all&rsquo;accademia &ldquo;La Voce&rdquo; del M&deg; Fulvio Tomaino. Segue diversi seminari di canto Gospel e Jazz con Berry Harris e Lonny Harryson , Cinzia Spata ecc. Approfondisce il linguaggio Blues col suo amico/maestro Mario Donatone col quale registra un disco di musica World insieme al chitarrista Rodolfo Maltese (Banco del Mutuo Soccorso) ed elementi dell&rsquo;orchestra di Piazza Vittorio . Con il coro gospel &ldquo; <b>The world spiritual choir</b> &rdquo; diretto dal Maestro Mario Donatone si esibisce , nelle vesti di primo tenore , in molti clubs e chiese italiane oltre che nel Vaticano e nella caserma della G. di Finanza dell&rsquo;Aquila per i bambini vittima del terremoto. <br />
Nel <b>2007 </b>diventa il corista e co-arrangiatore dei brani del progetto &ldquo;<b>Natty Fred in Mama Africa</b>&rdquo; del cantante senegalese Natty Fred e del chitarrista Papis Djuf &ldquo;Calafrica&rdquo; (A. Greco , N. Fred) &egrave; il brano dal sound afro-mediterraneo col quale fecero ballare molte piazze italiane e molti festival (il Trasimeno Blues &egrave; una esibizione da ricordare). <br />
Questa esperienza dura per pi&ugrave; di due anni.<br />
Attualmente collabora con diverse orchestre e big bands come la &ldquo;Sing Sing Swing Orchestra&rdquo; di Gianluca Perasole la quale ripropone i classici della musica swing ; &ldquo;The Hard to Handle soul band&rdquo; con la quale ripropone i brani pi&ugrave; celebri della Soul Music da Sam Cooke ad Otis Redding ; i &ldquo;Cafunk&rdquo;, band creata con la collaborazione di diversi amici-musicisti (Renato Gattone,Walter Fantozzi , Settimio Savioli , Massimiliano Filosi, Andrea Pagani , Gianluca Perasole) con lo scopo di regalare al pubblico la migliore musica Funk e R&rsquo;m&rsquo;B : dai Tower of Power a Stevie Wonder a Ray Charles. <br />
Nel Giugno <b>2010 </b>partecipa al &ldquo;My Way Festival&rdquo; di Lercara Friddi (Palermo) in onore del Cantante Frank Sinatra. <br />
Nel Settembre del <b>2011 </b>viene chiamato dall&rsquo;amico &ldquo;Ronnie&rdquo; (Stefano Tondelli) per vestire i panni di Mick Jagger nel tributo romano ai Rolling Stones nella Band &ldquo;the Midnight Ramblers&rdquo; dove , grazie all&rsquo;impegno , alla costanza ed alla professionalit&agrave; di tutti i partecipanti al progetto , riesce a creare un vero e proprio Show! Piu&rsquo; che un &ldquo;semplice&rdquo; concerto. <br />
<br />
<b>CRISTIANO VITI</b>, autore, compositore, arrangiatore. Nasce a Napoli nel 1972.<br />
Inizia a suonare il pianoforte all&rsquo;et&agrave; di sette anni. Si diploma all&rsquo;Universit&agrave; della Musica di Roma in pianoforte jazz e arrangiamento per Big Band. Partecipa ai seminari di Siena jazz (1994), studia con Enrico Pierannunzi, Rita Marcotulli, Franco D&rsquo;andrea, Andrea Beneventano, Stefano Sabatini. Pubblica due album (La Fiesta, 1999 e Footsteps, 2010). Collabora da anni con molti artisti (Toto cotugno, Fred Bongusto, Spagna, Luca Barbarossa, Aleandro Baldi, Gigi D&rsquo;Alessio, Kid Creole &amp; the Coconuts, Karl Potter ed altri).<br />
&nbsp;</p><br /><div id="technorati">
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<a href='http://www.technorati.com/tag/alfonso+greco' target='_blank' rel='tag'>alfonso greco</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/cristiano+viti' target='_blank' rel='tag'>cristiano viti</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/benedetto+marcello' target='_blank' rel='tag'>benedetto marcello</a>&nbsp;
</div>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.teramani.net/public/post/alfjo-graco-cristiano-viti-in-jazz-dalle-origini-allera-dello-swing-842.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.teramani.net/public/post/alfjo-graco-cristiano-viti-in-jazz-dalle-origini-allera-dello-swing-842.asp</guid>
	<dc:date>2012-01-27T16:46:58+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Dittologie Congelate di Federico Li Calzi e' in libreria]]></title>
	<description><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img align="left" hspace="5" height="160" width="103" vspace="5" src="/public/image/dietrologiecongelate.jpg" alt="Dittologie congelate" /><b>Finalmente in libreria &ldquo;Dittologie Congelate&rdquo;, nuova raccolta poetica di Federico Li Calzi</b></p>
<p>Dopo il grande successo di &ldquo;Poetica Coazione&rdquo;, che ha ottenuto unanimi consensi di pubblico e di critica in tutta Italia, il giovane e gi&agrave; affermato poeta Federico Li Calzi, 30 anni, nato e residente a Canicatt&igrave; (Ag), torna a proporsi nel contesto editoriale nazionale con la sua seconda significativa raccolta di liriche enigmaticamente intitolata &ldquo;Dittologie Congelate&rdquo;(tra@art 2012, Edizioni Cerrito), pubblicata proprio pochissimi giorni orsono.</p>
<p>Il volume, che si presenta anche in una raffinata veste grafica, comprende 64 poesie pi&ugrave; i ponderosi contributi saggistici d&rsquo;approfondimento di due rinomati studiosi e docenti universitari: il Prof. Nuccio Mula, scrittore, poeta e critico letterario internazionale, che ne ha firmato la prefazione (cos&igrave; come nella precedente raccolta) ed il Prof. Enrico Testa, scrittore, poeta e cattedratico di Storia della Lingua Italiana presso l&rsquo;Ateneo di Genova.</p>
<p>&ldquo;Dittologie Congelate&rdquo; si configura, gi&agrave; dai primi approcci, come naturale evoluzione della forma di &ldquo;Poetica Coazione&rdquo;, sebbene rimangano invariati il pensiero centrale, i sentimenti, l&rsquo;immagine mitica. Un&rsquo;opera complessa, sin dal titolo. &ldquo;Dittologia&rdquo;, infatti, come figura retorica, indica denotativamente la &ldquo;congiunzione di due vocaboli simili nel significato e complementari&rdquo;, e risponde, di fatto e nei metodi, alla cosiddetta &ldquo;tecnica dell&rsquo;amplificazione&rdquo;, tant&rsquo;&egrave; che sono state proprio le numerose tecniche di &ldquo;amplificazione&rdquo;, contenutisticamente e stilisticamente adottate ed incastonate nelle diverse poesie di questa silloge (ugualmente inconsueta e preziosa, sulla diretta scia di &ldquo;Poetica Coazione&rdquo;) a suggerire, in affabulante analogia dell&rsquo;estro, un titolo cos&igrave; particolare.<br />
I temi delle &ldquo;Dittologie Congelate&rdquo; sono il Ricordo, il Rimpianto, la Malinconia, la Nostalgia, la Memoria del passato, l&rsquo;infanzia, l&rsquo;incomunicabilit&agrave; sentimentale fra il protagonista e una donna misteriosa persa da tempo e che viene rievocata con amaro amore sin dalla prima silloge; e molti degli scenari di tali rimembranze non sono volutamente approfonditi dall&rsquo;Autore proprio per rendere palpabile quest&rsquo;incomunicabilit&agrave; rimaterializzata in un &ldquo;excurrere&rdquo; espressivo cesellato anche da costante ricerca di eufonie, nonch&eacute;, spesso, dal distendersi d&rsquo;un ampio respiro descrittivo che si rivela anche ideale preludio ai prossimi lavori dell&rsquo;Autore in ambito narrativo.</p>
<p>Cos&igrave;, nella sua prefazione, il Prof. Nuccio Mula&ldquo; (&hellip;) A sfogliare attentamente le pagine di questo secondo ed altrettanto prezioso florilegio lirico, di queste parole pregne, pulsanti, energiche, mai ginocchiate a capitolazioni di sorta, significanti e significative nell&rsquo;appello e nell&rsquo;auto-richiamo ad un agire sempre, dovunque e comunque, ne constateremo grande quantit&agrave;&hellip; senza soste di demotivazione o, peggio, pause di ripensamento&hellip; Vi troveremo ricordi come linfa e veleno; solitudini non come dannazioni divine ma scaturigini esistenziali; camere di compensazioni a distillare e calibrare inesauste, infinite, imprevedibili categorie di mendacio; atmosfere rarefatte per simbolismi di rimembranze&hellip; longitudini e latitudini d&rsquo;un pervicace, mai rassegnato monitorare / investigare su ormai residuali reperti di labirinti&hellip; vie di fuga e vicoli ciechi&hellip; scenari nascosti da stratigrafie di detriti e di polvere in fibrillazioni di moti sussultori (&hellip;)&rdquo;; mentre, dal canto suo, il Prof. Enrico Testa, nella sua postfazione, tra l&rsquo;altro rileva e afferma che &ldquo;c&rsquo;&egrave;&hellip; in queste poesie una strenua ricerca di quelli che si potrebbero chiamare effetti di saturazione fonica. La quale, se si presta orecchio all&rsquo;interazione tra temi e suoni, determina a sua volta una conseguenza, insieme, originale e paradossale: la tensione ad afferrare con le reti sonore del timbro quanto &egrave; sfuggito per sempre, a cingere in un ordito di soprassalti armonici la mancanza, a chiudere in un abbraccio mnemonico di rime, consonanze e assonanze, l&rsquo;irreparabilmente perduto. Come in un rito: esorcismo o manovra apotropaica: timbro che si fa mimesi del desiderio. Ma cos&rsquo;altro &egrave; la poesia se non questo?&rdquo;.</p>
<p>Eccezionale, infine, anche la citata veste grafica della copertina, a proposito della quale sia Federico Li Calzi che Nuccio Mula hanno vivamente ringraziato il comune amico Mark Kostabi, uno dei pi&ugrave; grandi Maestri dell&rsquo;Arte contemporanea, per la pronta, cortese e generosa disponibilit&agrave; con cui il celebre Artista, sempre sensibile verso i giovani talenti nelle diverse ramificazioni della creativit&agrave;, ha autorizzato, gratuitamente, la pubblicazione di una sua straordinaria opera pittorica, specificamente scelta dall&rsquo;Autore e dal prefatore poich&eacute; rivelatasi anche un&rsquo;impareggiabile e perfetta sintesi visuale dei sentimenti, dei temi e degli spunti riflessivi trattati in tutto il testo.</p>
<p>Per la cronaca, Federico Li Calzi &egrave; nato ad Agrigento il 28. 08. 1981. Vive e lavora a Canicatt&igrave; (Ag), dove svolge la professione di imprenditore. Da sempre s&rsquo;interessa di letteratura. Promotore di diverse Associazioni culturali, fa parte di un attivo &ldquo;cenacolo&rdquo; di poeti e scrittori presenti sul territorio. Nel 2009 ha pubblicato per &ldquo;tra@art&rdquo; l&rsquo;antologia &ldquo;Poetica Coazione&rdquo;, libro d&rsquo;esordio che, come gi&agrave; detto, ha ricevuto consensi dalla critica nazionale, nonch&eacute; numerose recensioni, anche sulla rivista di poesia &ldquo;La Mosca di Milano&rdquo; (che collabora con Mondadori).</p>
<p>&ldquo;Dittologie Congelate&rdquo; sar&agrave; in tempi brevi disponibile, ed ad un irrisorio costo di &ldquo;download&rdquo;, anche sul sito www.federicolicalzi.it (e-mail: federicolicalzi@virgilio.it) nel quale, dal 2009, quasi 10.000 utenti hanno scaricato gratis &ldquo;Poetica Coazione&rdquo;, contribuendo, con tale incredibile numero di consensi, al successo del primo volume.<br />
