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L’Associazione culturale “Il nome della Rosa”, organizza per il mese di luglio C.A., all’interno della V^ edizione di “Versi verso il mare”, che si terrà a Giulianova Paese, Venerdì 20 luglio dalle ore 21,30 un Poetry Slam. Il poetry slam riporta la poesia per le strade. Riporta il poeta in mezzo alla folla e la folla in mezzo alla poesia. Trasforma il pubblico di lettori in ascoltatori attivi, e porta gli scrittori fuori dalle loro stanze, a gridare e condividere i loro versi nelle piazze. La partecipazione al poetry slam è gratuita: tutti i poeti-performers che vorranno iscriversi si esibiranno leggendo propri testi originali di fronte al pubblico e ad una giuria popolare che potrà votare l’esibizione migliore. Il poetry slam arriva e fiorisce in Italia grazie all’attività di Lello Voce. Questo regolamento e l’iniziativa “Versus” si ispirano al suo lavoro. Potete scaricare il regolamento in formato Pdf accedendo alla home page del sito www.ilnomedellarosa.com ed inviando adesione entro e non oltre il 10/06/2012 Associazione Culturale “Il nome della Rosa" “Come se non fosse mai stato ieri/ quell’amore sopito,/ quello di un tempo./ Che sia uguale/ o diverso che importa./ Quell’amore, quello di un tempo./ Che sia come sia,/ come il tempo,/ quello di adesso, quello di ieri, uguale,/ di oggi, come sempre./ Come se non fosse mai stato ieri./ Chi conosce questi amanti?/ […]” – “Quando non passa il tempo” Una lirica che mantiene uno stretto rapporto con le figure della ripetizione, quali l’anafora e l’allitterazione. L’incipit con la comparazione solidifica il rapporto di passato e malinconia presente nel resto della lirica omonima del titolo della raccolta. L’amore passato, l’amore trascorso che ancora invade il presente e celebra con esso una mesta continuità. “Quando non passa il tempo”, edito nel 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine”, è una raccolta poetica di Francesca Santangelo. La prefazione è a cura del Professore Filippo Brancato, è presente una dedica iniziale ad Elsa, al figlia dell’autrice. Una silloge pregna di liriche che hanno come tematiche principali l’ansia, il tormento, la bramosia d’amore, il mettere a nudo l’animo. Una sorta di spiegazione di chi si è nei confronti della realtà, dei propri sogni ed aspirazioni nella vita, sogni che talvolta non mi materializzano come dovrebbero. Ma in “Quando non passa il tempo” le liriche diventano anche interpretazione di una società alienata e superficiale che non riesce a riflettere con la propria testa e che, come un gregge, si muove tra le strade, virtuali e non. Una società che non trova più il suo equilibrio nella giornata, impaurita dall’esser simile alla massa ed al contempo impaurita di staccarsene troppo. “Il tempo infrange la nostra assenza,/ sta vicino e ti tormenta,/ come un bussare continuo al tuo cuore,/ quasi a volerti ricordare/ che non è passato silenzioso/ ma è rimasto lì accanto sopito/ e noi ignari della sua presenza/ abbiamo scritto parole di lui e di noi,/ ed immaginato come se vissuto/ un racconto di vita e di brevi ricordi./ […]” – “Nemico il tempo” Ed ancora è il tempo trascorso che nasconde e riproduce gli antichi ricordi di una relazione ormai terminata. Uno sguardo dietro le spalle ed è come se gli anni non fossero mai trascorsi, tutto è rimasto immutato agli occhi della mente. Una ricerca di autenticità dal presente che si ripercuote sull’Io Poetico come un martello pneumatico che ricongiunge l’immaginazione agli eventi realmente vissuti. “Sorrisi spenti e celati dolori/ abitano le orme dei passanti./ Volti inesistenti senza dolore/ ne gioia, senza colore./ Li osservo./ Tutti uguali./ Si nascondono tra la folla./ La folla non li nasconde./ Sostano./ Mangiano, parlano, bevono e ridono./ Ridono delle loro bugie a consolar/ solo apparenza./ Dentro./ […]” – “Risvolte” Rupe Mutevole Edizioni sarà presente ad ottobre alla Fiera Internazionale del Libro di Milano: Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro. Alessia Mocci Fonte: Carlo Troilo “Liberi di morire – Una fine dignitosa nel paese dei diritti negati”. Prefazione di Emma Bonino La prima parte del libro riguarda il testamento biologico e l’eutanasia, che ne è il tema centrale. Nel 2004 il fratello dell’autore, Michele, malato terminale di leucemia, si suicidò. Carlo Troilo iniziò allora a collaborare con l’Associazione Luca Coscioni, dove si occupa di scelte di fine vita, di trasparenza nella sanità e di disabilità. Troilo - dopo aver narrato in un capitolo molto intenso la vicenda del fratello Michele - traccia un quadro molto esuriente dei dibattiti provocati nei maggiori paesi europei da vicende simili a quelle di Welby ed Englaro e delle soluzioni legislative adottate o all’esame delle forze politiche. L’autore illustra poi una serie di ragioni (tra cui la diffusione della eutanasia clandestina, i mille suicidi l’anno di malati terminali, la carenza di cure palliative e la secolarizzazione della società) che a suo avviso renderebbero possibile legalizzare anche in Italia l’eutanasia o il suicidio assistito (Troilo suggerisce di non parlare di eutanasia ma di “morte dignitosa” o di “lasciar morire”, le formule adottate rispettivamente dalla Andalusia e dalla Francia). Questo libro traccia un quadro molto ampio di quanto avviene nel mondo sul tema del testamento biologico e dell’eutanasia, dei dibattiti provocati nei maggiori Paesi europei da vicende simili a quelle di Pieriorgio Welby e di