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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Redazione (del 17/05/2012 @ 20:46:18, in Comunicati, linkato 10 volte)

 

Poetry Slam Il nome della RosaPOETRY SLAM 2012
Venerdì 20 luglio 2012

 L’Associazione culturale “Il nome della Rosa”, organizza per il mese di luglio C.A., all’interno della V^ edizione di “Versi verso il mare”, che si terrà a Giulianova Paese, Venerdì 20 luglio dalle ore 21,30 un Poetry Slam.

Il poetry slam riporta la poesia per le strade. Riporta il poeta in mezzo alla folla e la folla in mezzo alla poesia. Trasforma il pubblico di lettori in ascoltatori attivi, e porta gli scrittori fuori dalle loro stanze, a gridare e condividere i loro versi nelle piazze.

La partecipazione al poetry slam è gratuita: tutti i poeti-performers che vorranno iscriversi si esibiranno leggendo propri testi originali di fronte al pubblico e ad una giuria popolare che potrà votare l’esibizione migliore.

Il poetry slam arriva e fiorisce in Italia grazie all’attività di Lello Voce. Questo regolamento e l’iniziativa “Versus” si ispirano al suo lavoro.

Potete scaricare il regolamento in formato Pdf accedendo alla home page del sito www.ilnomedellarosa.com ed inviando adesione entro e non oltre il 10/06/2012

Associazione Culturale “Il nome della Rosa"
Via Gramsci 46/bis
64021 Giulianova (TE)
Tel. 338/9608270
Tel. 338/9727534
nomenrosae@gmail.com
www.ilnomedellarosa.com

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Di Redazione (del 17/05/2012 @ 20:04:21, in libri, linkato 11 volte)

 

Quando non passa il tempo di Francesca SantangeloQuando non passa il tempo di Francesca Santangelo Rupe Mutevole Edizioni

Come se non fosse mai stato ieri/ quell’amore sopito,/ quello di un tempo./ Che sia uguale/ o diverso che importa./ Quell’amore, quello di un tempo./ Che sia come sia,/ come il tempo,/ quello di adesso, quello di ieri, uguale,/ di oggi, come sempre./ Come se non fosse mai stato ieri./ Chi conosce questi amanti?/ […]” – “Quando non passa il tempo”

Una lirica che mantiene uno stretto rapporto con le figure della ripetizione, quali l’anafora e l’allitterazione. L’incipit con la comparazione solidifica il rapporto di passato e malinconia presente nel resto della lirica omonima del titolo della raccolta. L’amore passato, l’amore trascorso che ancora invade il presente e celebra con esso una mesta continuità.

Quando non passa il tempo”, edito nel 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine”, è una raccolta poetica di Francesca Santangelo. La prefazione è a cura del Professore Filippo Brancato, è presente una dedica iniziale ad Elsa, al figlia dell’autrice. Una silloge pregna di liriche che hanno come tematiche principali l’ansia, il tormento, la bramosia d’amore, il mettere a nudo l’animo. Una sorta di spiegazione di chi si è nei confronti della realtà, dei propri sogni ed aspirazioni nella vita, sogni che talvolta non mi materializzano come dovrebbero.

Ma in “Quando non passa il tempo” le liriche diventano anche interpretazione di una società alienata e superficiale che non riesce a riflettere con la propria testa e che, come un gregge, si muove tra le strade, virtuali e non. Una società che non trova più il suo equilibrio nella giornata, impaurita dall’esser simile alla massa ed al contempo impaurita di staccarsene troppo.

“Il tempo infrange la nostra assenza,/ sta vicino e ti tormenta,/ come un bussare continuo al tuo cuore,/ quasi a volerti ricordare/ che non è passato silenzioso/ ma è rimasto lì accanto sopito/ e noi ignari della sua presenza/ abbiamo scritto parole di lui e di noi,/ ed immaginato come se vissuto/ un racconto di vita e di brevi ricordi./ […]” – “Nemico il tempo”

Ed ancora è il tempo trascorso che nasconde e riproduce gli antichi ricordi di una relazione ormai terminata. Uno sguardo dietro le spalle ed è come se gli anni non fossero mai trascorsi, tutto è rimasto immutato agli occhi della mente. Una ricerca di autenticità dal presente che si ripercuote sull’Io Poetico come un martello pneumatico che ricongiunge l’immaginazione agli eventi realmente vissuti.

Sorrisi spenti e celati dolori/ abitano le orme dei passanti./ Volti inesistenti senza dolore/ ne gioia, senza colore./ Li osservo./ Tutti uguali./ Si nascondono tra la folla./ La folla non li nasconde./ Sostano./ Mangiano, parlano, bevono e ridono./ Ridono delle loro bugie a consolar/ solo apparenza./ Dentro./ […]” – “Risvolte”

Rupe Mutevole Edizioni sarà presente ad ottobre alla Fiera Internazionale del Libro di Milano:
http://oubliettemagazine.com/2012/05/15/rupe-mutevole-edizioni-partecipa-alla-fiera-del-libro-di-
milano-dal-26-al-29-ottobre-2012/

Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.
http://www.rupemutevoleedizioni.com/
http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni
http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

Alessia Mocci
Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni
(alessia.mocci@hotmail.it)

Fonte:
http://oubliettemagazine.com/2012/05/17/quando-non-passa-il-tempo-di-francesca-santangelo-rupe-
mutevole-edizioni/

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Di Redazione (del 17/05/2012 @ 14:31:48, in Appuntamenti, linkato 14 volte)

 

Università di TeramoIL MASTER SULLA CRIMINALITÀ TRANSNAZIONALE FINANZIARIA ORGANIZZATA ENTRA NEL NETWORK “FLARE” DELL’ASSOCIAZIONE “LIBERA” DI DON LUIGI CIOTTI
Il Master internazionale dell’Università di Teramo in International Cooperation against Transnational Financial Organized Crime ha aderito a FLARE, il network voluto da Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie - di cui è responsabile don Luigi Ciotti - e finalizzato alla cooperazione tra le organizzazioni della società civile nella lotta contro le mafie e le criminalità organizzate transnazionali.
Project manager del Master è Maria Cristina Giannini. Il Corso è coordinato da Piero Sandulli.
A FLARE (Freedom, Legality And Rights in Europe) aderiscono associazioni di promozione giovanile e organizzazioni non governative di 25 Paesi diversi, tutte attive nel campo della lotta allo sfruttamento delle donne e dei minori a fini sessuali, della protezione ambientale, del rispetto dei diritti umani, della lotta alla corruzione, dell’assistenza ai migranti e ai rifugiati. Il percorso politico-educativo del network permette agli aderenti di acquisire gli strumenti per esercitare pressioni sociali sui processi legislativi a livello locale ed europeo, per organizzare campagne di sensibilizzazione, per avviare collaborazioni tra i membri del network, con progetti comuni, scambio di buone pratiche e know how.
Oltre all’Università di Teramo, fanno parte del network anche il Politecnico di Bari e gli Atenei di Foggia, Milano, Pisa, Bari e del Salento.

Il Master internazionale in International Cooperation against Transnational Financial Organized Crime, giunto alla sesta edizione, è rivolto a studenti italiani e stranieri, laureati in Giurisprudenza, Scienze Politiche, Sociali e Statistiche, Economia e Relazioni internazionali. L’obiettivo del Master – tenuto in lingua inglese – è la formazione di una nuova generazione di professionisti ed esperti legali, capaci di stabilire e rafforzare la cooperazione fra Stati, istituzioni, organizzazioni e cittadini, con lo scopo di contrastare la criminalità finanziaria transnazionale organizzata e di promuovere nuove ed efficienti misure per la prevenzione e la lotta di questi crimini. Il Master prevede tre fasi: formazione didattica, tirocinio, preparazione e discussione della tesi.
Sono partner del Master la Kutztown University (USA), l’Università Inca Garcilaso de la Vega (Perù), l’Università John F. Kennedy (Argentina), l’Università Sulaimanyah (Iraq), l’Università di Ankara (Turchia), l’Università Krok di Kiev (Ucraina), l’Università di San Pietroburgo (Federazione Russa), l’Università di Sarajevo (Bosnia Erzegovina), l’Università di Tirana (Albania), l’Accademia di Polizia “A.I. Cuza” di Bucharest, la Società andalusa di Vittimologia e oltre venti atenei italiani ed europei.
Il Master conta, inoltre, sulla partnership di organizzazioni nazionali e internazionali: il Ministero dell’Interno, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, la Direzione Nazionale Antimafia, la Commissione nazionale italiana dell’Unesco, l’Interpol, l’Europol, il Gruppo italiano dell’Associazione internazionale di Diritto Penale, l’OCSE (Missione Permanente Italiana), l’Ufficio Narcotici e criminalità delle Nazioni Unite UNODC, l’OLAF (Ufficio europeo per la lotta antifrode), la missione italiana permanente di Eurojust, il Center of State Committee for Financial Monitoring of Ukraine e Frontex.
REDAZIONE UFFICIO STAMPA UNITE

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Di Redazione (del 17/05/2012 @ 14:21:01, in libri, linkato 15 volte)

 

Liberi di morireAssociazione Luca Coscioni e Associazione Itinerari Laici presentano sabato 26 maggio 2012 ore 17.30 Libreria La Feltrinelli Via Milano, angolo via Trento - PESCARA
Introduce: Silvana PROSPERI - Presidente Associazione Itinerari Laici
Modera: Maria Rosaria La Morgia - Giornalista Rai Abruzzo
Ne discutono con l’autore: Giuseppe Fioritoni - Direttore del Dipartimento di Ematologia di Pescara Mina Welby - Associazione Luca Coscioni

Carlo Troilo “Liberi di morire – Una fine dignitosa nel paese dei diritti negati”.