&ldquo;Dittologie Congelate&rdquo; sar&agrave; presto presentato ufficialmente tramite diversi &ldquo;Incontri con l&rsquo;Autore&rdquo; sul territorio.</p>
<p><b>Written by Associazione ed Artisti Agrigentini</b></p>
<p><b>Intervista su &ldquo;Dittologie Congelate&rdquo;:</b><br />
http://oubliettemagazine.com/2011/11/14/intervista-di-alessia-mocci-a-federico-li-calzi-ed-alla-sua-<br />
nuova-raccolta-poetica-dittologie-congelate/</p>
<p>Vi lascio il link della pagina fan di Facebook e del sito dell&rsquo;autore nel quale potrete scaricare<br />
gratuitamente &ldquo;<b>Poetica Coazione</b>&rdquo;, avere news e partecipare alla novit&agrave; del <b>Caf&eacute; Letterario</b>:<br />
http://www.federicolicalzi.it/<br />
http://www.facebook.com/pages/Federico-Li-Calzi/188911001130172</p>
<p><b>Alessia Mocci<br />
Responsabile dell&rsquo;Ufficio Stampa di Federico Li Calzi</b></p><br /><div id="technorati">
<img src="/template/news/gfx/technorati.gif" alt="Technorati" />&nbsp;Tag:&nbsp;
<a href='http://www.technorati.com/tag/dittologie' target='_blank' rel='tag'>dittologie</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/federico+li+calzi' target='_blank' rel='tag'>federico li calzi</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/alessia+mocci' target='_blank' rel='tag'>alessia mocci</a>&nbsp;
</div>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.teramani.net/public/post/dittologie-congelate-di-federico-li-calzi-e-in-libreria-841.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.teramani.net/public/post/dittologie-congelate-di-federico-li-calzi-e-in-libreria-841.asp</guid>
	<dc:date>2012-01-26T23:11:01+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Rupe Mutevole Edizioni : le novita' letterarie di gennaio 2012]]></title>
	<description><![CDATA[<p> </p>
<p><b><img align="left" hspace="5" height="43" width="159" vspace="5" src="/public/image/rupemutevoleedizioni.jpg" alt="Rupe mutevole edizioni" />Le novit&agrave; editoriali per gennaio 2012 della casa editrice Rupe Mutevole Edizioni</b></p>
<p>Fondata nel 2004, la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni ha avuto modo di espandersi nel settore tematico e geografico. Son ben diciassette le collane editoriali della casa editrice, diciassette sono dunque le braccia che accolgono la diversit&agrave; per condurre oltre i confini territoriali e mentali. La denominazione delle collane &egrave; in linea con la politica della casa editrice, troviamo infatti: “Letteratura di Confine”, “Trasfigurazioni”, “Mappe di una nuova &egrave;ra”, “Saggi”, “Rivelazioni”, “Poesia”, “Fairie”, “Atlantide”, “La quiete e l’inquietudine”, “Oltre il confine”, “Scritti in scena”, “Sopralerighe”, “Heroides”, “Poesia e vita”, “Echi dalla storia”, “Visioni”, “Margini liberi”, “Echi da internet”.</p>
<p>Eccovi le novit&agrave; per il mese di gennaio 2012:</p>
<p>“<b>L’ombrello</b><b>” di Sonia Consolo Giaccotto</b>. Collana “La Quiete e l’Inquietudine”. “Marcello, sei un ombrello!” Ecco la presa di consapevolezza di un semplice oggetto, utile, concreto, appartenente ad ogni famiglia e nazione. Ma un oggetto pu&ograve; avere un’anima? È l’ipotesi che Sonia Consolo Giaccotto ha voluto porsi in questa bella prova di narrativa, ambientata nel surreale che diviene reale, molto vicino all’impossibile, come direbbero gli scienziati, ma chiss&agrave;, la fantasia pu&ograve; fare anche questo, mettersi in discussione, portare se stessa all’esasperazione. È bello immaginare, no? <br />
E lo hanno fatto in tanti: chi disegna fumetti, chi prepara cartoni animati, qualcuno ha pensato bene di far parlare giocattoli, pupazzi, palle, case, spugne, attrezzi da cucina, e perch&eacute; non un ombrello?<br />
Cos&igrave; la Nostra ha provato a costruirsi un oggetto-soggetto nella stesura della storia, un oggetto discreto ma utile, non indispensabile all’esistenza, ma fortemente usato, uno di quelli che non rimangono fissi in una dimora, bens&igrave; vengono spostati molto facilmente ovunque, per sostare in grossi vasi nei momenti di inutilit&agrave;.</p>
<p><b>“Note di Luna piena” di Giuliana Paleotti</b>. Collana “La Quiete e l’Inquietudine”. Nella raccolta di Giuliana Paleotti si avverte tutta la tenera passione di uno stile abbastanza vicino all’idillico-inquieto, una sorta di connubio tra due epoche che a lei appartengono allo stesso modo.<br />
Probabilmente l’Autrice ha letto e assorbito l’influenza settecentesca, ma non solo: probabile che abbia amato parecchio un Giacomo Leopardi, ma anche un Manzoni, un Verga, facendo tesoro di quella realt&agrave; che incombeva e faceva male. Come affermava peraltro Francesco De Sanctis in una delle sue analisi sullo Zibaldone leopardiano, vera poesia &egrave; l’idillio, mi piace accostare tale concetto perch&eacute; associo spontaneamente quell’io amo e vivo e voglio vivere del poeta recanatese alla lirica Voglio volere della Nostra. È dunque una penna intimista, pur se non manca di temperamento irrequieto, dubbioso quindi sano, intelligente, a volte soffuso, con delle puntualizzazioni acute, come quel Voglio che la definisce gi&agrave; molto risoluta nel modo di porsi al lettore.</p>
<p><b>“Mielinconie” di Fernando Mirra. Collana </b>“Trasfigurazioni”. Quando il sentimento amoroso diviene distacco e tormento. Quando la notte &egrave; la celebrazione della nostalgica armonia di due corpi che si riscaldavano e che, ora, preservano solo l’ombra di quel calore corporeo. Quando l’essere umano &egrave; al centro di pensieri dotti e rendiconti spirituali.“Mielinconie” &egrave; una raccolta poetica di forte intensit&agrave; emotiva, le tematiche si intrecciano dolcemente con un andamento melanconico rivolto verso il passato e, rivolto verso la sensazione dello stesso trascorso. Il presente esibisce un luogo senza spazio per un uomo che guarda oltre la realt&agrave;, sono emozioni che si rivelano antiche e che si proteggono avidamente similmente alle api con l’alveare. “Mielinconie” &egrave; un curioso neologismo dato dall’unione di “miele” e “malinconia”, l’autore cos&igrave; facendo ha evidenziato quanto la forma mentis della malinconia possa essere per il poeta, in un certo qual modo, dolce.</p>
<p><b>“Dolcedura” di Diana Cesaroni.</b> Collana “La Quiete e l’Inquietudine”. La scrittura femminile &egrave; qui evidenziata dalla percezione delle cose in maniera sottile e molto rilevante, sempre idealizzante, pregna di fili invisibili ma saldi, perle preziose che sostengono tutta la poetica di Diana Cesaroni, sicuramente inquieta, dalle tonalit&agrave; forti e nel contempo eleganti, che fanno presa immediata sul lettore, cariche di sfumature rare, riconducibili tutte a una sana rabbia che si fa strada tra le insenature dei concetti perch&eacute; s&igrave;, la Nostra, impasta i propri sentimenti con un dolore sordo che l’accompagna, la stringe, la mette in standby, ma poi, come se tutto questo fosse una sorta di serra nella quale vengono depositati dei semi, ecco nuove primavere, che svegliano d’improvviso il meglio di quell’anima tormentata, ne traggono la dolcezza, simile a quella dei boccioli bagnati di rugiada la mattina, la spargono attorno, nell’aria che frizza e vuole cose limpide, intatte. La poesia di Diana Cesaroni &egrave; tutto questo, mai banale, ogni creazione &egrave; qualcosa di mai letto, di folgorante, bellissimo.</p>
<p><b>“Le ali di Yeshiva e altre storie” di Wilfred Mbouenda Mbogne.</b> Collana “La Quiete e l’Inquietudine”. Wilfried &egrave; un giovane studente che viene dai luoghi caldi, quelli che io amo e anche l&agrave; l’inquietudine corre nel sole, nel mare, nei cieli rosei e dai tramonti speciali. Di questo giovane autore mi colpisce la freschezza, quella modalit&agrave; ingenua che usa per descrivere le proprie emozioni. Il suo sforzo per scrivere bene nella nostra complicatissima lingua. La grande umilt&agrave;. &egrave; molto tenero Willie, cos&igrave; mi piace chiamarlo, ha grandi valori dentro s&eacute; e si &egrave; spinto verso la prova poetica con un coraggio che merita rispetto immenso. So che porter&agrave; a termine brillantemente gli studi nella nostra Italia e che potr&agrave; vivere con quella serenit&agrave; che si &egrave; portato dalla sua meravigliosa terra, avr&agrave; moltissimo da insegnarci, statene certi. Intanto con questo volume inizia il suo percorso pulito e limpido come le acque dei mari da cui viene. Inquieto s&igrave;, perch&eacute; continua a non dimenticare le radici e le sue origini, ma felice, pronto a partire nel salto della vita con tutti gli ideali pi&ugrave; belli e pi&ugrave; dignitosi. Vi consiglio quest’oasi dolcissima di lettura.</p>
<p><b>“Profumo di Kikina nel paradiso dell’eden” di Rossana Asaro. </b>Collana “La Quiete e l’inquietudine”. La poetessa Rossana Asaro in questa sua prima raccolta di poesie mostra in modo palese ed accorato come la poesia &egrave; il veicolo che pu&ograve; rapportare se stessi al mondo e il mondo a se stessi. I suoi versi sinuosi e coinvolgenti raccontano l’amore inteso come esperienza di vita, come motore della propria esistenza, come sentimento allo stato puro. L’autrice attraverso giochi di parole, cercando un modo per non essere banale e scontata, esprime tutta la sua interiorit&agrave; e la condivide con il lettore. La ricercatezza dei termini, al di l&agrave; della loro connotazione semantica, gi&agrave; degna di nota, va oltre il significato reale proiettando l’essere nella iridescente e poliedrica complessit&agrave; del suo sentire.</p>
<p><b>“Stagioni Poetiche” di Antonio de Lieto Vollaro, Gabriele Fabiani, Cristina Parente e Lorenzo Traggiai. </b>Collana “Trasfigurazioni”. La volubilit&agrave; del momento, la volubilit&agrave; del verso.<br />
Conoscere il tempo attraverso il suono che scandisce il variare delle stagioni e dei frammenti poetici. La stagione poetica come simbolo di variatio e sincronismo del pensiero umano con la Natura, la stagione poetica come interscambio fra intelletti devoti all’emblema dell’esistenza. Una raccolta e quattro autori, Cristina Parente, Lorenzo Traggiai, Gabriele Fabiani ed Antonio de Lieto Vollaro, che consolidano un legame tra le parole ed il ciclo consueto della creazione, inteso come ideazione artistica ed umana, dunque facente parte della sfera naturale del conseguirsi della vita. <br />