Eluana Englaro. La diffusione dell’eutanasia clandestina e i numerosi suicidi dei malati terminali renderebbero auspicabile anche in Italia l’attuazione di una legislazione seria. La nostra arretratezza nel campo dei diritti civili rispetto ai Paesi europei comparabili, potrebbe essere data dal rapporto anomalo che esiste tra Chiesa e Stato. Questo pamphlet vuole essere una sorta di agenda laica sui diritti negati. INFO: www.itinerarilaici.it/incontri/2012_05_26_incontri.htm Sito delle edizioni Rubettino http://www.rubbettinoeditore.it/index.php Associazione Itinerari Laici Catalogo Grafis, Bologna. Dennis Oppenheim (Electric City, Washington, 1938 - New York, 2011), è stato l'iniziatore della corrente americana della Land e Body art e dell'installazione. Ha studiato al California College of Arts and Crafts (CCAC) di Oakland. Tra il 1958 e il 1962 ha vissuto ad Honolulu, Hawai, dove accanto alla carriera di artista ha svolto anche lavori come costruttore e public relator. Nel 1965 ha concluso i suoi studi alla Stanford University. Nel 1966 si trasferisce a New York dove inizia ad insegnare arte in diverse scuole. È del 1968 la sua prima mostra personale alla John Gibson Gallery di New York. Il suo primo Earth Work-Project è stato realizzato nel 1967 insieme agli amici e artisti Robert Smithson e Michael Heizer. Nelle sue performance, intitolate Aspen Projects, ha analizzato il rapporto tra il corpo e gli oggetti. All'inizio degli anni Settanta, Oppenheim inizia a combinare materiali edili come pietra, legno e metallo, realizzando sculture e istallazioni di grandi dimensioni. Ha vissuto e lavorato a New York fino alla morte nel 2011. Titolo mostra: Dennis Oppenheim. Electric City Inaugurazione: 18 maggio 2012, ore 18:30 Curatore: Valerio Dehò Catalogo: Grafis, Bologna Informazioni Merano Arte Ufficio Stampa Merano Arte: CLP Milano La casa editrice Rupe Mutevole Edizioni è fiera di comunicare la sua partecipazione alla Fiera del Libro di Milano che si terrà a Milano dal 26 al 29 ottobre 2012. Fondata nel 2004, la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni ha avuto modo di espandersi nel settore tematico e geografico. Son ben diciannove le collane editoriali della casa editrice, diciannove sono dunque le braccia che accolgono la diversità per condurre oltre i confini territoriali e mentali. La denominazione delle collane è in linea con la politica della casa editrice, troviamo infatti: “Letteratura di Confine”, “Trasfigurazioni”, “Mappe di una nuova èra”, “Saggi”, “Rivelazioni”, “Poesia”, “Fairie”, “Atlantide”, “La quiete e l’inquietudine”, “Oltre il confine”, “Scritti in scena”, “Sopralerighe”, “Heroides”, “Poesia e vita”, “Echi dalla storia”, “Visioni”, “Margini liberi”, “Echi da internet”, "Radici". La Fiera Internazionale del Libro Milano Linate presso il Parco Esposizioni Novegro, organizzata da MJM-Sil srl, vuole essere un punto di riferimento per tutta l’iniziativa editoriale italiana e straniera. Ricordiamo che la capitale del commercio che è Milano offre una vasta gamma di servizi e soprattutto un’eccellente piattaforma lavorativa. Milano offre le sue numerose linee metropolitane, servizi autobus e tram, ferrovie dello stato da e per tutte le città italiane e una vasta rete comunicativa che interagisce perfettamente con il cittadino. Pertanto non poteva mancare a Milano la Fiera Internazionale del Libro che si offre come una porta sull’universo della letteratura contemporanea. La cultura meneghina aspettava da tempo questo evento. L’ingresso gratuito, voluto dall’organizzatore, non è che una delle idee vincenti, di questa Fiera Internazionale del Libro ed atta a portare uno sorprendente afflusso di visitatori da tutta Italia, studenti di ogni ordine e grado, nonché turisti. La gratuità dell’ingresso favorisce molto il mercato editoriale moderno che consentirà alle famiglie visite libere e ripetitive, durante i giorni espositivi, e un innumerevole acquisto di opere. Potrete trovare tutti i libri e gli autori della casa editrice Rupe Mutevole nello stand 60, accanto alla biglietteria ed al bar, dunque prendetevi un caffè con noi! Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro. Alessia Mocci Fonte: L’esposizione, che si tiene in occasione del VII Incontro Mondiale delle Famiglie, presenta 60 opere di artisti quali Pietro Lorenzetti, Moretto, Guido Reni, Sironi, Rouault, Picasso, Pirandello, Morbelli, Pistoletto e altri, provenienti da musei e collezioni italiane. Dal 16 maggio al 1° luglio 2012, la Galleria Gruppo Credito Valtellinese - Refettorio delle Stelline di Milano - ospita la mostra LA VITA CONDIVISA. I gesti della famiglia nelle immagini dell'arte, che è frutto originale del lavoro del CREA (Centro di ricerca per l’educazione attraverso l’arte e la mediazione del patrimonio culturale sul territorio e nei musei) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. L’esposizione, curata da Cecilia De Carli, Laura Polo D’Ambrosio e Grazia Massone, ha ricevuto l’adesione del Presidente della Repubblica, è sostenuta e promossa dalla Regione Lombardia e organizzata dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, in collaborazione con il Gruppo bancario Credito Valtellinese, col patrocinio del MiBAC - Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Provincia di Milano e si svolge in occasione e in preparazione del VII Incontro Mondiale delle Famiglie, in programma a Milano dal 30 maggio al 3 giugno. L’itinerario artistico lungo oltre otto secoli focalizza la sua attenzione