Prefazione di Emma Bonino
Editore Rubbettino, pagine 257

La prima parte del libro riguarda il testamento biologico e l’eutanasia, che ne è il tema centrale. Nel 2004 il fratello dell’autore, Michele, malato terminale di leucemia, si suicidò. Carlo Troilo iniziò allora a collaborare con l’Associazione Luca Coscioni, dove si occupa di scelte di fine vita, di trasparenza nella sanità e di disabilità.

Troilo - dopo aver narrato in un capitolo molto intenso la vicenda del fratello Michele - traccia un quadro molto esuriente dei dibattiti provocati nei maggiori paesi europei da vicende simili a quelle di Welby ed Englaro e delle soluzioni legislative adottate o all’esame delle forze politiche. L’autore illustra poi una serie di ragioni (tra cui la diffusione della eutanasia clandestina, i mille suicidi l’anno di malati terminali, la carenza di cure palliative e la secolarizzazione della società) che a suo avviso renderebbero possibile legalizzare anche in Italia l’eutanasia o il suicidio assistito (Troilo suggerisce di non parlare di eutanasia ma di “morte dignitosa” o di “lasciar morire”, le formule adottate rispettivamente dalla Andalusia e dalla Francia).
Nella seconda parte del libro l’autore inserisce il tema delle scelte di fine vita nel quadro della arretratezza dell’Italia rispetto ai paesi europei comparabili e del rapporto anomalo tra Chiesa e Stato nel nostro paese, costruendo una sorta di “agenda laica” sui molti “diritti negati” agli italiani. I temi trattati sono il divorzio, l’aborto e la contraccezione, le unioni di fatto, la disabilità, l’omofobia, la carenza di cure palliative. Secondo l’autore la “agenda laica” dovrebbe, prima delle prossime elezioni politiche, entrare a far parte dei programmi dei partiti, innanzitutto di quelli del centro sinistra.
L’ultimo capitolo è una “provocazione” sul tema dei malati di Alzheimer (oltre 500 mila, di cui nessuno si occupa). Troilo si chiede se in una futura legge i malati di Alzheimer non dovrebbero essere considerati “aventi diritto” alla “morte dignitosa” al pari dei malati terminali o delle persone in stato vegetativo permanente.

CARLO TROILO
Carlo Troilo, giornalista, ha sempre operato nel campo della comunicazione sia aziendale (capo ufficio stampa dell’IRI e direttore delle Relazioni Esterne della RAI) sia politica (capo ufficio stampa dei ministri del Commercio Estero e delle Partecipazioni Statali) sia associativa (è stato segretario generale dell’ISIMM, Istituto di Studi sulla Innovazione nei Mass Media).
Fin dai tempi della università si è occupato, come militante socialista, dei diritti civili. Negli anni Settanta ha avuto la “doppia tessera” socialista e radicale ed ha collaborato con Marco Pannella e Gianfranco Spadaccia nella creazione del CUSI (Comitato per l’Unità della Sinistra Italiana).
Dal 2006 fa parte della Giunta della Associazione Luca Coscioni, dove segue in particolare i temi delle scelte di fine vita, della trasparenza nella Sanità e della disabilità e cura una news letter qunidicnale sui temi della bioetica.
Nel 2005 ha pubblicato con Rubbettino il libro “La guerra di Troilo. Novembre 1947: l’occupazione della Prefettura di Milano”, in cui ha raccontato le vicende del padre come prefetto della Liberazione di Milano.
Nel 2008 ha pubblicato con Bevivino il libro (“1963-1982: i venti anni che sconvolsero l’IRI”) in cui ha testimoniato il trionfo e la caduta del primo gruppo industriale italiano.
Nel 2012 ha pubblicato con Rubbettino il libro “Liberi di morire. Una fine dignitosa nel paese dei diritti negati”, con prefazione di Emma Bonino, in cui ha tracciato una “agenda laica” dei diritti civili.

 

Questo libro traccia un quadro molto ampio di quanto avviene nel mondo sul tema del testamento biologico e dell’eutanasia, dei dibattiti provocati nei maggiori Paesi europei da vicende simili a quelle di Pieriorgio Welby e di Eluana Englaro.

La diffusione dell’eutanasia clandestina e i numerosi suicidi dei malati terminali renderebbero auspicabile anche in Italia l’attuazione di una legislazione seria.

La nostra arretratezza nel campo dei diritti civili rispetto ai Paesi europei comparabili, potrebbe essere data dal rapporto anomalo che esiste tra Chiesa e Stato.

Questo pamphlet vuole essere una sorta di agenda laica sui diritti negati.

INFO: www.itinerarilaici.it/incontri/2012_05_26_incontri.htm

Sito delle edizioni Rubettino http://www.rubbettinoeditore.it/index.php
Sinossi libro http://www.itinerarilaici.it/incontri/2012_05_26/2012_05_26_sinossi.pdf
Chi è Carlo Troilo http://www.itinerarilaici.it/incontri/2012_05_26/2012_05_26_Carlo_Troilo.pdf
Prefazione di Emma Bonino www.itinerarilaici.it/incontri/2012_05_26/2012_05_26_prefazione_di_Emma_Bonino.pdf
Pagina Facebook https://www.facebook.com/#!/events/290665324357162/
Volantino https://www.facebook.com/#!/events/290665324357162/

Associazione Itinerari Laici
via dei mandorli, 7 - 65010 Spoltore (Pe)
328 920 48 77 - spprosperi@gmail.com
siti web: www.itinerarilaici.it - www.festivalmediterraneodellalaicita.it e-mail: itinerari@itinerarilaici.it
Entra nel Calendario degli Incontri: www.itinerarilaici.it/incontri.htm

 

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Di Redazione (del 16/05/2012 @ 18:49:52, in mostre e arte, linkato 14 volte)

 

Dennis OppenheimMERANO ARTE DAL 19 MAGGIO AL 9 SETTEMBRE 2012
DENNIS OPPENHEIM Electric City
A cura di: Valerio Dehò.In collaborazione con: Dennis Oppenheim Studio, New York e Galleria Fumagalli, Bergamo

A un anno dalla sua scomparsa, Merano dedica un omaggio a Dennis Oppenheim, fra le più carismatiche figure dell'arte contemporanea internazionale, uno dei padri indiscussi del Concettuale nordamericano.
Dal 19 maggio al 9 settembre 2012, Merano Arte ospita una mostra, curata da Valerio Dehò, in collaborazione con Amy Plumb Oppenheim curatrice del Dennis Oppenheim Studio di New York e la Galleria Fumagalli di Bergamo, che presenta 9 sculture-installazioni realizzate da Oppenheim tra la metà degli anni Ottanta e la fine del decennio successivo.
Fu quello un momento in cui la sua libertà espressiva conobbe una particolare fecondità e nel quale sperimentò una pluralità di ricerche legate a una rifondazione della scultura.
Il filo rosso che lega tra loro le opere esposte a Merano è caratterizzato dall’idea di una continua metamorfosi delle forme in cui gli elementi costruttivi e decostruttivi si sommano, dando vita a effetti emozionalmente forti.
Oppeneheim non ha mai cercato la ripetizione; la sua analisi dei simboli, delle immagini e delle soluzioni plastiche non conobbe mai interruzione. La sua figurazione fu assolutamente libera e attingeva dall’immaginario collettivo, dall’universo biomorfo o da suggestioni surreali, paradossali, ironiche. In tutti i suoi lavori, sia quelli di medie dimensioni che nelle grandi installazioni ambientali, Oppenheim ha privilegiato il sovvertimento dei canoni, il capovolgimento delle situazioni. Proprio la “discontinuità” è stata la sua cifra più caratteristica, rendendo imprevedibile ogni sua fase creativa.
Anche le opere esposte a Merano non forniscono al visitatore punti di riferimento fissi, ma propongono una visione dell’arte contemporanea problematica ma sempre affascinante. Il suo interesse per i simboli e le macchine, ha condotto Oppenheim a realizzare installazioni sorprendenti. L'artista, che ha spaziato dalla Land art al video, dalla Body art al Concettuale, ha cercato e trovato un codice personale, coerente con l’idea di arte intesa come ricerca senza fine.
Il percorso espositivo, che si arricchisce di una completa rassegna video, rende la giusta riconoscenza a un genio dell’ironia e della creatività nomade e senza confini ed evidenzierà la sua
capacità di affrontare il nomadismo linguistico come caratteristica di una ricerca fondata sull’attenta osservazione della realtà.
Il titolo della mostra, Electric City, riecheggia il nome della città, vicino a Washington, dove Oppenheim è nato nel 1938, che sembra aver prefigurato la sua futura attività non solo legata ai media, ma anche all’elettricità dei suoi lavori, contenitori ed evocatori di forza, energia, movimento.
Proprio il flusso vitale delle sue opere è il punto più alto dell'eredità che ha lasciato.

Catalogo Grafis, Bologna.