I sentimenti rispecchiano l’esaltazione dell’essere umano in un’apoteosi di leggi che imperniano la realt&agrave; di urla silenti, urla che indietreggiano davanti all’oralit&agrave; per distinguersi dall’indistinto dando voce ai segni grafici. Le sillogi presenti all’interno della raccolta “Stagioni Poetiche”, “Urla la Vita”, “Graffiti Notturni”, “Polvere Poetica” e “Vibrazioni Poetiche”, impugnano la realt&agrave; per definirla durante i suoi attimi circostanziali di definizioni ricettive, senza tralasciare un’esperta devozione verso l’ideale e l’astratto.</p>
<p><b>“Kuore di Kristallo” di Paola Maria Leonardi.</b> Collana “Echi da internet”. Ho scoperto la Poesia quando ho realizzato che la trasmissione delle emozioni pu&ograve; avvenire attraverso la scrittura, le parole sono un efficace fonte di mediazione tra noi, il nostro sentire e il mondo circostante. In realt&agrave; &egrave; sempre stata presente in me l’amore per l’armonia attraverso le parole. Avere nella testa delle idee, delle sensazioni che restano sospese mi mi fa venire voglia di catturarle e direzionarle in versi, che formano poesie.. Accarezzavo da tempo l'idea di poter scrivere quelle idee, quegli spunti che avevo in mente le ideavo anche con la fantasia, le elaboravo, le cambiavo, ma non trovavo il coraggio per esporle al giudizio degli altri. Tutto ci&ograve; che &egrave; contenuto in esse, &egrave; frutto del mio cuore, che si &egrave; servito della mia mano per porle in essere. Esporre se stessi senza rete, non &egrave; facile, richiede un accettazione di se notevole, al punto da volersi mostrare senza reticenze. La ricerca dell'introspezione animica fa parte della mia scrittura, nello stesso modo con cui l' immaginazione si mescola all'aspetto empirico del quotidiano, dando luogo ad elaborazioni di pensieri nei quali spesso le persone amano identificarsi.</p>
<p><b>“Elfingers e la pietra nera” di Marcella Di Girolamo.</b> Collana “Radici, letteratura abruzzese”. <br />
Presentare un’autrice che per la prima volta o quasi si affaccia al mondo dell’editoria, non &egrave; semplice, ma di certo la naturalezza con cui Marcella Di Girolamo si palesa, non pu&ograve; che agevolare il mio compito, specie nel momento in cui dalle sue parole si affaccia l’Abruzzo, in tutta la sua ridente fiducia nel futuro. Sentirsi profondamente legati alla propria terra, &egrave; un vanto ed un onore per tutti gli abruzzesi, specie per coloro che coltivano con particolare ardore le proprie Radici...letterarie. Marcella infatti inventa un mondo parallelo in cui nulla pu&ograve; essere scontato ma deve ricevere la necessaria attenzione perch&eacute; tutore di un prezioso elemento, che si rivela a mano a mano…un amore che deve essere compreso perch&eacute; celato dietro un’ ingannevole apparenza. Cos&igrave;, la Storia gira attorno a questo cardine, la stravaganza di un elfo che viene notata da tutti tranne che dalla ragazza che gli ha rapito il cuore. E per lei affronter&agrave; incredibili avventure, un principe crudele che tiene prigioniere svariate giovani strappate ai loro genitori, ingabbiata la prima moglie, e che, ora, vuole attentare anche alla libert&agrave; della bellissima Daysun. Il linguaggio &egrave; molto ricercato, nulla viene lasciato al caso nella ricostruzione di un mondo parallelo eppure cos&igrave; magicamente vicino.</p>
<p><b>“Un volo nell’anima” di Rosy D’Agostino.</b> Collana “Echi da internet”. La poetessa Rosy D’Agostino ci commuove nella sua capacit&agrave; di volare nell’anima, operazione letteraria “complessa” e che pu&ograve; riuscire solo a chi possiede il suo particolare “talento”. Cos&igrave;, Rosy attraversa l’etere in un batter d’ali poe-tiche, apprestandosi a conquistare anche il pi&ugrave; scettico dei lettori. <br />
Le sue parole ci avvolgono; il loro senso ci permea… fino a che la nostra anima non voler&agrave; con le sue stessi ali. Per anni, Rosy ha accarezzato il sogno di volare, sfruttando tutta l’ispirazione di cui disponeva: al tempo stesso, ha approfittato in maniera davvero accorta, “giudiziosa” a mio dire, delle enormi, pressoch&eacute; infinite risorse offerte da una tecnologia ad ogni giorno pi&ugrave; amica.<br />
Eppure, quando ha cercato di crescere, ha trasmesso sempre la sua volont&agrave; di istaurare un contatto umano, non si &egrave; mai lasciata abbindolare, sedurre da simbolismi esagerati, meccanici, inespressivi, vezzo di uomini ormai “cibernetici” quasi al cento per cento delle loro potenzialit&agrave; espressive.<br />
Internet, una Rete sempre pi&ugrave; vicina, &egrave; servita a Rosy per confrontarsi “pacificamente”, alla riscoperta di un universo emozionale smarrito, ingoiato, o meglio fagocitato dalla modernit&agrave;.</p>
<p><b>“Quando non passa il tempo” di Francesca Santangelo. </b>Collana “La Quiete e l’Inquietudine”. La presente raccolta di liriche di F. Santangelo di primo acchito potrebbe sembrare un diario d’amore. <br />
Cos&igrave; non &egrave;. A ben vedere in questi versi c’&egrave; la spietata confessione di ansie, tormenti e bramosie d’amore; la messa a nudo di un’anima sensibile, passionale, sognatrice, nel suo tormentato rapporto con il reale. Quasi tutte le liriche esprimono uno smisurato bisogno di amore a tutto campo, ora appagato in momenti di esaltata intimit&agrave; che si vorrebbero eterni, ora devastato dal tormento del dubbio, in un’alternanza di stati d’animo che ricorda da vicino l’”odi et amo” catulliano. Altre liriche ripropongono il dramma esistenziale di una umanit&agrave; alienata e vacua, inesorabilmente incapace di cogliere il non-senso della vita e l’inutile scorrere del tempo. Visione cupa che sfocia in una desolante visione della vita e della morte come un unicum inestricabile ed indissolubile. Da qui la ricerca di un superiore porto di salvezza da tutte le tempeste della vita, che sembra sfociare nella fuga dalla realt&agrave; e nel rifugio in una illusoria dimensione di sogno. I versi di queste liriche, spesso connotati da scultorea essenzialit&agrave;, fuori da schemi convenzionali o di maniera, appaiono frutto di indubbia spontaneit&agrave; di ispirazione.</p>
<p><b>“Il lavoro di Don Rosolo Locatelli” di Davide Marzolini Lös.</b> Investigatore privato arguto e meticoloso, sorta di Poirot di provincia, Don Rosolo Locatelli &egrave; chiamato a Villora, nei pressi di Varsi, per risolvere un caso intricato. Gli indizi appaiono fuorvianti, ma il fiuto di Don Rosolo risolver&agrave; il mistero. Davide Marzolini Lös, giovanissimo scrittore, elabora con questo suo primo romanzo una scrittura avvincente che persuade e conquista il lettore.</p>
<p><b>“Le Destinazioni” di Fabiola Farina.</b> Collana “Passi nell’ombra”. Spezzati e fragili momenti, di durata variabile, vissuti da persone differenti per et&agrave; e ceto, accomunati dal desiderio spasmodico di provare a vivere l’esistenza accettandola, modificandola in rapporto alle aspettative dell’esterno o finanche giungendo alla decisione di abbandonarla. Nessuna pusillanimit&agrave; nel cuore di chi trascorre i propri giorni intensamente utilizzando tutti i sensi, forgiando una percezione individuale degli accadimenti, che paiono legati alla loro libera scelta ma si rivelano incatenati ad un destino superiore. Il coraggio di esistere &egrave; l’accettare le sfide senza reticenze, altrimenti non resta che far trascorrere i minuti, le ore, gli anni e poi dipartire, senza essersi mai concessi durante il cammino.</p>
<p><b>Articolo presentazione Rupe Mutevole Edizioni:</b><br />
http://oubliettemagazine.com/2011/05/04/presentazione-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/</p>
<p>Link utili per ordinare i libri e per visitare i siti di riferimento:<br />
http://www.rupemutevoleedizioni.com/<br />
http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni<br />
http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993</p>
<p><b>Alessia Mocci<br />
Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni</b></p><br /><div id="technorati">
<img src="/template/news/gfx/technorati.gif" alt="Technorati" />&nbsp;Tag:&nbsp;
<a href='http://www.technorati.com/tag/rupe+mutevole' target='_blank' rel='tag'>rupe mutevole</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/alessia+mocci' target='_blank' rel='tag'>alessia mocci</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/gennaio' target='_blank' rel='tag'>gennaio</a>&nbsp;
</div>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.teramani.net/public/post/rupe-mutevole-edizioni-le-novita-letterarie-di-gennaio-2012-840.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.teramani.net/public/post/rupe-mutevole-edizioni-le-novita-letterarie-di-gennaio-2012-840.asp</guid>
	<dc:date>2012-01-26T23:00:25+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Fabio Rizzoli : Almanacco dei giorni migliori. Inverno]]></title>
	<description><![CDATA[<p> </p>
<p><img align="left" width="115" vspace="5" hspace="5" height="160" alt="Almanacco dei giorni migliori" src="/public/image/almanaccodeigiornimigliori.jpg" />Almanacco dei giorni migliori. Inverno</p>
<p>isbn: 978-88-95865-57-7<br />
pagine: 192<br />
prezzo: &euro; 14,00</p>
<p>Ad appena due mesi dalla sua uscita, il primo volume di Almanacco dei giorni migliori ha collezionato oltre trenta recensioni e servizi entusiastici su stampa, radio, tv e web, venendo quasi subito ristampato. Ora <b>Fabio Rizzoli</b> torna alla carica con <b>Inverno</b>, la seconda stagione della sua quadrilogia. <b>Altri 91 racconti</b>, dal 21 dicembre al 20 marzo, caratterizzati dalla consueta leggerezza e impertinente ironia. Anche in questo volume ogni brano &egrave; preceduto da consigli di visione, ascolto e lettura ed &egrave; seguito da un’esortazione ad agire.<br />
<b>Cosa attende il lettore? Il giornalista Bruno Gambarotta (proprio lui, nessuna omonimia) che commette un omicidio, le aberranti conseguenze del telelavoro, il monologo di Amleto visto dalla parte del teschio, un immobiliarista specializzato nella compravendita di case in cui sono avvenuti efferati delitti, un caso di corruzione tra i fenici, le fantasie sessuali di un uomo alla cyclette... Novantun modi per mettere a dura prova il senso della realt&agrave; – e per sconfiggerla regolarmente.</b></p>
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<p><b>22 DICEMBRE</b></p>
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<p><b>Da ascoltare</b>: Bill Laswell, Carlos Santana: Divine Light - Reconstruction &amp; Mix Translation<br />