sulla famiglia come primo ambito essenziale di accoglienza e di relazione, recuperando i gesti messi in evidenza dalle opere della tradizione artistica occidentale. Il tema è affrontato con un taglio iconografico trasversale. L’obiettivo non è quello di creare una documentazione antologica e monografica relativa alla famiglia, quanto guidare il visitatore alla comprensione che la famiglia non è solo un’istituzione condizionata e soggetta al contesto storico sociale, quanto una risposta all’esigenza profonda dell’uomo di condivisione quotidiana della vita. Nel corso dei secoli l’arte figurativa occidentale ha presentato la famiglia evidenziando modelli differenti, ma sottolineando, quali elementi ad essa connaturati, l’accoglienza e la relazione con l’altro; questi momenti sono concretamente vissuti nella quotidianità e nella gratuità. Ecco perché le attività del prendersi cura, dello stare vicino, dell’essere famiglia che hanno caratterizzato l’azione sociale delle realtà assistenziali, discendono e derivano proprio dalle azioni di accoglienza e di presenza. Il percorso espositivo, diviso in quattro sezioni - La Famiglia, L’Accoglienza, La Relazione, Nel Quotidiano - segue due binari con le opere provenienti dai luoghi di assistenza che s’intrecciano con quelle direttamente espressive del tema della famiglia. L’apertura è riservata a due tele monumentali: Il cortile dell’Ospedale maggiore di scuola lombarda (1670-1690) e San Carlo presenta le Stelline alla Sacra Famiglia di Luigi Scaramuccia (1680) che pongono a confronto i due ambiti toccati dall’esposizione e che rispondono alla stessa necessità dell’uomo di crescere grazie all’incontro e al rapporto con gli altri. La prima sezione documenterà la relazione che il modello del vivere familiare ha con tutte le dimensioni della vita, specialmente gli aspetti che riguardano la coscienza di sé e gli affetti a noi più prossimi. La seconda sezione, L’Accoglienza, viene introdotta dallo stemma in marmo della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano (post 1450-ante 1500) che presenta l’iconografia della Madonna della Misericordia nell’atto di stendere il proprio manto, quale simbolo dell’accoglienza. La terza sezione è dedicata al tema della relazione, che della famiglia è certamente il cuore. L’argomento risulta difficile da affrontare in quanto nella rappresentazione degli artisti più che i gesti sono i rapporti a venire alla luce, spesso insieme alla sofferenza che li accompagna. Il continuo e incessante contrasto determinato dai toni scuri e dalle tinte calde che si trova in Automne ou Nazareth di Rouault sottolinea come la speranza di pace propria del cuore dell’uomo passi attraverso il conflitto. Nel Quotidiano, si apre con La lavandaia (1730 ca.) di Giacomo Ceruti, definito da Giovanni Testori, “un maestro dell’umano”. Proprio il Ceruti traccia le linee di questa ultima sezione, suggerendo come la verità del nostro esser uomini debba essere ricercata tra le cose di tutti i giorni. L'interpretazione artistica consente di concentrare l'attenzione su modi di essere e di fare troppo spesso offuscati dall'abitudine, restituendo loro una dimensione straordinaria, preziosa e rituale. Il significato delle opere esposte - tra cui Scena di famiglia o La nonna (1853) di Girolamo Induno, Il bottone di Angelo Morbelli (1907), Chiusi fuori scuola di Emilio Longoni (1887-1888), in cui l’immediatezza fotografica dona l’aspetto di immagini rubate all’insaputa dei soggetti ritratti -, risiede nella loro forza comunicativa a suscitare nello spettatore una reazione affettiva ed emotiva assimilabile a quella che la stessa realtà produrrebbe. Accompagna la mostra un catalogo bilingue (italiano-inglese) Silvana Editoriale. Milano, maggio 2012 Uffici stampa CLP Relazioni Pubbliche tel. 02 36 755 700 Lombardia Notizie Simone Carriero Tel. 0267654487 - simone_carriero@regione.lombardia.it “Sogni d’armonia”, edito nel 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni per la collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine”, è una raccolta poetica di Diego Civita. Una raccolta che intrattiene al suo interno temi quali: l'uomo, la vita, l'amore, la natura, la religione, la filosofia in genere, la storia, la bellezza dell'arte, i figli, l'armonia, il contrasto. Dalla prefazione: “[…]Un uomo attivo, eclettico, questo autore, il quale non smette di stupire se stesso e chi gli sta attorno. Non si lascia sopraffare mai dalla malinconia distruttiva, al contrario egli cerca di renderla evocativa, capace di far indugiare il pensiero e portare alla luce il lato positivo, quello che poi va a costruire, a formare nuove idee, nuove cose. Come una vacanza dalla quale è difficile staccarsi perché piena di peripezie, di rivelazioni, di scoperte. Magari c’è intrigo, rischio, pericolo, però ci si affeziona lo stesso, anzi, la si ama di più questa vacanza, proprio per le caratteristiche sanguigne, mai banali, stimolanti, ricche.