Dennis Oppenheim (Electric City, Washington, 1938 - New York, 2011), è stato l'iniziatore della corrente americana della Land e Body art e dell'installazione. Ha studiato al California College of Arts and Crafts (CCAC) di Oakland. Tra il 1958 e il 1962 ha vissuto ad Honolulu, Hawai, dove accanto alla carriera di artista ha svolto anche lavori come costruttore e public relator. Nel 1965 ha concluso i suoi studi alla Stanford University. Nel 1966 si trasferisce a New York dove inizia ad insegnare arte in diverse scuole. È del 1968 la sua prima mostra personale alla John Gibson Gallery di New York. Il suo primo Earth Work-Project è stato realizzato nel 1967 insieme agli amici e artisti Robert Smithson e Michael Heizer. Nelle sue performance, intitolate Aspen Projects, ha analizzato il rapporto tra il corpo e gli oggetti. All'inizio degli anni Settanta, Oppenheim inizia a combinare materiali edili come pietra, legno e metallo, realizzando sculture e istallazioni di grandi dimensioni. Ha vissuto e lavorato a New York fino alla morte nel 2011.
Merano (BZ), maggio 2012

 

 

 

 

 


SCHEDA TECNICA

Titolo mostra: Dennis Oppenheim. Electric City
Luogo: Merano Arte – Edificio Cassa di Risparmio
Via Portici 163
39012 Merano
Durata: 19 maggio - 9 settembre 2012
Orari da martedì a domenica ore 10.00 – 18.00.
Ingresso € 5,00 intero – € 4,00 ridotto (studenti, gruppi, anziani)

Inaugurazione: 18 maggio 2012, ore 18:30

Curatore: Valerio Dehò
In collaborazione con: Dennis Oppenheim Studio
Galleria Fumagalli, Bergamo

Catalogo: Grafis, Bologna

Informazioni Merano Arte
www.kunstmeranoarte.org
info@kunstmeranoarte.org
Tel. +39 0473 212643 Fax. +39 0473 276147

Ufficio Stampa Merano Arte:
Giorgia Lazzaretto - 0473 212643
lazzaretto@kunstmeranoarte.org

CLP Milano
Anna Defrancesco – 02.36755700
press1@clponline.it

 

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Di Redazione (del 16/05/2012 @ 17:08:41, in Comunicati, linkato 13 volte)

 

“Gli animali sono intelligenti? E quanto?”, esperti e appassionati si confrontano

PESARO – “Gli animali sono intelligenti? E quanto?” è il titolo di un incontro, promosso dalla Provincia di Pesaro per venerdì 18 maggio, alle ore 17, nella sala del consiglio “W.Pierangeli” di Pesaro (viale Gramsci 4). L’appuntamento, aperto a tutti, vedrà esperti e appassionati confrontarsi tra loro e con il pubblico, con tanti spunti di riflessione.
Dopo i saluti dell’assessore al Randagismo Daniela Ciaroni, interverrà Costanza Lucchino animalista e autrice di testi poetici e racconti che vedono per protagonisti gli animali, per poi lasciare la parola all’etologo Massimo Pandolfi, che effettuerà un excursus “Tra scienza e mitologia dell’animale domestico”. Il tema dell’incontro, nelle sue tante sfumature, sarà poi oggetto di letture da parte dell’attrice Lucia Ferrati, mentre il giornalista e scrittore Alberto Angelucci, autore del libro “Un cuore al guinzaglio” (Mursia editore) parlerà di “Un’avventura dentro l’ignoto”, che è quella vissuta ogni giorno dagli amanti degli animali, scoprendo nei loro “amici” aspetti sempre nuovi e affetto incondizionato. Come il protagonista del libro “Un cuore al guinzaglio”, che grazie ad un cucciolo di cane vedrà introdurre nella sua esistenza quel pizzico di follia che solo i sognatori e le persone sensibili sanno provare. Tutti sono invitati a partecipare.

c.s. Prov. Pesaro
Giovanna Renzini
tel. 07213592279
cel. 3468537777

 

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Di Redazione (del 16/05/2012 @ 16:54:56, in Comunicati, linkato 13 volte)

 

Rupe Mutevole Edizioni partecipa alla Fiera del Libro di Milano dal 26 al 29 ottobre 2012

La casa editrice Rupe Mutevole Edizioni è fiera di comunicare la sua partecipazione alla Fiera del Libro di Milano che si terrà a Milano dal 26 al 29 ottobre 2012.

Fondata nel 2004, la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni ha avuto modo di espandersi nel settore tematico e geografico. Son ben diciannove le collane editoriali della casa editrice, diciannove sono dunque le braccia che accolgono la diversità per condurre oltre i confini territoriali e mentali. La denominazione delle collane è in linea con la politica della casa editrice, troviamo infatti: “Letteratura di Confine”, “Trasfigurazioni”, “Mappe di una nuova èra”, “Saggi”, “Rivelazioni”, “Poesia”, “Fairie”, “Atlantide”, “La quiete e l’inquietudine”, “Oltre il confine”, “Scritti in scena”, “Sopralerighe”, “Heroides”, “Poesia e vita”, “Echi dalla storia”, “Visioni”, “Margini liberi”, “Echi da internet”, "Radici".

La Fiera Internazionale del Libro Milano Linate presso il Parco Esposizioni Novegro, organizzata da MJM-Sil srl, vuole essere un punto di riferimento per tutta l’iniziativa editoriale italiana e straniera.

Ricordiamo che la capitale del commercio che è Milano offre una vasta gamma di servizi e soprattutto un’eccellente piattaforma lavorativa. Milano offre le sue numerose linee metropolitane, servizi autobus e tram, ferrovie dello stato da e per tutte le città italiane e una vasta rete comunicativa che interagisce perfettamente con il cittadino. Pertanto non poteva mancare a Milano la Fiera Internazionale del Libro che si offre come una porta sull’universo della letteratura contemporanea. La cultura meneghina aspettava da tempo questo evento.

L’ingresso gratuito, voluto dall’organizzatore, non è che una delle idee vincenti, di questa Fiera Internazionale del Libro ed atta a portare uno sorprendente afflusso di visitatori da tutta Italia, studenti di ogni ordine e grado, nonché turisti. La gratuità dell’ingresso favorisce molto il mercato editoriale moderno che consentirà alle famiglie visite libere e ripetitive, durante i giorni espositivi, e un innumerevole acquisto di opere.

Potrete trovare tutti i libri e gli autori della casa editrice Rupe Mutevole nello stand 60, accanto alla biglietteria ed al bar, dunque prendetevi un caffè con noi!

Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.
http://www.rupemutevoleedizioni.com/
http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni
http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

Alessia Mocci
Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni
(alessia.mocci@hotmail.it)

Fonte:
http://oubliettemagazine.com/2012/05/15/rupe-mutevole-edizioni-partecipa-alla-fiera-del-libro-di-
milano-dal-26-al-29-ottobre-2012/

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Di Redazione (del 15/05/2012 @ 06:22:46, in mostre e arte, linkato 20 volte)

 

Emilio TadiniMILANO, GALLERIA GRUPPO CREDITO VALTELLINESE - REFETTORIO DELLE STELLINE, DAL 16 MAGGIO AL 1° LUGLIO 2012 : LA MOSTRA LA VITA CONDIVISA
I gesti della famiglia nelle immagini dell'arte

L’esposizione, che si tiene in occasione del VII Incontro Mondiale delle Famiglie, presenta 60 opere di artisti quali Pietro Lorenzetti, Moretto, Guido Reni, Sironi, Rouault, Picasso, Pirandello, Morbelli, Pistoletto e altri, provenienti da musei e collezioni italiane.

 

Dal 16 maggio al 1° luglio 2012, la Galleria Gruppo Credito Valtellinese - Refettorio delle Stelline di Milano - ospita la mostra LA VITA CONDIVISA. I gesti della famiglia nelle immagini dell'arte, che è frutto originale del lavoro del CREA (Centro di ricerca per l’educazione attraverso l’arte e la mediazione del patrimonio culturale sul territorio e nei musei) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
L’iniziativa presenta 60 opere di artisti, dal Trecento ai nostri giorni, quali Pietro Lorenzetti, Moretto, Sironi, Rouault, Picasso, Pirandello, Morbelli, Pistoletto e altri, provenienti da musei e collezioni italiane, come il Museo Poldi Pezzoli, la Pinacoteca Ambrosiana, il Museo Diocesano di Milano, la Pinacoteca Vaticana.

L’esposizione, curata da Cecilia De Carli, Laura Polo D’Ambrosio e Grazia Massone, ha ricevuto l’adesione del Presidente della Repubblica, è sostenuta e promossa dalla Regione Lombardia e organizzata dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, in collaborazione con il Gruppo bancario Credito Valtellinese, col patrocinio del MiBAC - Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Provincia di Milano e si svolge in occasione e in preparazione del VII Incontro Mondiale delle Famiglie, in programma a Milano dal 30 maggio al 3 giugno.

L’itinerario artistico lungo oltre otto secoli focalizza la sua attenzione sulla famiglia come primo ambito essenziale di accoglienza e di relazione, recuperando i gesti messi in evidenza dalle opere della tradizione artistica occidentale.
A questa prima linea guida si aggiunge quella che coglie il riflesso della famiglia nel contesto delle attività sociali sorte nel territorio lombardo (istituzioni, confraternite, enti, associazioni), con il fine di sostenere e ‘farsi famiglia’ per coloro che si trovano in situazioni di difficoltà.

Il tema è affrontato con un taglio iconografico trasversale. L’obiettivo non è quello di creare una documentazione antologica e monografica relativa alla famiglia, quanto guidare il visitatore alla comprensione che la famiglia non è solo un’istituzione condizionata e soggetta al contesto storico sociale, quanto una risposta all’esigenza profonda dell’uomo di condivisione quotidiana della vita.

Nel corso dei secoli l’arte figurativa occidentale ha presentato la famiglia evidenziando modelli differenti, ma sottolineando, quali elementi ad essa connaturati, l’accoglienza e la relazione con l’altro; questi momenti sono concretamente vissuti nella quotidianità e nella gratuità. Ecco perché le attività del prendersi cura, dello stare vicino, dell’essere famiglia che hanno caratterizzato l’azione sociale delle realtà assistenziali, discendono e derivano proprio dalle azioni di accoglienza e di presenza.

Il percorso espositivo, diviso in quattro sezioni - La Famiglia, L’Accoglienza, La Relazione, Nel Quotidiano - segue due binari con le opere provenienti dai luoghi di assistenza che s’intrecciano con quelle direttamente espressive del tema della famiglia. L’apertura è riservata a due tele monumentali: Il cortile dell’Ospedale maggiore di scuola lombarda (1670-1690) e San Carlo presenta le Stelline alla Sacra Famiglia di Luigi Scaramuccia (1680) che pongono a confronto i due ambiti toccati dall’esposizione e che rispondono alla stessa necessità dell’uomo di crescere grazie all’incontro e al rapporto con gli altri.

