Era il periodo di fine Rinascimento.
Michelangelo Buonarroti moriva.
In Inghilterra nasceva Shakspeare.
Intorno alla Terra c'erano i pianeti in rotazione.
A Pisa era il 1564.
Galileo nasceva.
di Carina Spurio
Galileo Galilei è un personaggio al quale la scienza moderna deve molto. E' stato l'unico ad aver considerato la scienza non più in termini qualitativi ma quantitativi dai quali non si poteva escludere la matematica. Lo studio del moto dei corpi lo portò a considerare il percorso dei corpi celesti e a volgere il suo sguardo verso il cielo. Il cielo fu la sua gloria ma anche la sua sventura. In quel tempo, la concezione dei cieli, era geocentrica: quella spiegata da Tolomeo. L'astronomia tolemaica era fondata sui principi aristotelici e stata descritta da Dante nella Divina Commedia, la quale affermava che; la terra era posta al centro dell'universo “immobile” con i suoi mutabili, limitati, mortali e corruttibili abitanti. In dissonanza con il congegno dei cieli immutabili, incorruttibili e con gli dei che li abitavano.
Era il periodo di fine Rinascimento.
Michelangelo Buonarroti moriva.
In Inghilterra nasceva Shakspeare.
Periodo storico in cui acquistò notevole importanza la Repubblica di Venezia. Emanuele Filiberto Duca di Savoia curava gli interessi dello Stato sabaudo. Lo Stato Pontificio si era esteso notevolmente con Papa Innocenzo III. Gli Este ottennero Ferrara. In Toscana, i Medici, assunsero proprio nel Rinascimento un ruolo politico importante, partendo da un'attività commerciale e bancaria.
Tutto il meridione era sotto la pesante influenza spagnola.
Un episodio storico del momento fu l'affissione delle 95 tesi protestanti sulla porta della chiesa del castello di Wittemberg per mano di Martin Lutero. Il clamoroso gesto ebbe risonanza in tutta Europa e mise in crisi l'autorità pontificia. Il Concilio di Trento proclamò la Chiesa diretta intermediaria tra Dio e gli uomini.
Intorno alla Terra c'erano i pianeti in rotazione.
A Pisa era il 1564.
Galileo nasceva.
Si dedica da piccolissimo agli studi di Medicina senza laurearsi mai. Durante gli studi intensifica contatti con grandi studiosi tra i quali il Buonamici, un bravo seguace di Aristotele, acquisendo una buona preparazione culturale per quanto concerneva la geometria. Il Buonamici ebbe un ruolo dominante nella preparazione culturale di Galileo, considerando fondamentale “l'esperienza” che diventa uno dei pensieri base della sua teoria.
Tra Tolomeo e Copernico fu Galileo a comprendere la giusta direzione costruendo una nuova fisica, grazie alla quale l'operato di Copernico assume un significato rivoluzionario. Il moto della terra attorno al Sole apre un nuovo campo d'indagine: "la terra non era più al centro dell'universo ma un corpo che ruotava intorno al sole".
Galileo esamina con perseveranza anche la fisica, intesa come: "lo studio del moto dei corpi solidi" catalogati in "leggeri" o "gravi" a seconda della loro innata tendenza verso l'alto o verso il basso. La parte della fisica che si occupa dello studio del moto e della quiete è la meccanica, in base alla quale i movimenti dei corpi erano quelli determinati da una forza che vi agisce. Finito l'effetto di tale forza, sopraggiungeva lo stato di quiete. Fino al Rinascimento gli studi di Aristotele avevano dimostrato l'esistenza dei moti naturali e dei moti violenti. I primi appartenevano ad ognuno dei quattro elementi che costituiscono l'universo: aria, acqua, terra e fuoco, invece i secondi, si verificavano quando ad un corpo veniva applicata una forza. Un moto naturale, per esempio, era rappresentato da una pietra che cade verso il basso.
Il moto violento era il lancio di quella stessa pietra.
Grazie a Galileo Galilei e ai suoi complicati calcoli matematici ed esperimenti, si arriva a capire che non c'era nessuna differenza tra i moti naturali e i moti violenti. Egli fu il fondatore della moderna scienza sperimentale secondo la quale ogni evento, fenomeno, fatto naturale, andava analizzato in base alla tecnica di esperimento; quel procedimento che accerta l'esattezza delle teorie fisiche mediante la riproduzione isolata e sperimentata del fenomeno oggetto di analisi.
Permise all'ipotesi scientifica di supporre il legame esistente tra una causa e un effetto, convenendo che solo l'esperimento era in grado di lasciare una prova della riproduzione ripetuta, affermando che: “ogni corpo non soggetto a forze esterne resta in quiete o in moto rettilineo uniforme”, cioè, continua a muoversi con la stessa velocità della linea retta. Galilei fu il primo a spiegare quello che noi oggi definiamo "il principio di inerzia"; l'applicazione di una forza modifica lo stato di quiete -se si riferisce ed applica ad un soggetto in quiete- lo mette di conseguenza in movimento.
Se la forza cessa, il corpo stesso continua a muoversi in velocità costante e in linea retta. Continuando ad applicare la forza progressivamente, si vedrà aumentare la velocità del corpo ma se mettiamo in movimento un corpo e agiamo su di esso con una forza, il corpo continuerà indefinitamente il suo movimento fino a rallentare.
In Astronomia: da Tolomeo a Copernico agli studi di meccanica e termologia, dalle stelle ai pianeti, dalle macchie solari alle montagne della Luna, dalla fasi di Venere fino alle stelle posizionate sulla Via lattea al "principio d'inerzia" le osservazioni di Galileo hanno chiarito al mondo scientifico che la matematica è la base di tutti i fenomeni fisici.
Il suo limite è stato aver vissuto in un tempo in cui un semplice dubbio poteva condurre un uomo alla morte e
i suoi nemici pronunciarono la parola "eretico".
Durante il processo compiuto nel 1633, Galileo fu incriminato dal Sant'Uffizio in quanto sostenitore della teoria copernicana sul moto dei corpi in opposizione alla teoria aristotelica-tolemaica sostenuta dalla chiesa. Nel novembre 1992, 359 anni dopo, la Chiesa, ha prosciolto Galileo dall'accusa di "esecranda eresia”.