[…]”. Diego Civita è stato molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua poetica e sulla sua pubblicazione. Buona lettura! A.M.: Che cosa significa per te “scrivere”? Diego Civita: Scrivere è un tuffo nell'inconscio col fiato sospeso e proteso ad un mondo reale od immaginario ma pur sempre fratello perché vero amico delle più profonde emozioni che cerco di trasmettere nella loro bizzarra e molteplice varietà che è la cosa più bella che ci rimane di un uomo a maggior ragione di chi vuole esprimersi con l'arte, non ci vuole solo tecnica o retorica o studi eccelsi, che pur servono e completano colui che scrive o s'esprime in arte nella crescita e ricerca continua, ma credo, non vuole essere presunzione che la genuinità dell'atto creativo per un minimo di talento è come saper amare richiede libera ricerca ed espressione che pesca al mondo visionario e profondamente vero o vero simile d'un inconscio creativo, un vulcano da cui creare rocce multiformi e di vario colore e terre nuove e piene di vita. Questo vuol'essere il mio messaggio, il mio cercare e ricercare una chiave per vedere il mondo e per vedermi attraverso di lui rispecchiato nel volto spero di molti miei simili, e riuscirci sarebbe davvero un successo oltre il plauso d'una recensione; libertà d'esprimere valori e metterli in arte, il bello, il vero a volte, il saggio, l'estremo,l 'orribile, etc, lo sforzo più grande di conservare se stessi anche nel tentare a volte l'oggettività. A.M.: Che cosa hai provato quando hai preso in mano per la prima volta “Sogni d’armonia”? Diego Civita: Sogni d'armonia è un nome che tra gli inquieti di questa epoca in cui mi ci rivedo, cerco un’armonia che spesso non trovo esternamente in un mondo che sta andando a rotoli per vari motivi, un’armonia interiore sudata in piccola parte trovata ed ancora anelata dentro di me, una collocazione spazio-temporale fuori dal solito, una cosa che riguarda me e potrebbe in questo momento storico riguardare molti se non quasi tutti. A.M.: Quali sono le tematiche presenti ne “Sogni d’armonia”? Diego Civita: “Sogni d'armonia” è una raccolta di vecchio e molto nuovo mio lavoro, è una grande emozione vedere concretizzare una raccolta così intensamente formulata e miscelata di tanti anni messi insieme e di nuovissimi diversi componimenti ,anche tra di loro, non solo come tematiche. Sicuramente una grande soddisfazione e spero un bel lavoro. Le tematiche sono l'uomo, la vita, l'amore, la natura, la religione, la filosofia in genere, la storia, la bellezza dell'arte, i figli, l'armonia, il contrasto. A.M.: A chi dedichi questa vittoria letteraria? Diego Civita: Dedico Sogni d'armonia alla mia cara amica quasi compagna attuale, a mia madre e a tutti quelli, (pochi) che mi hanno spinto a non demordere ed a crederci sempre anche nei momenti più difficili ed in cui non credevo più nel lavoro artistico in genere ,a mia nonna ed a mio fratello disabile. Non è stato facile raccogliere le forze e la voglia di rivedere e mettere insieme i vari componimenti negli anni, in alcuni periodi, la poesia è stata la mia salvezza, il mio rifugio segreto, ringrazio e capisco tutti quelli che han bisogno dell'arte in genere come hanno bisogno quotidiano ed indispensabile del cibo, dell'aria, dell'acqua. A.M.: Qual è il tuo pensiero sul social network? Diego Civita: Il social network non è il mio forte, ma lo trovo ben organizzato e pubblicizzato. A.M.: Qual è l’ultimo libro che hai letto? E l’ultimo film visto? Diego Civita: "La scienza naturale dell'uomo" sull'etologia, la ricerca comparata sul comportamento umano di Konrad Lorenz, questo è l'ultimo mio amatissimo libro letto. A.M.: Se potessi scegliere in quale città vivere, qual è il luogo nel quale troveresti maggiore ispirazione? Diego Civita: A me piace tantissimo il Giappone, l'ispirazione potrebbe venire in diversi luoghi o circostanze o prima o dopo taluni avvenimenti od accompagnati da musiche o persone, comunque credo che nella natura selvaggia piena di wilderness avrei la maggiore ispirazione perché sono anch'io un naturalista istintivo e mi definisco selvaggio come i nativi d'America, anche ai poli, nelle sterminate distese della taiga, sui fiumi, in riva a spiagge mozzafiato, in cima al tetto del mondo dove cercare se stessi visto che sono un piccolo alpinista nonché grande esploratore. La mia città preferita potrebbe essere Parigi o Buenos Aires. A.M.:Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti? Diego Civita: Con Rupe Mutevole mi trovo davvero bene e per la filosofia di vita e per il modo di relazionarsi sia con gli scrittori che con il mondo della distribuzione, molto disponibili tra l'altro, mentalità più meritocratica e di premiare i giovani talenti senza agganci politici o cose simili. A.M.: Hai delle novità per il 2012? Puoi anticiparci qualcosa? Diego Civita: Per il 2012 ho partecipato ad alcuni importanti concorsi letterari, terrò una presentazione al locale: Ueffilo di Gioa Del Colle, rinomato locale Jazz del sud Italia il 20 maggio prossimo in una cornice di suoni e alchimie a tema, un’altra dopo l'estate forse ad Andria. A.M.: Salutaci con una citazione… Diego Civita: “La vita è come un grande circo...tutti possono stupire e far divertire, nessuno è inutile, ne indispensabile, ma ognuno può dare il suo importante contributo che se non ci sarà mancherà comunque tantissimo” Diego Civita. Notizie su Rupe Mutevole: http://oubliettemagazine.com/2011/05/04/presentazione-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/ Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro. Alessia Mocci Fonte: Coordinata dal giornalista Angelo Di Nicola, la tavola rotonda potrà contare sui contributi di Nicoletta Di Gregorio dell'associazione editori abruzzesi, di Antonio Di Fonzo, di Abruzzoèappennino, iniziativa editoriale che guarda con attenzione all'Abruzzo della montagna. Durante la tavola rotonda verranno presentati due progetti: "Mirabilia d'Abruzzo" portale e applicazione dedicati all'arte, alla cultura, alla natura e alle eccellenzi abruzzesi; e "Abruzzoèappennino" magazine di informazione sito web di approfondimenti e percorsi tematici su storia, cultura, tradizioni e sport invernali. Alle 13 sarà la gastronomia abruzzese la protagonista di Casa Abruzzo. In occasione della presentazione del libro "La cucina dei luoghi di San Francesco Caracciolo patrono dei cuochi d'Italia", di Antonio Di Lello e Antonio Stanziani (Tabula edizioni), i cuochi di Villa Santa Maria prepareranno una degustazione con un piatto delle nobili cucine caraccioline accompagnato dai vini della tenuta Ulisse. Alle 14:30 la casa editrice One Group edizioni presenterà il lavoro di Errico Centofanti "Quel ramo di mandorlo", rievocazione dello storico ristorante aquilano "Le tre Marie", tempio della buona tavola e della cultura insieme. Alle 17, poi, sarà ancora L'Aquila protagonista con la presentazione evento "L'Aquila prima e dopo" di Gianni Barengo Gardin (One Group edizioni). Il grande maestro della fotografia incontra il pubblico per testimoniare con il proprio sguardo lo stato di una città bloccata e ferita. (REGFLASH) IAV 120511 cs Regione Abruzzo «Perché avete paura?» (Mc 4,40) La speranza dalle Scritture 200 istituzioni, 140 appuntamenti, 120 protagonisti, 14 mostre in altrettante città. Incontri, riflessioni, confronti, lectio magistrali si accompagnano a momenti assolutamente leggeri: mostre e laboratori per bambini, iniziative per le famiglie, degustazioni, spettacoli, tanta musica, in un Festival che sa offrire qualche cosa di interessante a chiunque, credente o non credente. Sia a chi, munito di una forte preparazione, vuole approfondire temi religiosi, culturali, sociologici, sia a chi sceglie questa manifestazione per confrontarsi, in libertà, con gli altri sul come interpretare meglio l'oggi e il senso dell'esistere, sia a chi si avvicina alla conoscenza della Bibbia con l'anima di un fanciullo. Un Festival fatto tanto per chi ama discettare dottamente, quanto per chi cerca innanzitutto il piacere di uno stare lievemente insieme; tutto intorno a quel possente fulcro che è la Bibbia. Quest'anno il carattere internazionale del Festival viene sottolineato da presenze straniere ancora più numerose e autorevoli: tra i molti, il sociologo inglese Zygmunt Bauman, teorico della «società liquida»; il poeta bosniaco Abdulah Sidran, più volte candidato al Premio Nobel per la letteratura; il cardinale Joseph Zen, vescovo emerito di Hong Kong; Mordechay Lewy, ambasciatore dello Stato di Israele presso la Santa Sede; Dan Bahat, archeologo israeliano di fama mondiale; suor Helen Prejean, suora americana, impegnata contro la pena di morte (ispirò il film Dead Man Walking, vincitore di 4 premi Oscar); il biblista belga Frédéric Manns e altri docenti dello Studium Biblicum Franciscanum e rappresentanti dell'Ecole biblique di Gerusalemme. Non mancheranno le occasioni di confronto, sereno e stimolante, tra religiosi cristiani e "laici" e tra credenti in credi diversi e chi "crede di non credere". Naturalmente è molto qualificato il gruppo degli studiosi di Sacra Scrittura, ai quali spetterà il compito di indagare la Bibbia alla ricerca delle speranze capaci di superare le paure umane: Ugo Vanni, Bruna Costacurta, Ermes Ronchi, Luca Mazzinghi, MichaelDavid Semeraro, William Jourdan, Ugo Vanni, Lidia Maggi, Antonella Anghinoni, Rosanna Virgili e altri. Folto pure l'apporto di testimoni, giornalisti e osservatori, incaricati di scorgere nei meandri del nostro tempo indicatori di una speranza più forte: si alterneranno, fra gli altri, Ernesto Olivero, fondatore del Sermig di Torino, monsignor Giancarlo Maria Bregantini, arcivescovo di Campobasso-Bojano, Ilvo Diamanti, sociologo dell'università «Carlo Bo» di Urbino, Bartolomeo Sorge, direttore di Aggiornamenti sociali, Alessandro Zaccuri, scrittore e giornalista di Avvenire, Aldo Maria Valli, vaticanista del Tg1, Vittorio Filippi, sociologo dell'università di Venezia, Luigi Verdi, fondatore della Fraternità di Romena, Gerolamo Fazzini, direttore di Mondo e Missione, Bernardo Cervellera, direttore di AsiaNews, Eugenia Bonetti, religiosa impegnata contro la tratta delle donne. Sarà quest'ultima, divenuta celebre anche per aver partecipato all'incontro Se non ora, quando? delle donne italiane, ad animare - insieme al teologo Armando Matteo e alla giornalista Marina Corradi - il dibattito Donne e fede, fra paura e speranza promosso dal quotidiano Avvenire venerdì 25 maggio. Novità assoluta del Festival 2012 sarà il focus sulle terre bibliche Linfa dell'ulivo (www.linfadellulivo.it), organizzato dall'Ufficio pellegrinaggi della diocesi di Vicenza, che (dal 24 al 26 maggio) riunirà - sempre nel capoluogo vicentino - esperti, studiosi, storici, archeologi dei territori interessati dalla Bibbia (dalla Turchia fino all'Iraq) per analizzare le scoperte più significative, i ritrovamenti, le indagini storiche e storiografiche riguardanti la Scrittura, le sue terre e la sua storia. Occasione per annunciare le novità emerse dalle più recenti campagne di scavo nell'area medio orientale. Tra i vari nomi: Massimo Pazzini, Stefano De Luca, Riccardo Lufrani, Giuseppe Bellia, Mario Frederick Fales, Silvio Barbaglia. Fedele alla sua vocazione di presentare la Bibbia secondo una pluralità di linguaggi, il Festival offrirà una serie di eventi musicali e artistici (tutti gratuiti), fra i quali il concerto di Roberto Vecchioni, che sabato 26 maggio porterà in piazza dei Signori il suo tour I colori del buio; Luca Bassanese, già protagonista lo scorso anno di un appassionante