<b>Da guardare</b>: Tomm Moore e Nora Twomey, The Secret of Kells<br />
<b>Da leggere</b>: Augusten Burroughs, Cunnilingusville</p>
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<p>All’art director a cui affidarono il compito di fare un restyling dell’inverno vennero subito in mente molte idee. Chiese quale fosse il budget destinato all’operazione e gli fu risposto che avrebbe avuto fondi illimitati. Questa risposta lo mise istantaneamente di ottimo umore, visto che, appunto, le cose da fare sarebbero state tante.</p>
<p>Il suo intervento doveva consistere in un riammodernamento, non nello stravolgere completamente il senso stesso della stagione. Alcune caratteristiche fondamentali andavano mantenute. La temperatura, ad esempio, avrebbe dovuto essere bassa; la neve, certo quella non la si poteva omettere; le festivit&agrave; principali, come Natale, Capodanno e Befana, neppure. Fatto &egrave;, comunque, che una stagione che resta pi&ugrave; o meno la stessa per migliaia di anni ha sicuramente bisogno di un’aggiustatina.</p>
<p>L’art director si mise a lavorare giorno e notte al progetto, pensando sia a migliorare l’esistente, sia a introdurre significative novit&agrave;. Al termine di una full immersion di due settimane, diede un’ultima scorsa alle slide della sua presentazione e si sent&igrave; davvero soddisfatto: era convinto che sarebbe stato un successo.</p>
<p>La mattina del meeting con i suoi committenti non riusciva a trattenere un certo nervosismo. D’altronde, quello che stava per esporre era un vero e proprio cambiamento epocale, per cui era difficile non avvertire un po’ di pressione. Quando tutti si furono seduti, si schiar&igrave; la voce con un colpetto di tosse e cominci&ograve; a esporre le sue proposte.</p>
<p>In primo luogo la durata: un inverno leggermente pi&ugrave; corto, diciamo di una ventina di giorni, con un conseguente allungamento della primavera, avrebbe accontentato le persone che non amano il freddo. E, comunque, una ritoccatina generale alle temperature non avrebbe guastato. Si poteva ad esempio stabilire che le minime non scendessero mai sotto i 4°. Freddo, s&igrave;, ma leggermente mitigato.</p>
<p>La neve non poteva mancare, ma perch&eacute; non renderla colorata – blu? rosa? verde? – e con un buon sapore? E le festivit&agrave;: il Natale, per esempio, che piace a tutti, non potrebbe essere pi&ugrave; lungo, e durare tre giorni?</p>
<p>L’art director pass&ograve; quindi in rassegna una serie di possibilit&agrave; per il cielo, che, spiegava, era da sempre sottovalutato in termini di comunicazione. D’inverno il sole tramonta presto, mettendo cos&igrave; a disposizione uno schermo gigantesco utilizzabile in diversi modi: rassegne cinematografiche, proiezione delle trasmissioni televisive di maggior ascolto (con tanto di inserzioni pubblicitarie), oppure semplicemente slide show di fotografie particolarmente suggestive, magari provenienti da tutte le parti del mondo… Insomma, le possibilit&agrave; erano davvero tante.</p>
<p>E poi, alla spicciolata, una caterva di altre idee: settimana bianca obbligatoria per tutti, radiodiffusione di musica ambient di prima mattina, scrivere con le nuvole frasi motivanti e citazioni di grandi pensatori, abolizione della grandine e della nebbia, possibilit&agrave; di rinominare i mesi invernali con il marchio degli sponsor, aprire piste da sci anche in citt&agrave;, scaldare la pioggia per renderla pi&ugrave; piacevole, garantire almeno due giornate di sole alla settimana, far circolare per le strade animali ammaestrati come orsi bruni, volpi e pinguini, e cos&igrave; via.</p>
<p>Quando l’art director termin&ograve; la sua presentazione con la chiusa ad effetto «Insomma, grazie a voi l’inverno non sar&agrave; mai pi&ugrave; lo stesso. La storia &egrave; nelle vostre mani, e il mondo ne sar&agrave; testimone», intorno al tavolo scoppi&ograve; un vero e proprio boato di applausi, urla, fischi. L’art director quasi svenne per l’emozione. Gi&agrave;, l’inverno non sarebbe stato mai pi&ugrave; lo stesso.</p>
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<p><b>Da fare</b>: <i>Se devi immaginare, osa l’inosabile, tanto i tuoi sogni hanno un budget illimitato.</i></p>
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<p><b>Almanacco dei giorni migliori in tour</b></p>
<p><b>Roma</b>, marted&igrave; 24 gennaio - la Feltrinelli Librerie, via del Babuino, 39/40. Dialogano con l'autore il giornalista John Vignola (Mucchio selvaggio, Rai Radio 2 “Twilight”) e l’attore Giuseppe Cederna</p>
<p><b>Milano</b>, gioved&igrave; 26 gennaio alle ore 18.30 – Libreria Feltrinelli, corso Buenos Aires, 33. Con la complicit&agrave; di Fabrizio Biggio de “I soliti idioti”</p>
<p><b>Bologna</b>, luned&igrave; 30 gennaio ore 18.00 – Libreria Coop Ambasciatori, via degli Orefici 19. Introduce e dialoga con l’autore Jadel Andreetto (Radio Citt&agrave; del Capo, Blow up, Panorama). L'attore Marco Cavicchioli legger&agrave; dei brani</p>
<p><b>Torino</b>, marted&igrave; 31 gennaio alle ore 18.00 - Feltrinelli Libri e Musica di Piazza Cln n. 251. Dialoga con l’autore il giornalista Bruno Gambarotta</p>
<p><b>Faenza</b>, luned&igrave; 20 febbraio alle ore 21 - Nove100: caff&egrave;, libri e sangiovese, corso Mazzini 69/a. Dialoga con l'autore Paolo Martini</p>
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<p><span style="font-size: smaller;"><b><i>Fernandel<br />
via Col di Lana, 23 - 48121 Ravenna<br />
Tel. 0544 401290 - Fax 0544 1930153<br />
e-mail: fernandel@fernandel.it<br />
web: www.fernandel.it<br />
promozione: Lineaboook<br />
distribuzione: PDE</i></b></span></p><br /><div id="technorati">
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]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.teramani.net/public/post/fabio-rizzoli-almanacco-dei-giorni-migliori-inverno-839.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.teramani.net/public/post/fabio-rizzoli-almanacco-dei-giorni-migliori-inverno-839.asp</guid>
	<dc:date>2012-01-24T22:53:46+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[La pietra del Mito di Piero Donato. Intervista di Alessia Mocci]]></title>
	<description><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><b><img align="left" hspace="5" height="160" width="134" vspace="5" src="/public/image/pierodonato.jpg" alt="Piero Donato" />Intervista di Alessia Mocci a Piero Donato ed al suo La pietra del Mito</b></p>
<p>&ldquo;<b>La pietra del Mito</b>&rdquo;, edito nel 2011 dalla casa editrice<b> Rupe Mutevole Edizioni</b> nella collana editoriale &ldquo;<b>La Quiete e l&rsquo;Inquietudine</b>&rdquo;, &egrave; l&rsquo;ultima fatica editoriale di Piero Donato. Dal 1993 l&rsquo;autore si esprime poeticamente con delle raccolte, che sin dagli inizi, hanno visto molto interesse da parte dei concorsi letterari, in quanto sono risultate vincitrici in premi nazionale ed internazionali. Un titolo che riprende il bisogno nella societ&agrave; di Ideali come ci racconta Piero Donato nell&rsquo;intervista: &ldquo;[&hellip;] <i>non esiste Uomo che possa definirsi tale, se non viene retto e accompagnato da Ideali lungo il cammino della sua Vita: senza ideali, l'uomo non &egrave; che un semplice animale, nemmeno tanto intelligente, tra l'altro, ma, anzi, molto, ma molto pericoloso.</i>&rdquo;.<br />
Parole che dovremo leggere ogni giorno in ogni angolo del globo.<br />
Piero Donato &egrave; stato molto disponibile nel raccontarci delle sue pubblicazioni e di se stesso. Buona Lettura!</p>
<p><b>A.M.</b>: Cos&rsquo;&egrave; per te scrivere?</p>
<p>Piero Donato: <b>Scrivere per me &egrave; Vita: si scrive per se stessi prima di tutto, perch&eacute; si sente di avere molto da dire, soprattutto da fissare su foglio bianco ci&ograve; che a parole, nel quotidiano, rischierebbe di passare inosservato, o quantomeno di restare a poche persone con le quali si riesce a comunicare nella vita di tutti i giorni; scrivendo, si ha l'opportunit&agrave; di essere ascoltati da molte pi&ugrave; persone; soprattutto per chi ha molto da dire, &egrave; veramente importante scrivere. <br />
Non c'&egrave; nulla di pi&ugrave; bello e completo, poi, per chi ama scrivere, che esprimersi in poesia, la forma pi&ugrave; armoniosa ed esaustiva, sia nel caso della composizione di poesie d'amore, sia mediante testi d'impegno sociale, anche su piani storici, come spesso succede a me non soltanto nella prosa, ma anche in poesia.</b></p>
<p><b>A.M.</b>: Vuoi parlarci dei libri che hai pubblicato prima de &quot;La pietra del Mito&quot;?</p>
<p>Piero Donato: <b>S&igrave;, ho pubblicato &quot;Impulsi e forma&quot; Erga Edizioni, Genova 1993, raccolta di poesie molto fortunata, che ha vinto parecchi premi nazionali e internazionali, tra cui al Premio Bargagna 1994 e al Premio Associazione Artisti di Genova, nello stesso anno, si &egrave; classificato Primo, ma innumerevoli sono i secondi premi, altri piazzamenti e premi speciali.<br />
Solo per l'uscita di questo volume, Guido Miano Editore, di Milano, mi inser&igrave; nella Storia della Letteratura Italiana, il Secondo Novecento, 1998, testo universitario. &quot;Impulsi e forma&quot; &egrave; una ricerca sulla corrente filosofica degli anni '90, il Metarealismo di JeanGuitton, allievo di Henry Bergson, corrente che attinge dalle scoperte e teorie dei fisici quantistici. &Egrave; doveroso citare la collaborazione con Enrico Ricciardi, amico fotografo d'Arte e di Fashion, in questo libro, che fa parte del progetto per il quale abbiamo collaborato molto a stretto contatto, sia nella creazione delle immagini, sia per l'abbinamento delle parole alle stesse nell'altro libro del progetto, questa volta di Ricciardi, &quot;Universi Immaginati&quot;, Tormena Editore, Genova - 1993, dove ho collaborato scrivendo versi di accompagnamento alle sue immagini di grande formato. In entrambi i libri, sono evocate sorte di viaggi descritti e illustrati dall'Origine del Cosmo sino a immaginare, salgarianamente, crateri lavici di pianeti distanti come esplosioni di supernove ed evoluzioni della materia nei vari stati (solido, liquido, gassoso). Un libro, Impulsi e forma, apprezzato molto dalla critica e dalle riviste del settore, oltre che dalle importanti testate dei quotidiani dell'epoca. Questi due lavori hanno significato, per entrambi, molte soddisfazioni e riconoscimenti.<br />