La prima sezione documenterà la relazione che il modello del vivere familiare ha con tutte le dimensioni della vita, specialmente gli aspetti che riguardano la coscienza di sé e gli affetti a noi più prossimi.
Tra questi, un ruolo di primo piano è riservato alla figura di Maria, prototipo della capacità di misericordia della Chiesa, esemplificato dal capolavoro di Pietro Lorenzetti, Madonna con il Bambino (1342) o dall’analogo soggetto tradotto in statua marmorea da Bonino da Campione (1370-1380).
Nei secoli a venire, nelle immagini della Madonna con il Bambino si evidenzia, con maggiore attenzione, la dimensione materna e umana di Maria, come nella Sacra Famiglia con San Giovannino del Moretto (1535), mentre la presenza discreta e rispettosa di San Giuseppe è ben visibile nella piccola scultura di bottega sardo-napoletana San Giuseppe con Gesù bambino (fine XVI - inizio XVII).
L’ultima parte è dedicata a ritrovare nelle opere d’arte del XX secolo i gesti della famiglia, come avviene ne Gli amanti di Arturo Martini (1920), ne La famiglia del pastore (1929) di Mario Sironi, ne I Gianvenuti al 1978 e 1979 di Mario Schifano.

La seconda sezione, L’Accoglienza, viene introdotta dallo stemma in marmo della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano (post 1450-ante 1500) che presenta l’iconografia della Madonna della Misericordia nell’atto di stendere il proprio manto, quale simbolo dell’accoglienza.
È la Mater Misericordiae a far comprendere il gesto materno che accoglie tra le sue braccia il figlio. Tra le opere che hanno per tema la Maternità, in questa parte del percorso espositivo, si ricordano le tele di Silvestro Lega (Maternità, 1881-1882) e di Gino Severini (Maternità, 1916), come pure le due sculture di Eugenio Pellini, Madre con bambino (1906), ed Enfant su sein di Medardo Rosso (1910-1914).
Ma il nascere alla vita, oltre a essere considerato un fatto privato, può essere anche inteso come l’essere accolti all’interno della storia e riconosciuti dalla società. Fin dalle epoche più antiche se, per assoluta indigenza della madre o per assenza di sostegno, un neonato non poteva essere mantenuto in vita, veniva affidato alle cure della città. Questa fiducia nella capacità di accoglienza propria dell’individuo rende comprensibile la pratica dell’esposizione, cioè dell’abbandono di quei neonati al cui mantenimento non si poteva provvedere; la loro crescita veniva affidata all’azione caritatevole di uomini facoltosi.
L’affido di alcuni trovatelli alle cure di donne appositamente stipendiate, viene registrato nelle relazioni dei Deputati dell’Ospedale Grande di Milano. Il brefotrofio però non è un ente astratto, ma una realtà umana, un cuore misericordioso e materno che accoglie; di ciò, ne danno testimonianza in mostra i segnali d’esposizione, cioè gli oggetti e i messaggi scritti che accompagnavano i bambini abbandonati. A questi si affiancano i ritratti di Michele Barozzi, il ragioniere che nel maggio del 1836 presentò il progetto operativo grazie al quale venne fondato a Milano, per volontà della monarchia asburgica, l’istituto d’educazione per i poveri ciechi e della benefattrice Dolores Vecchiotti Ridella.

La terza sezione è dedicata al tema della relazione, che della famiglia è certamente il cuore. L’argomento risulta difficile da affrontare in quanto nella rappresentazione degli artisti più che i gesti sono i rapporti a venire alla luce, spesso insieme alla sofferenza che li accompagna. Il continuo e incessante contrasto determinato dai toni scuri e dalle tinte calde che si trova in Automne ou Nazareth di Rouault sottolinea come la speranza di pace propria del cuore dell’uomo passi attraverso il conflitto.
Le opere scelte hanno la capacità di dare corpo e significato alla complessità delle emozioni. È in questo ambito che si ritrovano due tra i capolavori grafici di Picasso - Le Repas frugal (1904) e Les pauvres (1904) - o l’incisione Disoccupazione di Käthe Kollwitz (1903).
Il rapporto tra le persone è inoltre messo in risalto dall’opera di Michelangelo Pistoletto, Famiglia Politi (1992), realizzato su una superficie riflettente in alluminio che consente, grazie all’effetto di specchiamento dello spettatore, di interrompere la situazione di isolamento in cui si trovano i protagonisti dell’opera.

Nel Quotidiano, si apre con La lavandaia (1730 ca.) di Giacomo Ceruti, definito da Giovanni Testori, “un maestro dell’umano”. Proprio il Ceruti traccia le linee di questa ultima sezione, suggerendo come la verità del nostro esser uomini debba essere ricercata tra le cose di tutti i giorni. L'interpretazione artistica consente di concentrare l'attenzione su modi di essere e di fare troppo spesso offuscati dall'abitudine, restituendo loro una dimensione straordinaria, preziosa e rituale. Il significato delle opere esposte - tra cui Scena di famiglia o La nonna (1853) di Girolamo Induno, Il bottone di Angelo Morbelli (1907), Chiusi fuori scuola di Emilio Longoni (1887-1888), in cui l’immediatezza fotografica dona l’aspetto di immagini rubate all’insaputa dei soggetti ritratti -, risiede nella loro forza comunicativa a suscitare nello spettatore una reazione affettiva ed emotiva assimilabile a quella che la stessa realtà produrrebbe.

Accompagna la mostra un catalogo bilingue (italiano-inglese) Silvana Editoriale.

Milano, maggio 2012
LA VITA CONDIVISA. I gesti della famiglia nelle immagini dell'arte
Milano, Galleria Gruppo Credito Valtellinese (c.so Magenta 59)
16 maggio - 1 luglio 2012

Orari: martedì - domenica, 10.00-19.00; giovedì, 10.00-22.00. Lunedì chiuso
Ingresso gratuito
Informazioni: Civita Servizi, tel. 02.43353522
Sito internet: www.lavitacondivisa.it
Catalogo: Silvana Editoriale; www.silvanaeditoriale.it; tel. 02.61836287

Uffici stampa

CLP Relazioni Pubbliche  tel. 02 36 755 700
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Comunicato stampa e immagini su www.clponline.it

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Di Redazione (del 15/05/2012 @ 06:08:04, in Interviste, linkato 16 volte)

 

Diego Civita : Sogni d'armoniaIntervista di Alessia Mocci a Diego Civita ed al suo Sogni d’armonia, Rupe Mutevole

Sogni d’armonia”, edito nel 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni per la collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine”, è una raccolta poetica di Diego Civita. Una raccolta che intrattiene al suo interno temi quali: l'uomo, la vita, l'amore, la natura, la religione, la filosofia in genere, la storia, la bellezza dell'arte, i figli, l'armonia, il contrasto. Dalla prefazione: “[…]Un uomo attivo, eclettico, questo autore, il quale non smette di stupire se stesso e chi gli sta attorno. Non si lascia sopraffare mai dalla malinconia distruttiva, al contrario egli cerca di renderla evocativa, capace di far indugiare il pensiero e portare alla luce il lato positivo, quello che poi va a costruire, a formare nuove idee, nuove cose. Come una vacanza dalla quale è difficile staccarsi perché piena di peripezie, di rivelazioni, di scoperte. Magari c’è intrigo, rischio, pericolo, però ci si affeziona lo stesso, anzi, la si ama di più questa vacanza, proprio per le caratteristiche sanguigne, mai banali, stimolanti, ricche.[…]”.

Diego Civita è stato molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua poetica e sulla sua pubblicazione. Buona lettura!

A.M.: Che cosa significa per te “scrivere”?

Diego Civita: Scrivere è un tuffo nell'inconscio col fiato sospeso e proteso ad un mondo reale od immaginario ma pur sempre fratello perché vero amico delle più profonde emozioni che cerco di trasmettere nella loro bizzarra e molteplice varietà che è la cosa più bella che ci rimane di un uomo a maggior ragione di chi vuole esprimersi con l'arte, non ci vuole solo tecnica o retorica o studi eccelsi, che pur servono e completano colui che scrive o s'esprime in arte nella crescita e ricerca continua, ma credo, non vuole essere presunzione che la  genuinità dell'atto creativo per un minimo di talento è come saper amare richiede libera ricerca ed espressione che pesca al mondo visionario e profondamente vero o vero simile d'un inconscio creativo, un vulcano da cui creare rocce multiformi e di vario colore e terre nuove e piene di vita. Questo vuol'essere il mio messaggio, il mio cercare e ricercare una chiave per vedere il mondo e per vedermi attraverso di lui rispecchiato nel volto spero di molti miei simili, e riuscirci sarebbe davvero un successo oltre il plauso d'una recensione; libertà d'esprimere valori e metterli in arte, il bello, il vero a volte, il saggio, l'estremo,l 'orribile, etc, lo sforzo più grande di conservare se stessi anche nel tentare a volte l'oggettività.

A.M.: Che cosa hai provato quando hai preso in mano per la prima volta “Sogni d’armonia”?

Diego Civita: Sogni d'armonia è un nome che tra gli inquieti di questa epoca in cui mi ci rivedo, cerco un’armonia che spesso non trovo esternamente in un mondo che sta andando a rotoli per vari motivi, un’armonia interiore sudata in piccola parte trovata ed ancora anelata dentro di me, una collocazione spazio-temporale fuori dal solito, una cosa che riguarda me e potrebbe in questo momento storico riguardare molti se non quasi tutti.

A.M.: Quali sono le tematiche presenti ne “Sogni d’armonia”?

Diego Civita: “Sogni d'armonia” è una raccolta di vecchio e molto nuovo mio lavoro, è una grande emozione vedere concretizzare una raccolta così intensamente formulata e  miscelata di tanti anni messi insieme e di nuovissimi diversi componimenti ,anche tra di loro, non solo come tematiche. Sicuramente una grande soddisfazione e spero un bel lavoro. Le tematiche sono l'uomo, la vita, l'amore, la natura, la religione, la filosofia in genere, la storia, la bellezza dell'arte, i figli, l'armonia, il contrasto.