duetto con Eugenio Finardi; i vicentini The Sun, che il 19 maggio ad Arzignano presenteranno in anteprima assoluta alcuni brani del loro nuovo album; Ars Cantus, ensemble vocale e strumentale con sede a Varese, formata da oltre 200 elementi, in gran parte giovani. Infine, sono diverse le esposizioni previste al Festival, ben 14. Sono già aperte la mostra per l'infanzia «La paura e la speranza. I colori delle emozioni», in collaborazione con la Fondazione Stepan Zavrel di Sàrmede, con 95 opere originali di illustratori da diverse parti del mondo (fino al 10 giugno); inoltre «La via Crucis» di Paolino Rangoni (Museo diocesano, fino al 14 giugno). Le altre saranno concomitanti con il Festival. Ancora una volta, quindi, intorno alla Bibbia, una grande festa di popolo, una occasione per guardarsi negli occhi e intravvedere, oltre le paure di una contingenza difficile, la Grande Speranza. Il Programma aggiornato del Festival Biblico 2012 è su: www.festivalbiblico.it. La partecipazione a tutti gli incontri, concerti e mostre è gratuita. In occasione dello switch-off abruzzese al digitale terrestre da lunedì 14 e fino a martedì 22 maggio, il canale Rai Storia manderà in onda una serie di puntate sull’Abruzzo alla cui realizzazione ha partecipato la Facoltà di Scienze della comunicazione dell’Università di Teramo. Domenica 27 maggio 2012 alle ore 18.30 presso Artea Libreria Caffè a San Donato Milanese in provincia di Milano ci sarà la presentazione dell’ultimo libro di Mariateresa Cupane “Riflessi condizionati (dall’Amore)”. “Riflessi condizionati (dall’Amore), edito nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni, formato da 24 poesie e da 34 racconti. Ricordo che uno dei racconti presenti nella raccolta “L’amore immaginato” ha vinto il Primo Premio nella Seconda Edizione del Concorso Letterario “Lembi di Carta” organizzato da Hermes Academy di Taranto. La presentazione di domenica vedrà la presenza dell’autrice e le letture interpretate dall’attore Lino Fontana con musiche d’atmosfera per garantire a tutti una splendida serata insieme. Ed eccovi due estratti dal libro “Riflessi condizionati (dall’Amore): “Bastavano le briciole, quindi. E a volte nemmeno quelle. Perché quando si ama ci si accontenta, “Cinque passi per raggiungere il mare. Quattro passi per accarezzare una bambina. Tre passi per raccogliere un fiore. Notizie su Rupe Mutevole: http://oubliettemagazine.com/2011/05/04/presentazione-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/ Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro. Alessia Mocci Fonte: “Sguardi incostanti”, edito nel marzo del 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “Trasfigurazioni”, è una raccolta a quattro autori che vede come protagonisti Rolando Vernaglione con la sua silloge “Bianca”, Mabadémi con la sua “Ripide ombre”, Tamara Pes con la sua “Steli imperfetti” e Luca Villani con “mutO eCo”. Un verso è uno sguardo verso due angolazioni: l’interno del pensiero ed il suo esterno, dunque l’oggetto che ha dato vita al pensiero. Troviamo in “Sguardi incostanti” una padronanza di riconoscimento che avviene in quell’attimo di creazione assoluta, una padronanza di visione del particolare seguita dall’obiettivo prettamente umano di universalizzare la propria concezione. I quattro autori si sono dimostrati disponibili nel rispondere a qualche domanda sulla loro poetica. A.M.: Che cosa significa oggi “scrivere poesia”? Rolando Vernaglione: Scrivere poesia è per me il tentativo di risolvere la contraddizione apparente della storia con l'arte. Quando il lavoro dell'artista, come quello dell'operaio, saprà essere fecondo veramente, solo allora il nichilismo sarà morto, e la rinascita significherà qualcosa. Voglio dire che scrivere poesia, per me fa tutt'uno con la volontà di riscoprire funzioni e responsabilità di fare arte. Luca Villani: Al giorno d’oggi “scrivere poesia” significa dar forma alle proprie sensazioni e percezioni, ai propri stati d’animo, immortalando ciò che suscita un determinato momento attraverso parole cariche di significato. Ritengo che la poesia possa costituire un metodo efficace per esternare ciò che in un qualche modo inquieta ed, in un certo senso, prenderne le distanze in quanto quest’ultima, per quanto soggettiva, sempre tende alla universalità. Non si vive di poesia, questo è certo. Si tratta di un genere letterario troppo spesso bistrattato. Mabadémi: Scrivere è sicuramente espressione di se stessi e del mondo, della natura a noi circostante. A livello personale posso dirvi che è intimità, necessità di benessere e voglia di trasmetterlo. Come nota a margine, personalmente, premettendo il fatto che mi ha aiutato moltissimo, aprendomi nuove strade, dico che ogni volta che "m'immergo" nelle mie scritture, mi vengono alla mente immagini di un'altra epoca, in cui non vi era tutta questa tecnologia; immagini di carrozze, uomini con mantella e cilindro, abbigliamento d'altri tempi. Tamara Pes: Salire su un grattacielo senza usare l’ascensore, ritrovarsi all’ultimo piano di fronte all’inconoscibile, l’irraggiungibile; capire che l’essenza di tutto è inesprimibile e , in questa continua ricerca, saper cogliere tutta la bellezza della vita. A.M.: Come mai deciso di pubblicare in una raccolta a 4 autori? Rolando Vernaglione: Credo che il confronto con altre voci poetiche sia salutare perché offre la possibilità di misurarsi con altre realtà ed altre storie. Così si cresce artisticamente, credo. Ho avuto la fortuna e l'onore di essere stato