Nel 1997 pubblico poi, per la Ibiskos di Empoli, un altro libro d poesia, &quot;Utopia di fine Novecento&quot;, un Opera, devo dire, dove l'impegno in favore della Pace mi ha letteralmente assorbito: quelli erano anni bui e calamitosi, dove guerre internazionali e civili si susseguivano in un frenetico e drammatico avvicendarsi; numerosi i riconoscimenti, anche in questo caso, ma devo dire, Alessia, che il miglior premio in assoluto sarebbe stato poter constatare finalmente un progressivo perseguire la Pace da parte di tutti gli Stati del Mondo: questo sarebbe stato, ma pu&ograve; ancora esserlo, il pi&ugrave; grande premio che gli statisti di tutto il mondo potrebbero fare all'Umanit&agrave; intera! Questo &egrave; veramente il mio sogno pi&ugrave; grande, e spero lo sia per tutti!<br />
Dal 2002, anno in cui sono nominato &quot;Pioniere della Cultura Europea&quot; dall'U.P.C.E. di Sutri, rappresento l'Associazione no profit Artenuova, e negli anni 2005 e 2006 curo la collana Artenuova, per Il Foglio Letterario di Piombino; in quest'ambito pubblico la raccolta &quot;Donna e altri racconti&quot;, dove presento 4 racconti premiati a pi&ugrave; concorsi, in particolare il racconto &quot;Donna&quot; che giunse primo al Premio Gronchi per la narrativa di genere fantastico nel 1999.</b></p>
<p><b>A.M.</b>: Un titolo particolare. Perch&eacute; questa scelta?</p>
<p>Piero Donato: <b>Non c'&egrave; un motivo particolare, &egrave; stato ci&ograve; che riassumesse in sintesi quanto sia importante andare a recuperare, oggi, la concretezza, soprattutto l'Alto grado di Realt&agrave; che esiste negli Ideali, che classicamente affondano radici nei miti delle antiche civilt&agrave;: non esiste Uomo che possa definirsi tale, se non viene retto e accompagnato da Ideali lungo il cammino della sua Vita: senza ideali, l'uomo non &egrave; che un semplice animale, nemmeno tanto intelligente, tra l'altro, ma, anzi, molto, ma molto pericoloso. Viceversa, qualora retto da ideali nobili, soprattutto laddove distanti dall'ottica del profitto e del tornaconto, l'Uomo pu&ograve; veramente a) apportare motivo di esistenza non vana in questa vita, senza peraltro dimenticare di assaporare il bello che si pu&ograve; trarre da essa; e diciamolo pure: b) prepararsi ad affrontare al meglio la prossima forma di esistenza che lo attender&agrave; oltre questa che conosciamo.</b></p>
<p><b>A.M.</b>: Quanto &egrave; importante lo stile poetico in &ldquo;La pietra del mito&rdquo;?</p>
<p>Piero Donato: <b>&quot;La pietra del Mito &egrave; una raccolta di poesie scritte tra la fine del 1989 e l'estate del 2011, dove, cio&egrave;, sono andati a confluire i pi&ugrave; significativi testi prodotti e non ancora pubblicati in questo lungo periodo di oltre 20 anni. Quindi &egrave; normale che lo stile dei testi che hanno trovato spazio nella raccolta, varia secondo il periodo storico e della vita in cui sono stati scritti e con il tipo di urgenza che ne motivava, di volta in volta, la ragion d'essere: si passa dal simbolismo di &quot;Crollo&quot;, alla forma classica di &quot;Ampia Natura&quot;, a quella ermetica di &quot;Macerie a Manhattan&quot;, a quella sperimentale di paradossi in forma di distici dialogici de &quot;Il Mito&quot; ad altri di pi&ugrave; ampio respiro di natura lirica, come nel caso di &quot;Il Mare alle volte&quot; o della seconda Sezione, &quot;Alle altezze dell'Anima&quot;, poesie d'amore scritte in uno stile contemporaneo sobrio, essenziale talvolta, pi&ugrave; arioso e lirico talaltra. Non mancano nemmeno incursioni nell'esistenzialismo psicologico dello &quot;Spleen - Baudelaireiana&quot;. In questa raccolta il lavoro &egrave; vario, in quanto il lavoro da operare in favore del perseguimento della ricerca di soluzioni e rimedi utili allo stato attuale di salute della Terra, dell'uomo stesso e degli animali e della flora che la popolano, non nascondiamolo: &egrave; molto vario e complesso da affrontare.</b></p>
<p><b>A.M.</b>: All&rsquo;interno della raccolta c&rsquo;&egrave; una poesia a cui tieni particolarmente?</p>
<p>Piero Donato: <b>Una sola &egrave; impossibile citare: le poesie, a gruppi, rappresentano, poi, i vari periodi della mia vita adulta dai 29 ai 51 anni, quindi, per ogni periodo della vita potrei citarti una poesia pi&ugrave; rappresentativa, ma mi viene in mente ad esempio la poesia &quot;Alle Altezze dell'Anima&quot;, poesia che d&agrave; il titolo alla seconda sezione, cos&igrave; come anche &quot;Anelito mio d'amata&quot;, o &quot;Da ieri all'Eternit&agrave;&quot;, sono poesie d'amore molto intense, scritte per la mia musa ispiratrice, che &egrave; anche Poetessa a sua volta, Maria Daniela Dagnino. Nella prima sezione, invece, &quot;Crollo&quot;, poesia simbolica gi&agrave; citata, scritta nel 1989 in occasione del crollo del muro di Berlino; cos&igrave; come non posso certo non ricordare &quot;Emergenza jazz&quot;, scritta specificamente contro la pena di morte nei primi anni del nuovo millennio; la poesia pi&ugrave; rappresentativa in favore della pace: &quot;Un lume&quot;. E infine &quot;Preludio&quot; e &quot;Ampia Natura&quot;, quest'ultima divertimento in forma di sonetto; sono inni alla Natura: se lo merita, visto come l'Uomo la sta trattando da circa un secolo a questa parte!</b></p>
<p><b>A.M.</b>: Dedichi a qualcuno in particolare questa tua vittoria editoriale?</p>
<p>Piero Donato: <b>Sicuramente, il libro si apre con la dedica: &quot;A tutti coloro che vivono in funzione di Ideali di Pace e di salvaguardia della Natura&quot;. La dedico anche a mia figlia, Aurora, che nutre una grande sensibilit&agrave; nei confronti della Natura. E le poesie della seconda sezione sono interamente dedicate a Maria Daniela Dagnino, Poetessa di elevato spessore artistico, come dicevo.</b></p>
<p><b>A.M.</b>: Qual &egrave; l&rsquo;ultimo libro che hai letto? E l&rsquo;ultimo film visto?</p>
<p>Piero Donato: <b>L'ultimo libro che ho letto &egrave; &quot;I giri di fuoco&quot;, di Maria Daniela Dagnino, M.G. E. Editore, 2011; devo dire che leggere un libro dove tutte le poesie, dalla prima all'ultima, sono dedicate a te, o scritte comunque pensando a te, fa un effetto indescrivile: sin dalle prime poesie sono rimasto senza parole... &Egrave; un regalo immenso.<br />
L'ultimo film che ho visto &egrave; il recente &quot;Sherlock Holmes&quot;, pochi giorni fa, all'Ariston di San Remo con mia figlia.</b></p>
<p><b>A.M.</b>: Che rapporto hai con la tua casa editrice Rupe Mutevole? La consiglieresti?</p>
<p>Piero Donato: <b>Un ottimo rapporto: la responsabile, Cristina Dal Torchio, mi ha seguito personalmente e devo dire che ha anche avuto molta pazienza nel coordinare le modifiche che, opportunamente, le chiesi di apportare. Collaborazione totale, sono soddisfatto, s&igrave;. <br />
La consiglierei sicuramente. Ottima la Prefazione di Silvia Denti. Ora vediamo come se la caveranno nella distribuzione, che, notoriamente, &egrave; lo scoglio pi&ugrave; impegnativo da superare, per un editore non grande; ma naturalmente sono ottimista, si tratta di un'Editrice molto seria.</b></p>
<p><b>A.M.</b>: Ci sono novit&agrave; che vuoi condividere con noi?</p>
<p>Piero Donato: <b>Beh... sar&ograve; eccessivo, ma se me lo chiedi, voglio ricordare come questo Amore, con Maria Daniela, nato poco pi&ugrave; di un anno fa, ha gi&agrave; lasciato un significativo segno per la creazione di due libri di poesia, da parte dei due partner, poeti e scrittori entrambi;<br />
siccome non &egrave; facile che capitino amori perfetti anche sul piano artistico, oltre che su quello sentimentale, non posso non condividere con Voi tutti questa gioia, che, dopo la nascita di mia figlia ad oggi, &egrave; la cosa pi&ugrave; bella che mi sia capitata nella vita.</b></p>
<p>Ringrazio Piero per l&rsquo;autenticit&agrave; delle sue risposte e vi invito a leggere almeno una volta uno dei suoi libri.</p>
<p>Notizie su Rupe Mutevole:<br />
http://oubliettemagazine.com/2011/05/04/presentazione-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/</p>
<p>Lascio<b> link utili </b>per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.<br />
http://www.rupemutevoleedizioni.com/<br />
http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni<br />
http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993</p>
<p><b>Alessia Mocci<br />
Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni</b></p><br /><div id="technorati">
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<a href='http://www.technorati.com/tag/piero+donato' target='_blank' rel='tag'>piero donato</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/alessia+mocci' target='_blank' rel='tag'>alessia mocci</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/pietra+mito' target='_blank' rel='tag'>pietra mito</a>&nbsp;
</div>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.teramani.net/public/post/la-pietra-del-mito-di-piero-donato-intervista-di-alessia-mocci-838.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.teramani.net/public/post/la-pietra-del-mito-di-piero-donato-intervista-di-alessia-mocci-838.asp</guid>
	<dc:date>2012-01-23T22:30:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Il mito del Grande Lago Blu : I Lotze]]></title>
	<description><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img align="left" hspace="5" height="99" width="160" vspace="5" src="/public/image/lotze.jpg" alt="Lotze" />I <b>Lotze</b>: le loro immagini all'albumina hanno contribuito a diffondere nel Continente il mito del Grande Lago Blu, il <b>Garda</b>.<br />
Dal 23 marzo al 10 giugno 2012, il MAG Museo Alto Garda propone una ampia retrospettiva delle loro mitiche fotografie. 120 stampe vintage, di cui un buon numero inedite, tutte della dinastia italo-tedesca dei Lotze.<br />
Ad ospitare la grande esposizione &egrave; la Fortezza Asburgica che affonda le proprie fondamenta entro le acque del Lago, a Riva del Garda. La mostra &egrave; promossa dal MAG e curata da Alberto Prandi.</p>
<p>I Lotze scesero a Verona da Monaco alla met&agrave; dell'Ottocento. Il capostipite Moritz Lotze, pittore di corte del Duca di Sassonia, con all'attivo un solido sodalizio con Franz Hanfstaengl, sperimentatore e celebre fotografo tedesco, introduce nella citt&agrave; scaligera la nuova suggestiva tecnica fotografica al collodio.</p>