A.M.: A chi dedichi questa vittoria letteraria?

Diego Civita: Dedico Sogni d'armonia alla mia cara amica quasi compagna attuale, a mia madre e a tutti quelli, (pochi) che mi hanno spinto a non demordere ed a crederci sempre anche nei momenti più difficili ed in cui non credevo più nel lavoro artistico in genere ,a mia nonna ed a mio fratello disabile. Non è stato facile raccogliere le forze e la voglia di rivedere e mettere insieme i vari componimenti negli anni, in alcuni periodi, la poesia è stata la mia salvezza, il mio rifugio segreto, ringrazio e capisco tutti quelli che han bisogno dell'arte in genere come hanno bisogno quotidiano ed indispensabile del cibo, dell'aria, dell'acqua.

A.M.: Qual è il tuo pensiero sul social network?

Diego Civita: Il social network non è il mio forte, ma lo trovo ben organizzato e pubblicizzato.

A.M.: Qual è l’ultimo libro che hai letto? E l’ultimo film visto?

Diego Civita: "La scienza naturale dell'uomo" sull'etologia, la ricerca comparata sul comportamento umano di Konrad Lorenz, questo è l'ultimo mio amatissimo libro letto.
L'ultimo film visto è :"Il dono" da una storia vera, la storia di Ben Carson.

A.M.: Se potessi scegliere in quale città vivere, qual è il luogo nel quale troveresti maggiore ispirazione?

Diego Civita: A me piace tantissimo il Giappone, l'ispirazione potrebbe venire in diversi luoghi o circostanze o prima o dopo taluni avvenimenti od accompagnati da musiche o persone, comunque credo che nella natura selvaggia piena di wilderness avrei la maggiore ispirazione perché sono anch'io un naturalista istintivo e mi definisco selvaggio come i nativi d'America, anche ai poli, nelle sterminate distese della taiga, sui fiumi, in riva a spiagge mozzafiato, in cima al tetto del mondo dove cercare se stessi visto che sono un piccolo alpinista nonché grande esploratore. La mia città preferita potrebbe essere Parigi o Buenos Aires.

A.M.:Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?

Diego Civita: Con Rupe Mutevole mi trovo davvero bene e per la filosofia di vita e per il modo di relazionarsi sia con gli scrittori che con il mondo della distribuzione, molto disponibili tra l'altro, mentalità più meritocratica e di premiare i giovani talenti senza agganci politici o cose simili.

A.M.: Hai delle novità per il 2012? Puoi anticiparci qualcosa?

Diego Civita: Per il 2012 ho partecipato ad alcuni importanti concorsi letterari, terrò una presentazione al locale: Ueffilo di Gioa Del Colle, rinomato locale Jazz del sud Italia il 20 maggio prossimo in una cornice di suoni e alchimie a tema, un’altra dopo l'estate forse ad Andria.

A.M.: Salutaci con una citazione…

Diego Civita: La vita è come un grande circo...tutti possono stupire e far divertire, nessuno è inutile, ne indispensabile, ma ognuno può dare il suo importante contributo che se non ci sarà mancherà comunque tantissimo” Diego Civita.

Notizie su Rupe Mutevole:

http://oubliettemagazine.com/2011/05/04/presentazione-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/

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Alessia Mocci
Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni
(alessia.mocci@hotmail.it)

Fonte:
http://oubliettemagazine.com/2012/05/14/intervista-di-alessia-mocci-a-diego-civita-ed-al-suo-
sogni-darmonia-rupe-mutevole/

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Di Redazione (del 11/05/2012 @ 18:42:35, in Eventi, linkato 20 volte)

 

SALONE LIBRO: INCONTRO CON MARAINI SU FUTURO EDITORIA ABRUZZO
(ERGFLASH) Torino, 11 mag. - Giornata clou quella di domani, 12 maggio, al Salone internazionale del Libro di Torino.
Il programma che interessa lo stand Abruzzo tocca un po' tutti gli aspetti dell'editoria e della comunicazione abruzzese, fino a parlare del terremoto dell'Aquila. Si parte alle ore 11 con la tavola rotonda "Editoria abruzzese e nuove forme di comunicazione" che vedrà la partecipazione dell'assessore alle Politiche culturali, Luigi De Fanis, e della scrittrice Dacia Maraini.

Coordinata dal giornalista Angelo Di Nicola, la tavola rotonda potrà contare sui contributi di Nicoletta Di Gregorio dell'associazione editori abruzzesi, di Antonio Di Fonzo, di Abruzzoèappennino, iniziativa editoriale che guarda con attenzione all'Abruzzo della montagna. Durante la tavola rotonda verranno presentati due progetti: "Mirabilia d'Abruzzo" portale e applicazione dedicati all'arte, alla cultura, alla natura e alle eccellenzi abruzzesi; e "Abruzzoèappennino" magazine di informazione sito web di approfondimenti e percorsi tematici su storia, cultura, tradizioni e sport invernali.

Alle 13 sarà la gastronomia abruzzese la protagonista di Casa Abruzzo. In occasione della presentazione del libro "La cucina dei luoghi di San Francesco Caracciolo patrono dei cuochi d'Italia", di Antonio Di Lello e Antonio Stanziani (Tabula edizioni), i cuochi di Villa Santa Maria prepareranno una degustazione con un piatto delle nobili cucine caraccioline accompagnato dai vini della tenuta Ulisse. Alle 14:30 la casa editrice One Group edizioni presenterà il lavoro di Errico Centofanti "Quel ramo di mandorlo", rievocazione dello storico ristorante aquilano "Le tre Marie", tempio della buona tavola e della cultura insieme.

Alle 17, poi, sarà ancora L'Aquila protagonista con la presentazione evento "L'Aquila prima e dopo" di Gianni Barengo Gardin (One Group edizioni). Il grande maestro della fotografia incontra il pubblico per testimoniare con il proprio sguardo lo stato di una città bloccata e ferita. (REGFLASH) IAV 120511

cs Regione Abruzzo

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Di Redazione (del 11/05/2012 @ 17:22:03, in Eventi, linkato 25 volte)

 

Festival Biblico 2012FESTIVAL BIBLICO 2012

«Perché avete paura?» (Mc 4,40) La speranza dalle Scritture

200 istituzioni, 140 appuntamenti, 120 protagonisti, 14 mostre in altrettante città.
40 mila presenze attese agli eventi per discutere sulle paure e sulla speranza secondo la Scrittura

Ben 14 città, 10 giorni di eventi, 140 appuntamenti, 10 mostre, 200 realtà coinvolte, 120 ospiti protagonisti dei quali 20 dall'estero, 40 mila presenze attese agli eventi e una macchina organizzativa fatta tutta di volontari. Questa la fotografia quantitativa dell'ottava edizione del Festival Biblico, in programma a Vicenza, Verona e altri 12 centri veneti dal 18 al 27 maggio.
Assolutamente attuale il tema che i promotori - la Diocesi di Vicenza e la Società San Paolo (con il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali, del Comune di Vicenza, della Regione Veneto e del Pontificio consiglio per la cultura e del Progetto culturale della Conferenza episcopale italiana) - hanno scelto per questa edizione attingendo ad una domanda di Cristo nel vangelo di Marco: «Perché avete paura?» La speranza dalle Scritture, individuando un superamento della paura, o delle molte paure dell'oggi, nella speranza attinta dalle Scritture.

Incontri, riflessioni, confronti, lectio magistrali si accompagnano a momenti assolutamente leggeri: mostre e laboratori per bambini, iniziative per le famiglie, degustazioni, spettacoli, tanta musica, in un Festival che sa offrire qualche cosa di interessante a chiunque, credente o non credente. Sia a chi, munito di una forte preparazione, vuole approfondire temi religiosi, culturali, sociologici, sia a chi sceglie questa manifestazione per confrontarsi, in libertà, con gli altri sul come interpretare meglio l'oggi e il senso dell'esistere, sia a chi si avvicina alla conoscenza della Bibbia con l'anima di un fanciullo. Un Festival fatto tanto per chi ama discettare dottamente, quanto per chi cerca innanzitutto il piacere di uno stare lievemente insieme; tutto intorno a quel possente fulcro che è la Bibbia.

Quest'anno il carattere internazionale del Festival viene sottolineato da presenze straniere ancora più numerose e autorevoli: tra i molti, il sociologo inglese Zygmunt Bauman, teorico della «società liquida»; il poeta bosniaco Abdulah Sidran, più volte candidato al Premio Nobel per la letteratura; il cardinale Joseph Zen, vescovo emerito di Hong Kong; Mordechay Lewy, ambasciatore dello Stato di Israele presso la Santa Sede; Dan Bahat, archeologo israeliano di fama mondiale; suor Helen Prejean, suora americana, impegnata contro la pena di morte (ispirò il film Dead Man Walking, vincitore di 4 premi Oscar); il biblista belga Frédéric Manns e altri docenti dello Studium Biblicum Franciscanum e rappresentanti dell'Ecole biblique di Gerusalemme.

Non mancheranno le occasioni di confronto, sereno e stimolante, tra religiosi cristiani e "laici" e tra credenti in credi diversi e chi "crede di non credere".
Una costante doppia traccia - religiosa e laica - che già viene proposta nella serata inaugurale che vede il dialogo, nella Cattedrale di Vicenza (24 maggio alle ore 21), fra Enzo Bianchi, Priore della Comunità di Bose, e Ferruccio De Bortoli, Direttore del Corriere della sera, intorno a Carlo Maria Martini e il suo magistero.
Poi un susseguirsi di ospiti di rilievo, dal ministro per l'Integrazione e la Cooperazione internazionale Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant'Egidio, che domenica 27 maggio alle ore 15 dialogherà con Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana su «Ero straniero e mi avete ospitato. Le paure e le speranze dei nuovi italiani", a filosofi, scrittori, esperti come Umberto Curi, Giacomo Canobbio, Duccio Demetrio, Gilberto Corbellini, Massimo Fini, Wanda Tommasi, Dario Vivian, Angelo Casati, Silvano Petrosino, Adriano Fabris, Francesco Brancato, Elizabeth Green, Ugo Sartorio.

