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DITTE ITALIANE . COM
La furia devastante del terremoto non ha guardato in faccia nessuno; non ha fatto distinzioni di alcun tipo. La paura, l’impotenza, la fragilità, la preoccupazione, la disperazione sono state le sensazioni vissute tanto dal comune cittadino che dai sindaci dei 49 comuni rientrati nel “cratere”, dal vescovo, dai politici, dal medico di turno all’ospedale o dal poliziotto in servizio quella lunga e irreale notte. Ed a fianco ad ogni foto un breve racconto di ciò che ognuno ha vissuto. Tante storie diverse, più o meno tragiche, più o meno particolareggiate, con un solo unico filo conduttore ad unirle: l’aver provato emozioni forti e incontrollabili come le altre persone vicine, l’aver avuto le medesime preoccupazioni, l’aver riposto le medesime speranze. Con questo libro, autoprodotto e finanziato, Agorà, associazione di volontariato da sempre impegnata nel sociale, vuole dare il proprio contributo (devolvendo gli introiti derivanti dalla vendita del libro) per la ricostruzione di una città e un territorio profondamente lacerato dal gravissimo sisma del 6 aprile. Il programma prevede: Associazione Agorà Per info: Logica e doverosa evoluzione del prestigioso portale regionale www.portaleabruzzo.eu , nuoviclienti.net offre gratuitamente i propri archivi di oltre 260.000 informazioni dettagliate e suddivise per categorie ma anche per regione, provincia e, addirittura, comune. La consultazione, come del resto ogni nostra produzione, e' gratuita. Per ogni scheda-azienda si offre la possibilita' di inserire (anche qui gratuitamente) la propria azienda o attivita'. Per iniziare collegatevi a : http://www.nuoviclienti.net Devi dimostrare un atteggiamento d finto interessato, mentre già al secondo negozio dove la tua lei ti scarrozza a mò di cagnolino hai le palle che, a ritmo sincrono, stanno ancora nuotando nella piscina olimpionica che hai lasciato pochi minuti fa per iniziare un viaggio negli inferi, senza sapere se ci sarà un Virgilio che verrà a prenderti. La voce, che al principio è normale, quasi possente, già a metà pomeriggio, circondato da commesse isteriche, abiti inguinali, profumi di ogni genere, aria condizionata a palla che ti annienta la possibilità di girare il collo, dicevo, la tua voce diviene sempre più flebile. […] Intanto, mentre lei si prova mezzo negozio, tu ti fai uno screening della gnocca che circumnaviga i quattro lati di quel posto fatto apposta per il genere femminile, Vedi, al di là della sala prove, uno sguardo vuoto, ti riconosci e ti accorgi che un altro come te sta passando lo stesso calvario. […] Ma tu sei uno stoico, anche se sei lì quasi sul punto di dire ma vai a fare in culo te e le tue stupide compere. Pazienti, cerchi il nirvana in te, ti senti un asceta, reciti il mantra con l’Om cosmico, e focalizzi il tuo pensiero su quel meraviglioso organo che ha la lei tra le gambe e che tra poche ore avrai in premio. […] Torni a casa con la lei illuminata come una madonna dopo l’ascesa al cielo. Porti, sì tu porti il tutto a casa, lei si butta sul letto, ti dice: < Tradizione comica, che vede “gli ultimi uomini”, come li definisce Nietszche, ripercorrere lo stereotipo che celebra l’edonismo e convogliare le energie vitali verso i bisogni del proprio ego, nel tempo in cui, il nuovo individuo si uniforma socialmente e si frammenta spiritualmente, schiavo, in alcuni casi, delle leggi del mercato e del culto dell’immagine. Francesco Olivieri, entra in maniera consapevole nelle tristi verità della nostra vita, legittimata da ritualistiche cerimonie e dai riti del quotidiano che provengono dalle famiglie benedette, le quali, ciclicamente tramandano di padre in figlio violenze psicologiche che i discendenti adottano in nome dell’amore. Evidenzia le difficoltà degli adolescenti, il desiderio del posto fisso, le ansie sessuali, dando vita ai pensieri prigionieri di elementari condizionamenti, da cui, lo stesso autore trae l'autoironia. Francesco Olivieri, verga le difficoltà della nostra epoca che tra doveri, piaceri, ansie, ossessioni danzano in un grottesco realismo, irrigidito dagli schemi e narcotizzato dalle convenzioni a cui, una massa conforme e contenta, si amalgama per insicurezza. Editore Leone. Milano I popoli primitivi, in assenza di orologi, si basavano sulla posizione del sole segnata su semplicissime meridiane e la concezione della ciclicità del tempo pareva essere condivisa da molti filosofi greci. Cosa affermava Newton? "Il tempo assoluto, vero e matematico, grazie e se stesso e alla sua natura, scorre uniformemente e non dipende da un qualsiasi agente esterno". Stesso concetto per quanto concerneva lo spazio. Ci pensa Einstein (1879-1955) con le sue teorie rivoluzionarie a spalancare le porte della fisica moderna, prima con la teoria della relatività ristretta del 1905, la quale racconta al mondo intero e meravigliato che non esiste alcun quadro di riferimento assoluto. Einstein, sostituisce i concetti newtoniani, prima con lo spazio-temporale e quadrimensionale (spazio, tempo, massa, energia) all'interno del quale il solo assoluto è la velocità della luce, poi con la teoria della relatività generale nel 1916, in cui