<p>In pochi anni, lo <b>Studio Lotze</b> diviene non solo il pi&ugrave; ricercato della citt&agrave; ma uno dei principali in Italia settentrionale. I privati si contendevano i suoi ritratti, l'esercito gli commissionava le campagne di documentazione delle imponenti fortificazioni militari e il Governo la documentazione delle grandi opere che modernizzavano il nord-est: ferrovie, acquedotti, canali irrigui.<br />
A <b>Moritz</b>, che nonostante l'attivit&agrave; fotografica non abbandoner&agrave; mai la pittura, si affiancheranno i figli: Emil e Richard. Il primo attivo prevalentemente in Sudtirolo, il secondo impegnato nello studio veronese. A quest'ultimo arride minor fortuna, tanto che egli fin&igrave;, il 17 aprile del 1909, suicida. Il suo fu un suicidio denso di significati simbolici: avvenne nel centenario della nascita del celebre padre e come mezzo Richard scelse l'acido prussico.</p>
<p>Della ricchissima attivit&agrave; oggi rimangono oltre un consistente nucleo di lastre negative relative alle opere d'arte e ai monumenti veronesi, anche diverse preziosissime e spesso uniche raccolte di stampe d'epoca, disperse tra collezioni pubbliche e collezionisti privati.</p>
<p>La mostra riunisce per la prima volta , il meglio delle suggestive immagini che i Lotze dedicarono al loro lago di adozione, il Garda appunto, e alle montagne del Sudtirolo. Sono immagini datate tra il 1860, quando sul lago svettava ancora la bandiera austriaca e il 1880, quando solo la parte trentina del grande lago era ancor irredenta, e le Dolomiti che ancora non avevano incontrato fotografi.<br />
Hanno un enorme valore documentario, per la qualit&agrave; e l'ineguagliabile abilit&agrave; compositiva, che contraddistingueva il lavoro dei Lotze, e per la loro rarit&agrave;. Raccontano la trasformazione dei paesaggi del lago, dal dominio spaziale e fisico delle imponenti fortezze asburgiche preunitarie, all'appropriazione identitaria dovuta all'insediamento delle nuove ville con grandi giardini panoramici voluti dalle aristocrazie italiane postunitarie. Paesaggi, atmosfere e la vita d'un lago che, via via, il turismo internazionale.</p>
<p><span style="font-size: smaller;"><b><i>Info:<br />
MAG - Museo Alto Garda Piazza Cesare Battisti, 3 38066 Riva del Garda Trento<br />
0464 573869 www.comune.rivadelgarda.tn.it/museo</i></b></span></p>
<p><span style="font-size: smaller;"><b><i><br />
Ufficio stampa: Studio ESSECI - Sergio Campagnolo tel. 049.663499 info@studioesseci.net</i></b></span></p><br /><div id="technorati">
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<a href='http://www.technorati.com/tag/Lotze' target='_blank' rel='tag'>Lotze</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/Garda' target='_blank' rel='tag'>Garda</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/studioesseci' target='_blank' rel='tag'>studioesseci</a>&nbsp;
</div>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.teramani.net/public/post/il-mito-del-grande-lago-blu-i-lotze-837.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.teramani.net/public/post/il-mito-del-grande-lago-blu-i-lotze-837.asp</guid>
	<dc:date>2012-01-23T21:54:16+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Maria Teresa Cupane : Riflessi condizionati. Bergamo]]></title>
	<description><![CDATA[<p> </p>
<p><b><img align="left" width="119" vspace="5" hspace="5" height="160" src="/public/image/cupane.jpg" alt="Maria Teresa Cupane" />Presentazione de Riflessi condizionati (dall’Amore) di Mariateresa Cupane, 18 febbraio 2012, Bergamo</b></p>
<p>Sabato <b>18 febbraio 2012</b> dalle ore 17,00 ci sar&agrave; la presentazione del libro “<b>Riflessi condizionati (dall’Amore)</b>” dell’autrice <b>Mariateresa Cupane</b>. La silloge poetica &egrave; stata pubblicata nel 2011 dalla casa editrice<b> Rupe Mutevole Edizioni.</b></p>
<p>La location dell’evento sar&agrave; “Il Caff&egrave; Letterario” in via S. Bernardino n° 53 a Bergamo. Sar&agrave; un reading letterario con le letture interpretate dall’attore<b> Lino Fontana</b> accompagnato da musiche d'atmosfera in un ambiente letterario e culturale "bergamasco".</p>
<p>Dopo il reading ci si sposter&agrave; nella Citt&agrave; Alta a mangiare la polenta dell'amicizia!</p>
<p>“Riflessi condizionati (dall’Amore)” &egrave; formato da 24 poesie e 3 racconti, uno dei quali “<b>L’amore immaginato</b>” ha recentemente vinto il Primo Premio nella Seconda Edizione del Concorso Letterario “Lembi di Carta” organizzato da Hermes Academy di Taranto.<br />
<br />
“<i>Bastavano le briciole, quindi. E a volte nemmeno quelle. Perch&eacute; quando si ama ci si accontenta,  ci non sia quella che abbiamo immaginato, una falsa verit&agrave;, che ci fa tanto male. Soffriva, Annalisa,  perch&eacute; era consapevole che il suo era un amore malato, che c’era qualcosa che le sfuggiva, che  doveva elemosinare presenze, attenzioni, parole, vita…</i>” (estratto da “L’Amore Immaginato”)</p>
<p><b>Qualche domanda a Mariateresa Cupane:</b></p>
<p><b>A.M.</b>: Cosa ti aspetti dalla presentazione?</p>
<p>Mariateresa Cupane: <b>Da ogni presentazione mi aspetto sempre, oltre ad una buona pubblicit&agrave; per la vendita dei miei libri (quello attuale e i precedenti), anche emozione della condivisione di momenti d'intensa atmosfera. È sempre una grande soddisfazione intuire che ci&ograve; che si fa viene apprezzato, e le nostre performances recitative sono sempre davvero gratificate con complimenti</b>.</p>
<p><b>A.M.</b>: Qual &egrave; stata l'ultima presentazione che hai fatto?</p>
<p>Mariateresa Cupane: <b>È stata il 16 dicembre 2011 nel quartiere storico degli artisti Brera, nel cuore di Milano.</b></p>
<p><b>A.M.</b>: Cos'&egrave; la polenta dell'amicizia?</p>
<p>Mariateresa Cupane: <b>La polenta dell'amicizia...beh, altro non &egrave; che un modo, spero simpatico e un po' originale, di invitare -chi vorr&agrave;, ovviamente senza obbligo ed a proprie spese- a concludere la serata cenando tutti insieme in uno dei locali tipici di Bergamo Alta, la mia citt&agrave; d'origine. Bergamo &egrave; una delle citt&agrave; d'arte forse meno conosciute ma sicuramente pi&ugrave; suggestive del nostro bel paese, e la zona alta &egrave; davvero ricca di suggestivi vicoli, piazzette ciottolate, negozietti e botteghe sempre aperte, ristorantini tipici dove si assaporano le specialit&agrave; locali, tra cui appunto la polenta, i "casonsei", i salami morbidi, i formaggi di monte, e tanto altro ancora. Chi vorr&agrave;, quindi, si potr&agrave; unire al gruppo, e concludere in un convivio "letteral-culinario" quello che, spero, sar&agrave; stato un pomeriggio piacevole ed emozionante.</b></p>
<p><b>Comunicato presentazione dell'autrice del 16 dicembre 2011:</b><br />
http://oubliettemagazine.com/2011/11/08/presentazione-di-riflessi-condizionati-dallamore-di-mariateresa-cupane-rupe-mutevole-edizioni/</p>
<p>Lascio <b>link utili </b>per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.<br />
http://www.rupemutevoleedizioni.com/<br />
http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni<br />
http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993</p>
<p><b>Alessia Mocci<br />
Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni</b></p><br /><div id="technorati">
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<a href='http://www.technorati.com/tag/Mariateresa+Cupane' target='_blank' rel='tag'>Mariateresa Cupane</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/alessia+mocci' target='_blank' rel='tag'>alessia mocci</a>&nbsp;
</div>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.teramani.net/public/post/maria-teresa-cupane-riflessi-condizionati-bergamo-836.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.teramani.net/public/post/maria-teresa-cupane-riflessi-condizionati-bergamo-836.asp</guid>
	<dc:date>2012-01-21T23:17:48+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[L'alba dei Vincenti di Miriam Sorbo presentato a Maddaloni]]></title>
	<description><![CDATA[<p> </p>
<p><img align="left" width="103" vspace="5" hspace="5" height="160" src="/public/image/lalba%20dei%20vincenti.jpg" alt="L'alba dei vincenti" /><b>Presentazione de L’Alba dei Vincenti, di Miriam Sorbo, 20 gennaio 2012, Maddaloni (CE)</b></p>
<p>Sar&agrave; venerd&igrave; <b>20 gennaio 2012</b> la prima presentazione dell’anno della raccolta poetica della giovanissima <b>Miriam Sorbo</b>. La presentazione de “<b>L’Alba dei Vincenti</b>” inizier&agrave; alle 18.00 presso l’Associazione ITACA, in via Starza 62, a Maddaloni in provincia di Caserta.</p>
<p>Il relatore dell’evento sar&agrave; Tony Tammaro e l’ospite d’onore Giulietta Sacco, nel corso della serata saranno lette alcune poesie tratte da “L’Alba dei Vincenti”.</p>
<p>“L’Alba dei Vincenti”, edito nel marzo del 2011 dalla casa editrice<b> Rupe Mutevole Edizioni</b> nella collana “<i>Sopralerighe</i>”, non &egrave; la prima pubblicazione della giovanissima Miriam, infatti, a soli 11 anni su un giornale di Caserta ha pubblicato alcune poesie, la carriera continua nel 2010 con un’antologia di poesie “Teneramente tra Soffi e Parole” edita da Rupe Mutevole Edizioni. “L’Alba dei Vincenti” consta della prefazione dell’editrice della casa editrice Maria Cristina Del Torchio, introduzione e biografia della stessa autrice che racconta un po’ di se e della sua passione, una recensione del giornalista de “La Gazzetta dello Sport” Lucio Bernardo, la bibliografia in rima di Alessandro D’Angelo e la raccolta di poesie per un totale di 79 pagine.</p>
<p>“<i>Ti condurrei con la lanterna di Diogene/ nella perdizione del mio animo,/ facendoti vedere la luce fioca/ fino al pi&ugrave; profondo baratro del mio spirito;/ ti farei toccare tutto il male che mi hai fatto./ Pian piano ti farei salire,/ facendoti arrivare al cuore/ dov’&egrave; affisso il tuo impegno/ d’amore etereo, quello vero, quello eterno. […]</i>” – “Ecce Homo!”</p>
<p>Due domande all’autrice:</p>
<p><b>A.M.</b>: La poesia non &egrave; la tua unica passione. Ci racconti qualcosa di te?</p>
<p>Miriam Sorbo: <b>Le mie passioni (oltre la poesia) sono: musica, fotografia, nuoto, tira a segno e cavalcare. Nella mia infanzia ho subito un distacco che mi ha segnato profondamente; <br />
di recente ho perso la mia bussola,ossia mio nonno. Queste perdite affettive mi hanno reso fragile ma nel contempo mi hanno reso pi&ugrave; forte perch&eacute; la vita &egrave; una continua lotta se ne perdi una di battaglia hai perso la vita, amo esistere e quindi non mi abbatto. Sar&ograve; un futuro giudice dei minori per aiutare ragazzi meno fortunati di me.</b></p>