Naturalmente è molto qualificato il gruppo degli studiosi di Sacra Scrittura, ai quali spetterà il compito di indagare la Bibbia alla ricerca delle speranze capaci di superare le paure umane: Ugo Vanni, Bruna Costacurta, Ermes Ronchi, Luca Mazzinghi, MichaelDavid Semeraro, William Jourdan, Ugo Vanni, Lidia Maggi, Antonella Anghinoni, Rosanna Virgili e altri.

Folto pure l'apporto di testimoni, giornalisti e osservatori, incaricati di scorgere nei meandri del nostro tempo indicatori di una speranza più forte: si alterneranno, fra gli altri, Ernesto Olivero, fondatore del Sermig di Torino, monsignor Giancarlo Maria Bregantini, arcivescovo di Campobasso-Bojano, Ilvo Diamanti, sociologo dell'università «Carlo Bo» di Urbino, Bartolomeo Sorge, direttore di Aggiornamenti sociali, Alessandro Zaccuri, scrittore e giornalista di Avvenire, Aldo Maria Valli, vaticanista del Tg1, Vittorio Filippi, sociologo dell'università di Venezia, Luigi Verdi, fondatore della Fraternità di Romena, Gerolamo Fazzini, direttore di Mondo e Missione, Bernardo Cervellera, direttore di AsiaNews, Eugenia Bonetti, religiosa impegnata contro la tratta delle donne. Sarà quest'ultima, divenuta celebre anche per aver partecipato all'incontro Se non ora, quando? delle donne italiane, ad animare - insieme al teologo Armando Matteo e alla giornalista Marina Corradi - il dibattito Donne e fede, fra paura e speranza promosso dal quotidiano Avvenire venerdì 25 maggio.

Novità assoluta del Festival 2012 sarà il focus sulle terre bibliche Linfa dell'ulivo (www.linfadellulivo.it), organizzato dall'Ufficio pellegrinaggi della diocesi di Vicenza, che (dal 24 al 26 maggio) riunirà - sempre nel capoluogo vicentino - esperti, studiosi, storici, archeologi dei territori interessati dalla Bibbia (dalla Turchia fino all'Iraq) per analizzare le scoperte più significative, i ritrovamenti, le indagini storiche e storiografiche riguardanti la Scrittura, le sue terre e la sua storia. Occasione per annunciare le novità emerse dalle più recenti campagne di scavo nell'area medio orientale. Tra i vari nomi: Massimo Pazzini, Stefano De Luca, Riccardo Lufrani, Giuseppe Bellia, Mario Frederick Fales, Silvio Barbaglia.

Fedele alla sua vocazione di presentare la Bibbia secondo una pluralità di linguaggi, il Festival offrirà una serie di eventi musicali e artistici (tutti gratuiti), fra i quali il concerto di Roberto Vecchioni, che sabato 26 maggio porterà in piazza dei Signori il suo tour I colori del buio; Luca Bassanese, già protagonista lo scorso anno di un appassionante duetto con Eugenio Finardi; i vicentini The Sun, che il 19 maggio ad Arzignano presenteranno in anteprima assoluta alcuni brani del loro nuovo album; Ars Cantus, ensemble vocale e strumentale con sede a Varese, formata da oltre 200 elementi, in gran parte giovani.

Infine, sono diverse le esposizioni previste al Festival, ben 14. Sono già aperte la mostra per l'infanzia «La paura e la speranza. I colori delle emozioni», in collaborazione con la Fondazione Stepan Zavrel di Sàrmede, con 95 opere originali di illustratori da diverse parti del mondo (fino al 10 giugno); inoltre «La via Crucis» di Paolino Rangoni (Museo diocesano, fino al 14 giugno). Le altre saranno concomitanti con il Festival.

Ancora una volta, quindi, intorno alla Bibbia, una grande festa di popolo, una occasione per guardarsi negli occhi e intravvedere, oltre le paure di una contingenza difficile, la Grande Speranza.

Il Programma aggiornato del Festival Biblico 2012 è su: www.festivalbiblico.it. La partecipazione a tutti gli incontri, concerti e mostre è gratuita.


Ufficio Stampa - Studio ESSECI, Sergio Campagnolo
Referente: Stefania Bertelli tel. 049663499 - gestione1@studioesseci.net

 

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Di Redazione (del 11/05/2012 @ 17:08:05, in Comunicati, linkato 29 volte)

 

SU RAI STORIA NOVE PUNTATE DEDICATE ALL’ABRUZZO IN COLLABORAZIONE CON LA FACOLTÀ DI SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE DELL’UNIVERSITÀ DI TERAMO

 In occasione dello switch-off abruzzese al digitale terrestre da lunedì 14 e fino a martedì 22 maggio, il canale Rai Storia manderà in onda una serie di puntate sull’Abruzzo alla cui realizzazione ha partecipato la Facoltà di Scienze della comunicazione dell’Università di Teramo.
L’Archivio Audiovisivo della Memoria Abruzzese – una struttura dell’Ateneo diretta dallo storico Guido Crainz e impegnata da anni al recupero e alla valorizzazione di filmini familiari amatoriali e' stato infatti co-autore del programma, attraverso la consulenza di Andrea Sangiovanni e di Annacarla Valeriano.

Ogni puntata è stata imbastita con i materiali delle Teche Rai e i film privati raccolti dall’Archivio: in totale è stata impiegata circa un’ora del materiale audiovisivo dell’Archivio, coprendo un arco temporale che parte dagli anni '20 per arrivare al 1980. Inoltre il lavoro svolto dall’Archivio - in particolare il documentario All’ombra del tempo.
Storie di Poggio Umbricchio - è stato uno spunto interessante per una delle storie raccontate nella puntata di Ritorno al presente dedicata all’Abruzzo, che andrà in onda a conclusione del ciclo, il 22 maggio.

Rai storia, che in questi giorni sta approdando sul digitale terrestre in Abruzzo, è comunque visibile sul satellite, al canale 805 della piattaforma Sky.

Questa nel dettaglio la programmazione delle puntate:
1. La terra si ammala ma non muore. Tradizione e innovazione in Abruzzo (14 maggio ore 20.00)
2. La più bella e la più brava d’Abruzzo (15 maggio ore 20.00)
3. Terra di Santi e di Poeti. Celestino V, D’Annunzio, Flaiano, Silone (16 maggio ore 20.00)
4. L’Abruzzo in cammino. Storie di emigrazione (17 maggio ore 20.00)
5. Tempo di vacanze (18 maggio ore 20.00)
6. L’Aquila (19 maggio ore 20.00)
7. Farchie, Grotte e Serpenti. Riti religiosi e pagani (20 maggio ore 20.00)
8. Montagna da proteggere. Il parco naturale d’Abruzzo (21 maggio ore 20.00)
9. Ritorno al Presente (22 maggio ore 20.00).
REDAZIONE UFFICIO STAMPA UNITE

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Di Redazione (del 11/05/2012 @ 17:03:45, in Eventi, linkato 36 volte)

 

Associazione Cinematografica multimediale abruzzeseDocudì, il giorno del cinema documentario - Il terzo appuntamento con la rassegna sarà dedicato al disagio psichico
PESCARA – Anche i matti possono fare cose straordinarie. Questo ci racconterà il film documentario “Oceano dentro” che sarà proiettato nel terzo appuntamento con “Docudì, il giorno del cinema documentario”, l'iniziativa interamente dedicata al cinema documentario organizzata dall'ACMA – l'Associazione Cinematografica Multimediale Abruzzese – in collaborazione con la Feltrinelli di Pescara.
L'incontro si terrà lunedì 28 maggio alle ore 18.00 presso la libreria la Feltrinelli di via Milano a Pescara.
Oltre alla proiezione di “Oceano dentro” di Sergio Damiani e Juliane R. Biasi, sarà affrontato il tema del disagio psichico con la partecipazione del dott. Antonio Ciancarelli, psicologo, membro Centro Jonas Pescara, e del regista Peter Ranalli.

Oceano dentro - una storia di coraggio e di follia” (Italia, 2008, 52'). Anche i matti possono fare cose straordinarie. Pier Gianni Burreddu le ha fatte: ha attraversato l'oceano Atlantico su una barca a vela insieme ad altri uomini e donne con disagio psichico, ha suonato il suo basso tra delfini e balene, è passato indenne attraverso burrasche, ma soprattutto ha saputo affrontare a viso aperto la sua malattia. Il documentario racconta il viaggio in Atlantico - da Cadice alle Antille - di Pier Gianni sulla "barca dei folli". Il giorno in cui l'equipaggio si lascia alle spalle la costa spagnola puntando verso sud-ovest, Pier Gianni non immagina che quella rotta oceanica in realtà lo sta riportando a casa, in Sardegna. Durante la navigazione Pier ripercorre la sua storia: il travagliato rapporto con i genitori, la malattia mentale, gli elettoshock, i molti ricoveri, ma anche la forza vitale della sua musica. Sbarcando nel nuovo mondo ritroverà il coraggio e il desiderio di tornare a Sassari dove tutto era cominciato molti anni prima.

Sergio Damiani (Milano, 1965). Giornalista e documentarista. Laureato in Scienze politiche. Nel 2001 ha attraversato la Mongolia a cavallo per documentare la vita degli ultimi nomadi diventando egli stesso un nomade: ne è nato "Le vie della steppa" (RaiTre). Ha realizzato la serie tv "Sibir il vagabondo", storie di viaggi a quattro zampe (RaiTre). In Africa ha seguito a bordo di una Renault 4 le tracce dei venditori d'auto usate che dall'Europa raggiungono i grandi mercati dell'Africa ("Desert traders" in fase di post produzione).