amico di Alda Merini e di suo marito Michele Pierri, durante il soggiorno a Taranto, e posso sicuramente dire che lo scambio di opinioni fra noi è stato per me di estrema importanza. Un'esperienza irripetibile! Luca Villani: Da tempo sognavo di poter pubblicare i miei componimenti ma questo non mi era mai stato possibile in quanto l’investimento economico richiesto da gran parte delle case editrici interessate ai miei scritti, era fuori dalla mia portata. La casa editrice Rupe Mutevole mi ha proposto la raccolta a quattro autori ed io l’ho ritenuta consona alle mie possibilità. Non è stato facile scegliere quale poesia includere, sono legato un po’ a tutti i miei componimenti (attualmente sono una settantina) ma, dopo una lunga riflessione, ho stilato il fatidico elenco. Mabadémi: Ho scelto la raccolta a 4 autori perché penso che le occasioni che ti si presentino vadano colte senza indugi, per un discorso di crederci fino in fondo. Quella è stata appunto l'opportunità che mi si è prospettata dandomi così modo di mettermi in gioco. Tamara Pes: “L’unione fa la forza”…ed il confronto è senz’altro un’occasione di arricchimento reciproco. A.M.: A chi dedichi “Sguardi incostanti”? Rolando Vernaglione: A Bianca, mia madre, fondamento della mia vita. Questa silloge, che ha il suo nome, contiene poesie scritte durante la mia adolescenza in sua memoria ed è naturale, per me, dedicare a lei "Sguardi incostanti". Luca Villani: Dedico questo libro in primis alla mia famiglia, con la quale talvolta ci sono e ci sono stati attriti ma che è insostituibile nel mio cuore. Lo dedico, naturalmente, ad i miei parenti ed amici che mi hanno visto crescere, che hanno condiviso con me momenti importanti ed hanno assistito ai miei cambiamenti, ai miei momenti di sconfitta così come ai miei momenti di trionfo. In più, lo dedico ai miei followers, persone che magari conosco solo virtualmente ma che, attraverso i social networks, mi seguono con costanza. (la mia pagina Facebook è http://www.facebook.com/pages/Luca-Villani/112018925474879) Mabadémi: A tutte le persone che mi sono state e mi sono tutt'ora vicine, dai miei colleghi di lavoro, agli amici più fidati, familiari, alla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni per l'occasione datami, alla curatrice Alessia, che intendo ancora ringraziare per la pazienza e l'infinita disponibilità, a tutti quelli, insomma, che hanno creduto in me, e perché no, anche a quelli che invece non l'hanno fatto.. Tamara Pes: A tutti coloro che sanno vedere e non solo guardare, a chi ha il coraggio di sentirsi ogni giorno estraneo a se stesso, a chi sa perdersi e ricominciare. A.M.: Quali sono le tematiche presenti nella tua raccolta all’interno di “Sguardi incostanti”? Rolando Vernaglione: Il motivo dominante di questa silloge è senz'altro l'amore... L'amore è per me il vero e proprio "sale della vita", ciò che dà senso e pienezza al vivere umano che, altrimenti, sarebbe condannato ad una condizione ingrata e miserevole. Luca Villani: In “mutO eCo” (titolo volutamente enigmatico e polisemico) ho trattato tematiche piuttosto eterogenee ma al tempo stesso legate da un sottile filo conduttore, come: fragilità, destino e cambiamento; crescita, consapevolezza e maturazione; sogni, speranze ed illusioni; amore, solitudine e dolore; pregiudizio e libertà d’espressione; nostalgia, stress e monotonia; autostima, ambizione e lungimiranza. Ciò che congiunge questi temi è il mio percorso di autoaffermazione e la presa di coscienza di ciò che sono e di ciò che mi aspetto dalla vita. Mabadémi: L'amore, il desiderio, anzi più il bisogno di avere una donna al mio fianco, che poi è sempre la stessa donna. Tamara Pes: L’amore in tutte le sue sfumature, il dolore ed il distacco. L’importanza del sogno e della fantasia, le parole e la natura come carica rigenerante. A.M.: Quale dei tre autori presenti nella raccolta ti ha colpito maggiormente? Rolando Vernaglione: Tutti e tre gli altri autori, ciascuno per la propria formazione e l'humus di provenienza, mi hanno incuriosito. Una certa vicinanza tuttavia l'ho "sentita" con la Tamara Pes. Luca Villani: Devo dire che tutti e tre gli autori, con i quali, tra l’altro, ho preso contatto, a loro modo mi hanno colpito. Ho apprezzato in particolare “Bianca”, la silloge di Rolando Vernaglione, che raccoglie poesie che lui scrisse tanti anni fa. Mi piace il suo stile asciutto, ermetico ed essenziale, che colpisce nel segno con un linguaggio scevro da strutture e parole pesanti e ridondanti, e con la trattazione di temi molto sentiti e profondi nei quali personalmente non mi risulta affatto difficile rispecchiarmi. Mabadémi: Ho trovato in tutti e tre gli autori spunti interessanti ed involontariamente coinvolgenti; per una questione "anagrafica", considerando i miei trent'anni, credo di sentirmi più vicino agli autori Tamara Pes e Rolando Vernaglione.. Tamara Pes: Non ho alcun dubbio:mi sono piaciute tantissimo le poesie di Rolando Vernaglione. A.M.: Se potessi scegliere una città nella quale vivere per aver maggiore ispirazione, dove andresti? Rolando Vernaglione: Credo che l'ispirazione sia indipendente dal luogo in cui avviene. Spesso nasce da una emozione che scaturisce da uno sguardo, da una parola detta o celata, od anche da un fatto naturale come un'alba, un tramonto ...insomma per me la poesia si cela in ogni aspetto della vita quotidiana, basta sapere cogliere l'attimo... Il luogo più bello è quello dentro l'essere umano. Ma non nego che ci siano città