<p><b>A.M.</b>: Sei soddisfatta de “L’Alba dei Vincenti” o vorresti cambiare qualcosa della pubblicazione?</p>
<p>Miriam Sorbo: <b>“L’Alba dei Vincenti” &egrave; la mia perla perch&eacute; in questa raccolta di poesie, biografie e fotografie, ci sono tutte le forme di vita: il tradimento, l’amore, l’amicizia, l’ideale politico, l’omosessualit&agrave;, la depressione mentale, la violenza, l’amore per la propria terra d’origine. Sono i miei amici, i vostri amici, i nostri amici persone che ci circondano tutti i giorni insegnandoci che nella vita non bisogna mai arrendersi. Ogni avversit&agrave; va affrontata come un nemico spietato, colpendolo nel </b><b>suo punto debole “l’amore”. Bisogna amare sia il bene che il male soltanto cos&igrave; riusciremo a uscirne vincenti. Questo &egrave; il motivo che non mi fa mutare niente della mia raccolta.</b></p>
<p>Lascio<b> link utili</b> per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.<br />
http://www.rupemutevoleedizioni.com/<br />
http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni</p>
<p>http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993</p>
<p><b>Alessia Mocci<br />
Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni</b></p><br /><div id="technorati">
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<a href='http://www.technorati.com/tag/alessia+mocci' target='_blank' rel='tag'>alessia mocci</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/miriam+sorbo' target='_blank' rel='tag'>miriam sorbo</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/alba' target='_blank' rel='tag'>alba</a>&nbsp;
</div>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.teramani.net/public/post/l-alba-dei-vincenti-di-miriam-sorbo-presentato-a-maddaloni-834.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.teramani.net/public/post/l-alba-dei-vincenti-di-miriam-sorbo-presentato-a-maddaloni-834.asp</guid>
	<dc:date>2012-01-19T23:43:52+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[L'uddeme lando' vache artruvenne - Alfonso Sardella]]></title>
	<description><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img align="left" width="120" vspace="5" hspace="5" height="160" src="/public/image/sardella.jpg" alt="" />Alfonso <b>Sardella</b><br />
Tutte li pues&igrave;je <br />
(<b>L&rsquo;&ugrave;ddeme land&ograve; v&acirc;che artruvenne</b>)<br />
Edizione critica (postuma), con commenti, note<br />
e traduzione italiana a fronte a cura di Elso Simone Serpentini</p>
<p>Teramo. Venerd&igrave;, 27 gennaio 2012, alle ore 17:00, nella nuova sede dell&rsquo;Associazione &ldquo;<b>Teramo Nostra</b>&rdquo;, in Via Fedele Romani, 1 a Teramo, verr&agrave; presentato il volume: Alfonso <b>Sardella</b>, <b>Tutte li pues&igrave;je</b> (L&rsquo;&ugrave;ddeme land&ograve; v&acirc;che artruvenne). Edizione critica (postuma), con commenti, note e traduzione italiana a fronte a cura del Prof. Elso Simone Serpentini.</p>
<p>Alfonso <b>Sardella </b>(Teramo, 27 aprile 1937 - Teramo, 27 gennaio 2010), una delle pi&ugrave; autentiche espressioni della cultura popolare e della poesia dialettale teramana. Erede dei grandi Luigi <b>Brigiotti </b>e Guglielmo <b>Cameli</b>, la sua corda &egrave; pi&ugrave; lirica e pi&ugrave; variegata, mai legata solo al bozzettismo e ad una visione macchiettistica della vita. La sua poesia &egrave;, al tempo stesso, intima espressione popolare e rivelazione dell'anima, in una continua estrinsecazione del proprio animo e della propria sensibilit&agrave;.</p>
<p>Le sue pubblicazioni:<br />
1978, &ldquo;L&rsquo;&ugrave;ddeme land&ograve;&rdquo; - poesie in vernacolo, (Ce.Ti., Teramo); <br />
1981, &ldquo;V&acirc;che artruv&egrave;nne&rdquo; - poesie in vernacolo, (Cartografital, Montesilvano); <br />
1987, &ldquo;Fiore de cec&ugrave;te&rdquo; - prima raccolta di acquerelli della vecchia Teramo, (Edigrafital, Teramo); <br />
1990, &ldquo;Voce de p&ograve;pule&rdquo; - proverbi e modi di dire nell&rsquo;Abruzzo teramano, (Tipografia 2000, Mosciano S. Angelo); <br />
1994, &ldquo;Sorrisi di ginestre&rdquo; - poesie in lingua, (Demian Edizioni, Teramo); <br />
1996 &ldquo;Fiore de cec&ugrave;te&rdquo; - seconda raccolta di acquerelli della vecchia Teramo, (Tipografia 2000, Mosciano S. Angelo); <br />
2001 &ldquo;Lu languaz&agrave;zze&rdquo; - raccolta di vocaboli dialettali teramani, (Tipografia 2000, Mosciano S. Angelo); <br />
2005 &ldquo;Fiore de cec&ugrave;te&rdquo; - terza raccolta di acquerelli della vecchia Teramo, (Tipografia 2000, Mosciano S.Angelo); <br />
2009 &ldquo;Voce de p&ograve;pule&rdquo; - proverbi e modi di dire nell&rsquo;Abruzzo teramano - Edizione riveduta e accresciuta a cura di Elso Simone Serpentini e Silvano Toscani (Artemia Edizioni, Mosciano S.A.).</p>
<p>La serata letteraria &egrave; stata patrocinata dalla casa editrice Artemia edizioni di Mosciano Sant&rsquo;Angelo e dall&rsquo;Associazione Culturale Teramo Nostra.</p>
<p><span style="font-size: smaller;"><b><i>Per il Prof. Elso Simone Serpentini e Artemia Edizioni<br />
INFO: Artemia Edizioni, <br />
Via G. Pascoli, snc - C.da Ripoli, 64023 - Mosciano S.A. &ndash; Teramo. t<br />
el. 085 80612</i></b></span><span style="font-size: smaller;"><b><i>51 fax: 085 806 24 92. <br />
info@artemiaedizioni.it - teresa@artemiaedizioni.it e editoriale@artemiaedizioni.it <br />
SITI WEB: http://www.artemiaedizioni.it/ e http://www.serpentini.it/</i></b></span></p><br /><div id="technorati">
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	<dc:date>2012-01-19T09:50:09+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Joaquin Sorolla]]></title>
	<description><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img align="left" width="160" vspace="5" hspace="5" height="144" alt="Sorolla, Giardini di luce" src="/public/image/sorolla.jpg" />SOROLLA. <br />
Giardini di luce<br />
Ferrara, Palazzo dei Diamanti, 17 marzo - 17 giugno 2012<br />
Organizzata da Ferrara Arte in collaborazione con il Museo di Belle Arti di Granata e il Museo Sorolla di Madrid.</p>
<p>La mostra che <b>Palazzo dei Diamanti</b> ha in programma per la primavera 2012 presenter&agrave; per la prima volta in Italia l'opera di <b>Joaqu&iacute;n Sorolla </b>(1863-1923), straordinario interprete della pittura spagnola moderna.</p>
<p>Esponente di spicco della <b>Belle Epoque</b>, celebrato ritrattista accanto a Sargent e Boldini, Sorolla &egrave; oggi considerato una delle personalit&agrave; pi&ugrave; affascinanti del panorama artistico spagnolo in quel periodo cruciale, tra Ottocento e Novecento, segnato dalla diffusione delle poetiche impressioniste e simboliste.</p>
<p>Ferrara Arte rende omaggio al maestro valenciano con una mostra organizzata in collaborazione con il Museo de Bellas Artes dell'Alhambra di Granada e il Museo Sorolla di Madrid, che la ospiteranno dopo l'esordio italiano, e curata da un comitato di esperti quali Tom&agrave;s Llorens, Blanca Pons-Sorolla, Mar&iacute;a L&oacute;pez Fern&aacute;ndez e Boye Llorens.</p>
<p>L'esposizione mette a fuoco un momento cruciale della parabola creativa del pittore: gli anni della piena maturit&agrave; e, in particolare, le opere nate dalla fascinazione del tema del giardino e dall'incontro con l'Andalusia. In questa fase della sua vita, nonostante il successo e gli incarichi ufficiali, Sorolla continua a riflettere sulle possibilit&agrave; della propria pittura e sviluppa una produzione originale caratterizzata dalla poetica del silenzio e dell'intimit&agrave; e da un linguaggio raffinato, che rivelano sorprendenti assonanze con la sensibilit&agrave; simbolista e modernista del suo tempo. La rassegna indaga per la prima volta questo processo di introspezione e questa ricerca di essenzialit&agrave;, gettando nuova luce sulla personalit&agrave; artistica di Sorolla. Sar&agrave;, inoltre, l'occasione per approfondire il rapporto intercorso tra l'artista spagnolo e Giovanni Boldini.</p>
<p>Ad aprire la mostra sar&agrave; un'importante serie di ritratti della famiglia del pittore nella cornice di giardini con fontane: capolavori come Mar&iacute;a vestita da contadina valenciana, Saltando con la corda o Guardando i pesci, nei quali le figure si fondono nell'atmosfera sfavillante di pennellate di colore puro o disegnano sagome sinuose su lucenti specchi d'acqua, in un gioco di corrispondenze tra il soggetto e il paesaggio che preannuncia la modernit&agrave; dell'ultima produzione di Sorolla.</p>
<p>Di fondamentale importanza nell'evoluzione del suo percorso artistico &egrave; la scoperta dell'Andalusia dove il pittore soggiorna ripetutamente tra il 1908 e il 1918. La suggestione che riceve da quei luoghi &egrave; cos&igrave; forte da segnare profondamente lo stile della sua tarda maturit&agrave;, nel quale si coglie un progressivo passaggio dal naturalismo alla ricezione di risonanze simboliste. La mostra ricostruisce le tappe dell'incontro con quella terra e con quella cultura millenaria, a partire dal grandioso paesaggio della Sierra Nevada che offre materia per visioni liriche e cristalline, fino allo studio di soggetti andalusi come nella visione raccolta di Joaqu&iacute;na la gitana o nel pi&ugrave; spettacolare Patio de artistas del Caf&eacute;, interpretazioni originali lontane dagli stereotipi del folklore locale.</p>
<p>Ma ad ispirare Sorolla in Andalusia sono soprattutto i patii e i giardini islamici dell'Alhambra e dell'Alcazar di Siviglia, come dimostra la straordinaria serie di dipinti che l'artista dedica a questi temi nel corso di un decennio, restituendo tutto il fascino di quei luoghi appartati e ad un tempo solenni, che avevano esercitato una profonda influenza anche sulla poesia e sulla musica spagnola dell'epoca. In queste composizioni, da cui &egrave; bandita la presenza umana, le architetture vegetali, i marmi, le ceramiche, le fontane, la luce e i colori danno vita a una polifonia sensoriale ricca di risonanze. Il pennello dell'artista si sofferma sui riflessi dell'acqua, sulla luce che sembra dissolvere le geometrie architettoniche e sul mosaico cromatico dei giardini, protagonisti di una pittura che parla una lingua sempre pi&ugrave; pura e raffinata.</p>
<p>L'esperienza andalusa impone una profonda metamorfosi all'opera di Sorolla che culmina nelle opere ispirate al giardino della nuova casa di Madrid. L'anziano pittore aveva dedicato molte energie alla costruzione di questo luogo, che fu concepito sul modello degli angoli verdi di Siviglia e Granada, arrivando perfino ad importare dall'Andalusia fontane, ceramiche, colonne, statue, alberi da frutto e piante ornamentali, con una passione che ricorda quella profusa da Monet nel suo stagno di ninfee. E come Monet a Giverny, Sorolla trova nel proprio giardino una fonte inesauribile di spunti per tradurre sulla tela la lezione di essenzialit&agrave; e lirismo appresa in Andalusia.</p>