Juliane Reinert Biasi (Merano, 1962). Artista, fotografa e documentarista. Diplomata alla Scuola d'Arte di Trento e laureata in lingue con indirizzo geo-antropologico. Ha frequentato i corsi di cinema della Scuola Holden Torino Circus itinerante e di scrittura cinematografica con Angelo Orlando. Lavora come libera professionista e le sue opere da sempre seguono il tema dell'uomo in rapporto all'ambiente. Ha una buona esperienza di escursionismo sulle Alpi e in Himalaya e ha viaggiato a lungo in Europa dell'est, Russia, Asia e Africa realizzando documentari per la televisione. La sua agenzia, Kuraj, collabora con Rai e Mediaset. Nel 2007, con il film, Lezione di fine anno, ha vinto il premio Solidarietà al TrentoFilmfestival.


Per visionare o scaricare materiale
Scheda di CinemaItaliano.info http://www.cinemaitaliano.info/oceanodentro
Trailer http://www.youtube.com/watch?v=qUinqWZ8EXI&feature=player_embedded#
Note di regia: http://www.cinemaitaliano.info/news/02690/note-di-regia-del-documentario-oceano-dentro.html
Locandina http://www.webacma.it/2012/28_maggio/locandina_docudi_3.jpg
Pagina web: www.webacma.it/2012/docudi.htm
Per iscriversi all'ACMA: www.webacma.it/iscrizioni.htm
Convenzioni ACMA: www.webacma.it/convenzioni.htm


L'ACMA (Associazione Cinematografica Multimediale Abruzzese) è un’associazione senza scopo di lucro fondata nel 2000 che ha, tra le sue finalità quelle di diffondere la cultura cinematografica ed audiovisiva.
Si propone in particolare di accrescere - ampliandola - la fruizione delle molte attività multimediali esistenti nel territorio, di promuoverne di nuove e di favorire attività produttive cinematografiche e audiovisive di soggetto abruzzese.
Dal 2007 l’ACMA realizza a Pescara il Festival del documentario d’Abruzzo - Premio Internazionale Emilio Lopez, uno dei pochi festival in Italia dedicati esclusivamente al genere documentario che dalla scorsa edizione ha ricevuto il Premio di rappresentanza del Presidente della Repubblica con Medaglia. Il festival è dedicato alla memoria di Emilio Lopez, regista e montatore di numerosi documentari, tra i quali diversi sull’Abruzzo.
c.s. ACMA

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Di Redazione (del 11/05/2012 @ 14:06:31, in Comunicati, linkato 25 volte)

 

Maria Teresa Cupane Riflessi condizionatiPresentazione de Riflessi condizionati dall’Amore di Mariateresa Cupane 27 maggio 2012 San Donato Milanese

Domenica 27 maggio 2012 alle ore 18.30 presso Artea Libreria Caffè a San Donato Milanese in provincia di Milano ci sarà la presentazione dell’ultimo libro di Mariateresa Cupane “Riflessi condizionati (dall’Amore)”.

“Riflessi condizionati (dall’Amore), edito nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni, formato da 24 poesie e da 34 racconti. Ricordo che uno dei racconti presenti nella raccolta “L’amore immaginato” ha vinto il Primo Premio nella Seconda Edizione del Concorso Letterario “Lembi di Carta” organizzato da Hermes Academy di Taranto.

La presentazione di domenica vedrà la presenza dell’autrice e le letture interpretate dall’attore Lino Fontana con musiche d’atmosfera per garantire a tutti una splendida serata insieme.

Ed eccovi due estratti dal libro “Riflessi condizionati (dall’Amore):

Bastavano le briciole, quindi. E a volte nemmeno quelle. Perché quando si ama ci si accontenta,
ci si fida, ci si illude. E perché quando si ama si crede a tutto, per paura di scoprire una verità che
non sia quella che abbiamo immaginato, una falsa verità, che ci fa tanto male. Soffriva, Annalisa,
perché era consapevole che il suo era un amore malato, che c’era qualcosa che le sfuggiva, che
doveva elemosinare presenze, attenzioni, parole, vita…
” (estratto da “L’Amore Immaginato”)

Cinque passi per raggiungere il mare.
Nella sabbia l'impronta leggera,
nel mio cuore il ritmo del Blu.

Quattro passi per accarezzare una bambina.
che ride, che gioca, che chiede di me.

Tre passi per raccogliere un fiore.
Colore, profumo, essenza di vita…
” (estratto da "Cinque passi")

Notizie su Rupe Mutevole:

http://oubliettemagazine.com/2011/05/04/presentazione-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/

Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.
http://www.rupemutevoleedizioni.com/
http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni
http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

Alessia Mocci
Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni
(alessia.mocci@hotmail.it)

Fonte:
http://oubliettemagazine.com/2012/05/10/presentazione-de-riflessi-condizionati-dallamore-di-
mariateresa-cupane-27-maggio-2012-san-donato-milanese/

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Di Redazione (del 06/05/2012 @ 08:23:29, in Interviste, linkato 32 volte)

 

4 Sguardi incostantiIntervista di Alessia Mocci ai quattro autori di Sguardi incostanti Rupe Mutevole

“Sguardi incostanti”, edito nel marzo del 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “Trasfigurazioni”, è una raccolta a quattro autori che vede come protagonisti Rolando Vernaglione con la sua silloge “Bianca”, Mabadémi con la sua “Ripide ombre”, Tamara Pes con la sua “Steli imperfetti” e Luca Villani con “mutO eCo”.

Un verso è uno sguardo verso due angolazioni: l’interno del pensiero ed il suo esterno, dunque l’oggetto che ha dato vita al pensiero. Troviamo in “Sguardi incostanti” una padronanza di riconoscimento che avviene in quell’attimo di creazione assoluta, una padronanza di visione del particolare seguita dall’obiettivo prettamente umano di universalizzare la propria concezione.

I quattro autori si sono dimostrati disponibili nel rispondere a qualche domanda sulla loro poetica.
Buona lettura!

A.M.: Che cosa significa oggi “scrivere poesia”?

Rolando Vernaglione: Scrivere poesia è per me il tentativo di risolvere la contraddizione apparente della storia con l'arte. Quando il lavoro dell'artista, come quello dell'operaio, saprà essere fecondo veramente, solo allora il nichilismo sarà morto, e la rinascita significherà qualcosa. Voglio dire che scrivere poesia, per me fa tutt'uno con la volontà di riscoprire funzioni e responsabilità di fare arte.

Luca Villani: Al giorno d’oggi “scrivere poesia” significa dar forma alle proprie sensazioni e percezioni, ai propri stati d’animo, immortalando ciò che suscita un determinato momento attraverso parole cariche di significato. Ritengo che la poesia possa costituire un metodo efficace per esternare ciò che in un qualche modo inquieta ed, in un certo senso, prenderne le distanze in quanto quest’ultima, per quanto soggettiva, sempre tende alla universalità. Non si vive di poesia, questo è certo. Si tratta di un genere letterario troppo spesso bistrattato.

Mabadémi: Scrivere è sicuramente espressione di se stessi e del mondo, della natura a noi circostante. A livello personale posso dirvi che è intimità, necessità di benessere e voglia di trasmetterlo. Come nota a margine, personalmente, premettendo il fatto che mi ha aiutato moltissimo, aprendomi nuove strade, dico che ogni volta che "m'immergo" nelle mie scritture, mi vengono alla mente immagini di un'altra epoca, in cui non vi era tutta questa tecnologia; immagini di carrozze, uomini con mantella e cilindro, abbigliamento d'altri tempi.

Tamara Pes: Salire su un grattacielo senza usare l’ascensore, ritrovarsi all’ultimo piano di fronte all’inconoscibile, l’irraggiungibile; capire che l’essenza di tutto è inesprimibile e , in questa continua ricerca, saper cogliere tutta la bellezza della vita.

A.M.: Come mai deciso di pubblicare in una raccolta a 4 autori?

Rolando Vernaglione: Credo che il confronto con altre voci poetiche sia salutare perché offre la possibilità di misurarsi con altre realtà ed altre storie. Così si cresce artisticamente, credo. Ho avuto la fortuna e l'onore di essere stato amico di Alda Merini e di suo marito Michele Pierri, durante il soggiorno a Taranto, e posso sicuramente dire che lo scambio di opinioni fra noi è stato per me di estrema importanza. Un'esperienza irripetibile!

Luca Villani: Da tempo sognavo di poter pubblicare i miei componimenti ma questo non mi era mai stato possibile in quanto l’investimento economico richiesto da gran parte delle case editrici interessate ai miei scritti, era fuori dalla mia portata. La casa editrice Rupe Mutevole mi ha proposto la raccolta a quattro autori ed io l’ho ritenuta consona alle mie possibilità. Non è stato facile scegliere quale poesia includere, sono legato un po’ a tutti i miei componimenti (attualmente sono una settantina) ma, dopo una lunga riflessione, ho stilato il fatidico elenco.

Mabadémi: Ho scelto la raccolta a 4 autori perché penso che le occasioni che ti si presentino vadano colte senza indugi, per un discorso di crederci fino in fondo. Quella è stata appunto l'opportunità che mi si è prospettata dandomi così modo di mettermi in gioco.

Tamara Pes: “L’unione fa la forza”…ed il confronto è senz’altro un’occasione di arricchimento reciproco.

A.M.: A chi dedichi “Sguardi incostanti”?

Rolando Vernaglione: A Bianca, mia madre, fondamento della mia vita. Questa silloge, che ha il suo nome, contiene poesie scritte durante la mia adolescenza in sua memoria ed è naturale, per me, dedicare a lei "Sguardi incostanti".