straordinariamente belle, come Budapest o Praga dove mi sarebbe piaciuto vivere! Luca Villani: Bella domanda, non è facile rispondere anche perché in genere tendo a legarmi più alle persone ed alle situazioni specifiche piuttosto che ai luoghi. Con tutta probabilità, però, sceglierei una città spagnola, magari La Coruña (Galizia), dove sono stato in Erasmus l’anno scorso e di cui conservo ricordi molto intensi. Sicuramente mi ha ispirato molto. Ritengo che, per avere ispirazione, sia importante viaggiare, scoprire, cambiare, sperimentare, fuggire da tutto ciò che è routine e che, in un certo senso, “ti ingabbia”. Mabadémi: Parigi, Vienna, Brest. Tamara Pes: La poesia sta dentro ognuno di noi non all’esterno, perciò non è legata al posto in cui si vive. Non penso ci possa essere una città ricca di ispirazione, ma sicuramente sceglierei di vivere in una città vicina al mare. A.M.: Hai mai pensato di scrivere in prosa oltre che in versi? Rolando Vernaglione: Sì ci penso, ma non so se ci riuscirei. Ho un gusto prevalente per la sintesi. Mi è però capitato di scrivere delle tesi di laurea ma... mi sento più portato per la poesia. Luca Villani: Sì, in passato ho fatto qualche esperimento. Mi cimentai con le love stories ma mi resi conto di scadere spesso e volentieri nel banale, anche perché è difficile raccontare qualcosa che non hai vissuto in prima persona e caratterizzare dei personaggi evitando che saltino fuori i tuoi punti di vista e la tua propria visione. Per anni ho scritto il mio diario segreto, che dubito pubblicherei mai. Al contrario, mi piacerebbe molto, in un futuro non immediato, scrivere e far pubblicare una mia autobiografia. Mabadémi: Ci sto pensando. Grazie al consiglio del mio grande amico Sergio Correggia, che l'ultima volta in cui ci siamo incontrati mi ha "messo la pulce nell'orecchio". Tamara Pes: Penso da sempre di scrivere un romanzo o dei racconti, mille inizi e mille roghi autocensuranti… a volte diventa troppo doloroso scrivere …o semplicemente non è arrivato il momento giusto per me. A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti? Rolando Vernaglione: Ad oggi, bene. Ho trovato persone disponibili, franche e capaci. Per queste ragioni la consiglierei. Rupe Mutevole mi sembra una Casa seria ed affidabile. Luca Villani: Devo dire che mi trovo bene. Credo che un esordiente debba prenderla seriamente in considerazione. Il contratto di edizione è formulato in maniera molto chiara ed esplicita. Non viene promessa la luna ma ciò che la casa editrice si impegna a fare, lo fa. La consiglierei senza problemi. Mabadémi: Ottimamente! Son stati i primi e gli unici a credere in me, in ciò che posso dare, quindi, detto questo, la consiglierei, la consiglierò!!! Tamara Pes: Per il momento molto bene, la consiglierei senza alcun dubbio. A.M.: Hai novità per il 2012? Puoi anticiparci qualcosa? Rolando Vernaglione: Una novità? Sì, prossimamente uscirà, sempre per Rupe Mutevole, una mia nuova raccolta di poesie che spero sia accolta favorevolmente dalla critica e dal pubblico. Ci sono altri progetti, ma al momento niente di concreto per cui preferisco non parlarne per scaramanzia. In febbraio è uscita una antologia poetica di altro editore in cui c'è una mia poesia vincitrice ( terzo posto) di un concorso poetico nazionale. Luca Villani: Prevedo di organizzare delle presentazioni del mio libro, magari nel corso dell’estate. Attualmente è un po’ tutto da stabilire, la vita universitaria mi assorbe totalmente ed ho ben poco tempo per dedicarmi ai miei hobbies. Per quest’anno non prevedo di pubblicare altro anche se sicuramente scriverò nuove poesie che i miei fans potranno leggere e commentare sulla mia pagina Facebook. Alcune le sto riadattando in lingua inglese e spagnola, in modo da renderle fruibili anche ad un pubblico che non parla l’italiano. Una mia poesia, “Meriti di più”, contenuta nel libro, aspira a diventare canzone… e forse in futuro anche questo mini-progetto andrà in porto. Mabadémi: Ho diversi progetti, legati sempre inevitabilmente alla scrittura, ma che coinvolgono anche la musica. Però per il momento sono solo idee. Mi auguro di poterli realizzare al più presto. Tamara Pes: Continuerò a scrivere poesie e poi si vedrà. Non ho in programma delle presentazioni, almeno non per il momento: implicano una cospicua dose di ansia per me che ho un carattere schivo e riservato, ma sicuramente, prima o poi, troverò il coraggio. A.M.: Salutaci con una citazione… Rolando Vernaglione: “L'uomo deve determinarsi a fare, per essere.” (F.Nietzsche) Luca Villani: “Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere così come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un'opera di teatro, ma non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l'opera finisca priva di applausi.” (Charlie Chaplin) Mabadémi: Me ne verrebbero molte in mente. Ciò che mi caratterizza, può essere: "Io che davo del tu al sole, ora non oso più guardarlo in faccia” J.Prévert. Poi mi viene in mente una frase che mi disse un amico, Dino Annese, che recita così..: "I sogni non celi leva nessuno”; molto banale, se si vuole, ma estremamente vero!!! Tamara Pes: “Cercate di raggiungere l’irraggiungibile, resistete molto, obbedite meno” (Lawrence Ferlinghetti) Notizie su Rupe Mutevole: http://oubliettemagazine.com/2011/05/04/presentazione-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/ Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro. Alessia Mocci Fonte:
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