<p>Nelle sale di Palazzo dei Diamanti si svilupper&agrave; un racconto avvincente, intessuto di rimandi all'esperienza biografica di Sorolla e alla cultura contemporanea, attraverso una selezione di circa 60 dipinti ed un piccolo nucleo di disegni e di preziosi documenti, provenienti da collezioni pubbliche e private, tra le quali spicca il Museo Sorolla di Madrid.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>SOROLLA. Giardini di luce<br />
Ferrara, Palazzo dei Diamanti, 17 marzo - 17 giugno 2012</p>
<p>Mostra a cura di Tom&agrave;s Llorens, Blanca Pons-Sorolla, Mar&iacute;a L&oacute;pez Fern&aacute;ndez e Boye Llorens, organizzata da Ferrara Arte in collaborazione con il Museo de Bellas Artes di Granada e il Museo Sorolla di Madrid.<br />
Aperto tutti i giorni, luned&igrave; incluso, dalle 9.00 alle 19.00.<br />
Aperto anche Pasqua, Luned&igrave; dell'Angelo, 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno.</p>
<p><span style="font-size: smaller;"><i><b>Info<br />
Call Center Ferrara Mostre e Musei, tel. 0532 244949<br />
diamanti@comune.fe.it<br />
www.palazzodiamanti.it</b></i></span></p>
<p><span style="font-size: smaller;"><i><b>Ufficio stampa<br />
Studio ESSECI - Sergio Campagnolo, tel. 049 663499<br />
info@studioesseci.net<br />
www.studioesseci.net</b></i></span></p><br /><div id="technorati">
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	<dc:date>2012-01-18T20:45:02+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Passione moto seconda edizione dal 3 marzo]]></title>
	<description><![CDATA[<p> </p>
<p><b><img align="left" width="160" vspace="5" hspace="5" height="153" src="/public/image/passionemoto.jpg" alt="Passione Moto" />Passione Moto Il 3 e 4 marzo a Padova, la seconda grande edizione</b></p>
<p> </p>
<p><b>Passione Moto</b> torna a Padova Fiere il 3 e 4 marzo 2012 ed &egrave; gi&agrave; un successo certo.<br />
"In controtendenza rispetto al depresso e depressivo clima generale" afferma il gran patron della manifestazione Mario Baccaglini "qui si respira effervescenza, voglia di riscattarsi dalla negativit&agrave;, di guardare avanti e perch&eacute; no, di divertirti. Per questo chi ha fatto della moto uno stile di vita sta gi&agrave; scaldando i motori per non perdersi Passione Moto 2012, la manifestazione che segna l'avvio della stagione".<br />
A tanto entusiasmo, Baccaglini ha risposto predisponendo una rassegna "assolutamente generosa in proposte, idee e occasioni, suggestioni. Emozionante, coinvolgente e soprattutto utile".<br />
Va ricordato che Passione Moto, lo scorso anno alla edizione di esordio, aveva accolto in ventimila metri quadri di superficie espositiva, commercianti, preparatori e restauratori, club e registri storici, ricambistica, accessori e abbigliamento, custom e il settore dei privati. Ben 750 le moto in esposizione e 250 gli espositori, premiati da un pubblico di appassionasti che ha ampiamente superato le 25 mila presenze.<br />
L'edizione 2012 &egrave; e offre ancora di pi&ugrave;. Basta scorrere l'elenco lunghissimo delle mostre tematiche di marchio che sono in rassegna: Laverda, Indian, BMW, Motomorini, Bimota. Velomotor Testi. Tutte presenti con i loro pezzi di pregio e rari. Poi la mostra sulla storia della motorizzazione italiana del dopoguerra e il successo universale dei "micromotori" e l'esposizione speciale dedicata al Costom con le categorie .<br />
Insomma, tante occasioni di approfondimento ma anche infinte opportunit&agrave; commerciali per chi &egrave; contagiato dalla pi&ugrave; autentica e solare delle passioni, quella per la moto.<br />
Passione Moto &egrave; una proposta di Intermeeting , gruppo che la organizza e che propone anche, per il prossimo autunno, il salone internazionale Auto e Moto d'Epoca .</p>
<p> </p>
<p><span style="font-size: smaller;"><i><b>Info: Segreteria organizzativa. Intermeeting srl tel. 049.7386856 www.passionemotoexpo.it<br />
info@passionemotoexpo.it</b></i></span></p>
<p><span style="font-size: smaller;"><i><b>Ufficio stampa:<br />
Studio ESSECI, Sergio Campagnolo tel. 049.663499 info@studioesseci.net www.studioesseci.net<br />
Referente Stefania Bertelli gestione1@studioesseci.net 049-663499<br />
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]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.teramani.net/public/post/passione-moto-seconda-edizione-dal-3-marzo-831.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.teramani.net/public/post/passione-moto-seconda-edizione-dal-3-marzo-831.asp</guid>
	<dc:date>2012-01-17T23:39:11+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[La fidanzata di Joe - di Lucia Sallustio]]></title>
	<description><![CDATA[<p> </p>
<p><img align="left" width="113" vspace="5" hspace="5" height="160" alt="La fidanzata di Joe. Lucia Sallustio" src="/public/image/lafidanzatadijoe.jpg" />Lucia Sallustio<br />
La fidanzata di Joe<br />
Faligi Editore<br />
Pagine: 50<br />
Euro: 9,00<br />
ISBN:<br />
978-88-574-1552-9</p>
<p><b>L’amore ai tempi dell’emigrazione: quando tra due giovani cuori passava un oceano</b><br />
È uscita fresca di stampa, per Faligi Editore, la versione cartacea dell’e-book di Lucia Sallustio, La fidanzata di Joe, breve ma coinvolgente storia di un amore a cavallo di Italia e America negli anni Venti del secolo scorso, il periodo dell’emigrazione, delle valigie di cartone e dei parenti in lacrime sulle banchine dei porti. Una storia che non mancher&agrave; d’interessare i giovani, abituati a tenersi in costante contatto con SMS e Facebook, immergendoli in un contesto in cui tra i cuori passavano addirittura gli oceani, e i sentimenti, certe volte, si potevano davvero definire eterni. La scelta di limitarsi a poco pi&ugrave; di cinquanta pagine risulta interessante proprio per la diffusione in quella fascia di lettori meno abituati ai classici romanzi e che potrebbero fruire della lettura nella versione e-book.<br />
<br />
Il racconto di un incontro casuale acceso da una passione che si trasforma in compensazione per la mancanza della moglie e della famiglia, &egrave; nato, dichiara l’autrice, sfogliando un vecchio album di fotografie della prima met&agrave; del Novecento, quando l’Italia veniva interessata dal triste fenomeno dell’emigrazione di migliaia di uomini, di origini prevalentemente contadine, diretti in quell’America gi&agrave; fortemente industrializzata.<br />
Peppino/Joe ha due patrie e due amori, come tanti altri emigrati, piedi e cuore in due staffe e il rimorso di non amare mai abbastanza. Lillibeth &egrave;, invece, una ragazza romantica e sola che all’amore si aggrappa con forza. La baia di San Francisco, popolata da una folla di personaggi alla disperata ricerca di un’identit&agrave; sociale nell’America degli anni che vanno dal proibizionismo al dopoguerra, fa da sfondo alla loro relazione amorosa.<br />
Un incontro poco galante, un charleston ballato in un dubbio locale nei pressi del porto, una notte sotto un cielo che sembra un oceano capovolto, concorrono a diradare in Lilly pregiudizi pesanti contro gli immigrati italiani.<br />
Ma le assenze prolungate di Joe le sottrarranno il sogno di una famiglia tutta sua, lasciando anzi una traccia assai importante nella sua esistenza. Il tempo lenisce ogni ferita, tuttavia il passato, talvolta, ritorna impetuoso, riaprendo e ravvivando antiche ferite e il sangue agrodolce di un amore lontano riprende a sgorgare dal cuore.<br />
Un piccolo libro dalla ricca scrittura da cui traspaiono temi quali la fragilit&agrave; umana, la solitudine, l’abbandono (Era arrabbiato con il mondo, staccarsi dalla propria sposa dopo due sole settimane di matrimonio), il buio, la rassegnazione (Il destino dell’uomo &egrave; gi&agrave; segnato, dunque inutile piangere e disperarsi se Dio ha gi&agrave; deciso per noi), il riscatto, il mito (Ulisse e Penelope).<br />
Ma la narrazione ci cala anche nell’ambiente degli immigrati italiani durante la parentesi americana, con i suoi pro, ma soprattutto i suoi contro (Gli Americani odiavano gli straccioni e gli Italiani spesso si comportavano rozzamente), con il profumo dei freschi ingredienti provenienti dal Mezzogiorno e gli strani commerci di alcolici e stupefacenti tra America e Sicilia.<br />
Per saperne di pi&ugrave; su quest’opera segui questo link www.lafidanzatadijoe. <br />
wordpress.com</p>
<p><img align="left" width="69" vspace="5" hspace="5" height="96" alt="Lucia Sallustio" src="/public/image/sallustio-l.jpg" />Lucia Sallustio, classe 1960, risiede a Molfetta (Bari) dove insegna Lingua e Letteratura inglese in una scuola superiore. È autrice di numerosi racconti e poesie pubblicati in antologie edite da Edizioni Nottetempo, Giulio Perrone Editore, PerroneLAB, Prospektiva, Laboratorio Gutenberg, Ferrara Edizioni.<br />
Ha partecipato inoltre a diversi concorsi letterari ottenendo ottimi risultati.<br />
Collabora con riviste letterarie online e cartacee, fra cui Pomezia-Notizie. La fidanzata di Joe &egrave; la sua prima pubblicazione monografica.</p>
<p> </p>
<p>Faligi Editore<br />
Rue Amerique, 9 - 11020 Quart (Aosta)<br />
Centro Direzionale La Rotonda info@faligi.eu - www.faligi.eu</p>
<p>Ufficio stampa:<br />
Giro di Parole – divisione di Metaphor<br />
Tel. 02 30910986 media@girodiparole.it</p><br /><div id="technorati">
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<a href='http://www.technorati.com/tag/Lucia+Sallustio' target='_blank' rel='tag'>Lucia Sallustio</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/fidanzata+joe' target='_blank' rel='tag'>fidanzata joe</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/' target='_blank' rel='tag'></a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/girodiparole' target='_blank' rel='tag'>girodiparole</a>&nbsp;
</div>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.teramani.net/public/post/la-fidanzata-di-joe-di-lucia-sallustio-830.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.teramani.net/public/post/la-fidanzata-di-joe-di-lucia-sallustio-830.asp</guid>
	<dc:date>2012-01-17T00:41:06+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
	</channel></rss>