Luca Villani: Dedico questo libro in primis alla mia famiglia, con la quale talvolta ci sono e ci sono stati attriti ma che è insostituibile nel mio cuore. Lo dedico, naturalmente, ad i miei parenti ed amici che mi hanno visto crescere, che hanno condiviso con me momenti importanti ed hanno assistito ai miei cambiamenti, ai miei momenti di sconfitta così come ai miei momenti di trionfo. In più, lo dedico ai miei followers, persone che magari conosco solo virtualmente ma che, attraverso i social networks, mi seguono con costanza. (la mia pagina Facebook è http://www.facebook.com/pages/Luca-Villani/112018925474879)

Mabadémi: A tutte le persone che mi sono state e mi sono tutt'ora vicine, dai miei colleghi di lavoro, agli amici più fidati, familiari, alla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni per l'occasione datami, alla curatrice Alessia, che intendo ancora ringraziare per la pazienza e l'infinita disponibilità, a tutti quelli, insomma, che hanno creduto in me, e perché no, anche a quelli che invece non l'hanno fatto..

Tamara Pes: A tutti coloro che sanno vedere e non solo guardare, a chi ha il coraggio di sentirsi ogni giorno estraneo a se stesso, a chi sa perdersi e ricominciare.

A.M.: Quali sono le tematiche presenti nella tua raccolta all’interno di “Sguardi incostanti”?

Rolando Vernaglione: Il motivo dominante di questa silloge è senz'altro l'amore... L'amore è per me il vero e proprio "sale della vita", ciò che dà senso e pienezza al vivere umano che, altrimenti, sarebbe condannato ad una condizione ingrata e miserevole.

Luca Villani: In “mutO eCo” (titolo volutamente enigmatico e polisemico) ho trattato tematiche piuttosto eterogenee ma al tempo stesso legate da un sottile filo conduttore, come: fragilità, destino e cambiamento; crescita, consapevolezza e maturazione; sogni, speranze ed illusioni; amore, solitudine e dolore; pregiudizio e libertà d’espressione; nostalgia, stress e monotonia; autostima, ambizione e lungimiranza. Ciò che congiunge questi temi è il mio percorso di autoaffermazione e la presa di coscienza di ciò che sono e di ciò che mi aspetto dalla vita.

Mabadémi: L'amore, il desiderio, anzi più il bisogno di avere una donna al mio fianco, che poi è sempre la stessa donna.

Tamara Pes: L’amore in tutte le sue sfumature, il dolore ed il distacco. L’importanza del sogno e della fantasia, le parole e la natura come carica rigenerante.

A.M.: Quale dei tre autori presenti nella raccolta ti ha colpito maggiormente?

Rolando Vernaglione: Tutti e tre gli altri autori, ciascuno per la propria formazione e l'humus di provenienza, mi hanno incuriosito. Una certa vicinanza tuttavia l'ho "sentita" con la Tamara Pes.

Luca Villani: Devo dire che tutti e tre gli autori, con i quali, tra l’altro, ho preso contatto, a loro modo mi hanno colpito. Ho apprezzato in particolare “Bianca”, la silloge di Rolando Vernaglione, che raccoglie poesie che lui scrisse tanti anni fa. Mi piace il suo stile asciutto, ermetico ed essenziale, che colpisce nel segno con un linguaggio scevro da strutture e parole pesanti e ridondanti, e con la trattazione di temi molto sentiti e profondi nei quali personalmente non mi risulta affatto difficile rispecchiarmi.

Mabadémi: Ho trovato in tutti e tre gli autori spunti interessanti ed involontariamente coinvolgenti; per una questione "anagrafica", considerando i miei trent'anni, credo di sentirmi più vicino agli autori Tamara Pes e Rolando Vernaglione..

Tamara Pes: Non ho alcun dubbio:mi sono piaciute tantissimo le poesie di Rolando Vernaglione.

A.M.: Se potessi scegliere una città nella quale vivere per aver maggiore ispirazione, dove andresti?

Rolando Vernaglione: Credo che l'ispirazione sia indipendente dal luogo in cui avviene. Spesso nasce da una emozione che scaturisce da uno sguardo, da una parola detta o celata, od anche da un fatto naturale come un'alba, un tramonto ...insomma per me la poesia si cela in ogni aspetto della vita quotidiana, basta sapere cogliere l'attimo... Il luogo più bello è quello dentro l'essere umano. Ma non nego che ci siano città straordinariamente belle, come Budapest o Praga dove mi sarebbe piaciuto vivere!

Luca Villani: Bella domanda, non è facile rispondere anche perché in genere tendo a legarmi più alle persone ed alle situazioni specifiche piuttosto che ai luoghi. Con tutta probabilità, però, sceglierei una città spagnola, magari La Coruña (Galizia), dove sono stato in Erasmus l’anno scorso e di cui conservo ricordi molto intensi. Sicuramente mi ha ispirato molto. Ritengo che, per avere ispirazione, sia importante viaggiare, scoprire, cambiare, sperimentare, fuggire da tutto ciò che è routine e che, in un certo senso, “ti ingabbia”.

Mabadémi: Parigi, Vienna, Brest.

Tamara Pes: La poesia sta dentro ognuno di noi non all’esterno, perciò non è legata al posto in cui si vive. Non penso ci possa essere una città ricca di ispirazione, ma sicuramente sceglierei di vivere in una città vicina al mare.

A.M.: Hai mai pensato di scrivere in prosa oltre che in versi?

Rolando Vernaglione: Sì ci penso, ma non so se ci riuscirei. Ho un gusto prevalente per la sintesi. Mi è però capitato di scrivere delle tesi di laurea ma... mi sento più portato per la poesia.

Luca Villani: Sì, in passato ho fatto qualche esperimento. Mi cimentai con le love stories ma mi resi conto di scadere spesso e volentieri nel banale, anche perché è difficile raccontare qualcosa che non hai vissuto in prima persona e caratterizzare dei personaggi evitando che saltino fuori i tuoi punti di vista e la tua propria visione. Per anni ho scritto il mio diario segreto, che dubito pubblicherei mai. Al contrario, mi piacerebbe molto, in un futuro non immediato, scrivere e far pubblicare una mia autobiografia.

Mabadémi: Ci sto pensando. Grazie al consiglio del mio grande amico Sergio Correggia, che l'ultima volta in cui ci siamo incontrati mi ha "messo la pulce nell'orecchio".

Tamara Pes: Penso da sempre di scrivere un romanzo o dei racconti, mille inizi e mille roghi autocensuranti… a volte diventa troppo doloroso scrivere …o semplicemente non è arrivato il momento giusto per me.

A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?

Rolando Vernaglione: Ad oggi, bene. Ho trovato persone disponibili, franche e capaci. Per queste ragioni la consiglierei. Rupe Mutevole mi sembra una Casa seria ed affidabile.

Luca Villani: Devo dire che mi trovo bene. Credo che un esordiente debba prenderla seriamente in considerazione. Il contratto di edizione è formulato in maniera molto chiara ed esplicita. Non viene promessa la luna ma ciò che la casa editrice si impegna a fare, lo fa. La consiglierei senza problemi.

Mabadémi: Ottimamente! Son stati i primi e gli unici a credere in me, in ciò che posso dare, quindi, detto questo, la consiglierei, la consiglierò!!!

Tamara Pes: Per il momento molto bene, la consiglierei senza alcun dubbio.

A.M.: Hai novità per il 2012? Puoi anticiparci qualcosa?

Rolando Vernaglione: Una novità? Sì, prossimamente uscirà, sempre per Rupe Mutevole, una mia nuova raccolta di poesie che spero sia accolta favorevolmente dalla critica e dal pubblico. Ci sono altri progetti, ma al momento niente di concreto per cui preferisco non parlarne per scaramanzia. In febbraio è uscita una antologia poetica di altro editore in cui c'è una mia poesia vincitrice ( terzo posto) di un concorso poetico nazionale.

Luca Villani: Prevedo di organizzare delle presentazioni del mio libro, magari nel corso dell’estate. Attualmente è un po’ tutto da stabilire, la vita universitaria mi assorbe totalmente ed ho ben poco tempo per dedicarmi ai miei hobbies. Per quest’anno non prevedo di pubblicare altro anche se sicuramente scriverò nuove poesie che i miei fans potranno leggere e commentare sulla mia pagina Facebook. Alcune le sto riadattando in lingua inglese e spagnola, in modo da renderle fruibili anche ad un pubblico che non parla l’italiano. Una mia poesia, “Meriti di più”, contenuta nel libro, aspira a diventare canzone… e forse in futuro anche questo mini-progetto andrà in porto.

Mabadémi: Ho diversi progetti, legati sempre inevitabilmente alla scrittura, ma che coinvolgono anche la musica. Però per il momento sono solo idee. Mi auguro di poterli realizzare al più presto.

Tamara Pes: Continuerò a scrivere poesie e poi si vedrà. Non ho in programma delle presentazioni, almeno non per il momento: implicano una cospicua dose di ansia per me che ho un carattere schivo e riservato, ma sicuramente, prima o poi, troverò il coraggio.

A.M.: Salutaci con una citazione…

Rolando Vernaglione: “L'uomo deve determinarsi a fare, per essere.” (F.Nietzsche)

Luca Villani: “Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere così come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un'opera di teatro, ma non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l'opera finisca priva di applausi.” (Charlie Chaplin)

Mabadémi: Me ne verrebbero molte in mente. Ciò che mi caratterizza, può essere: "Io che davo del tu al sole, ora non oso più guardarlo in faccia” J.Prévert. Poi mi viene in mente una frase che mi disse un amico, Dino Annese, che recita così..: "I sogni non celi leva nessuno”; molto banale, se si vuole, ma estremamente vero!!!

Tamara Pes: “Cercate di raggiungere l’irraggiungibile, resistete molto, obbedite meno” (Lawrence Ferlinghetti)

Notizie su Rupe Mutevole:

http://oubliettemagazine.com/2011/05/04/presentazione-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/

Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.
http://www.rupemutevoleedizioni.com/
http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni
http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

Alessia Mocci
Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni
(alessia.mocci@hotmail.it)

Fonte:
http://oubliettemagazine.com/2012/05/05/intervista-di-alessia-mocci-ai-quattro-autori-di-sguardi-
incostanti-rupe-mutevole/

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18/05/2012 @ 12.09.49
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