lo scienziato afferma che: “lo spazio e il tempo sono curvi per il peso della massa dei corpi in esso contenuti”; spazio-tempo curvi intorno a sé stessi come in una sfera chiusa. Se la teoria della relatività mette in evidenza diversi tipi di tempo, un passo ulteriore lo compie la meccanica quantistica, (Max Planck) pronta a dimostrare che un corpo si muove a ritroso nel tempo. La meccanica quantistica si occupa della componente base dell'universo, l'atomo, compreso del suo nucleo e dei suoi elettroni. Dalle collisioni a prima vista casuali che si verificano fra le particelle atomiche si nota che alcune di esse rimbalzano nel loro passato e si scontrano con altre particelle, per poi tornare di nuovo nel presente. La nostra vita quotidiana ci fa pensare che ciò sia impossibile, ma alcuni fisici che seguivano le teorie dell'americano Richard P. Feymann, confermavano il percorso delle particelle atomiche pur sapendo che le prove matematiche e scientifiche per dimostrarlo erano molto complesse. Se la materia si muove dal presente al passato è possibile che la mente dell'uomo possa compiere lo stesso percorso e andare contro il tempo convenzionale? Secondo Bohm (Fisico dell’Università di Londra), oltre agli atomi, anche il percorso delle particelle subatomiche mostrerebbe un livello di realtà del quale siamo inconsapevoli. La loro separazione parrebbe apparente e questo potrebbe significare che ad un livello ancora più profondo tutte le cose sono collegate infinitamente e gli elettroni di un atomo di carbonio del cervello umano, potrebbero essere connesse con le particelle subatomiche di un pesce che nuota, di un cuore che batte, di un astro che brilla in cielo. Tutto compenetra tutto e la natura è un'immensa rete collegata. Nell’infinitamente piccolo, l’atomo si rompe insieme a tutte le particelle che lo compongono. Le particelle subatomiche incontrandosi ad alta energia spariscono senza un perché, altre, appaiono senza un senso logico (Premio Nobel Rubbia). Nel mondo sconosciuto l’infinitamente piccolo diventa immenso. E’ sorprendente scoprire che nell’ aria ci sono milioni di miliardi di miliardi di atomi. La mente umana si confonde, come quando con il naso all’insù e lo sguardo incollato al cielo cerchiamo di contare i miliardi di stelle. Davanti a quel cielo noi esseri umani siamo il nulla, eppure all’infinitesimo, le particelle atomiche e subatomiche che lo compongono è infinitamente grande. In un battito di cuore milioni di miliardi di miliardi di atomi diffondono la loro energia che nell’uomo si trasformerà in vita e pensiero. In un cielo puntellato di stelle che sembrano tutte uguali, come immagini di mondi lontani e sconosciuti, troviamo l’atomo del carbonio, dell’azoto, dell’idrogeno, dell’ossigeno. L’atomo, nelle sostanze viventi è alimento, zucchero nella frutta ingerita dall’uomo, fluisce nel suo sangue fino a raggiungere la cellula nervosa e si trasformerà in pensiero in un lontano ricordo, oppure, uscirà dai nostri polmoni di nuovo libero nell’aria mentre respiriamo. Viviamo dell’energia del sole, continuamente trapassati dalla sua luce, sfiorati dalla sua energia come i microrganismi, la formica, il leone e l’elefante. La natura, immersa nelle sue tante elaborazioni ci stupisce in silenzio e sotto la diretta complicità della luce degli atomi compie le sue trasformazioni, non esclude l’uomo; un curioso individuo con un’anima che si muove su un insieme di miliardi di miliardi di atomi che allineati in modo unico ed irripetibile mettono in moto la sua fantasia ed il suo pensiero. L’uomo in futuro farà ancora molte scoperte e chissà se mai attraverserà l’antro della conoscenza totale di ogni cosa mentre si muove nel mondo tra l’arte, la scienza, la cultura e la fede. Dacia Maraini in questi giorni è negli Stati Uniti, per l’esattezza nello stato del Vermont, inviata quale visiting professor da una prestigiosa università, su invito della FAA/Usa (Federation Of Abruzzi Associations Inc. USA), di cui è presidente Rosetta Romagnoli. Domenica 12 Luglio alle ore 14 (locali) Dacia Maraini darà una conferenza presso la Dante Alighieri Society in 41 Hamsphire Street a Cambridge (Boston). Il titolo della Conferenza è: DACIA MARAINI E L' ABRUZZO. Dacia in particolare parlerà del suo romanzo "COLOMBA" che e' ambientato in Abruzzo, dove lei vive per alcuni mesi all'anno, e del RESPIRO LEGGERO DELL’ABRUZZO, edito da IanieriEdizioni di Pescara. Importanti, a questo proposito sono le parole della presidente Rosetta Romagnoli, in merito alle finalità dell’evento, qui di seguito riportate: Mostra Personale D'Arte di Sandra Di Marcantonio "Crisopea Metropolitana" dal 8/7/09 al 19/7/09 presso La Villa Comunaledi Roseto Degli Abruzzi (TE) via Nazionale Adriatica, a cura di Dino Del Vecchio, vernissage 8 Luglio ore 18:30 ingresso libero aperta da Lunedi a domenica orario 19:00-24:00 Tornano i temi dell’isolamento e della separatezza nelle più recenti opere che associano al soggetto dipinto, e sorpreso in particolari condizioni di luce, il riflesso esperenziale dell’artista che indaga il lato alienante della figura-ritratto, prima ancora che frutto di altre impreviste meditazioni. L’immagine stregata dal vuoto posta in relazione allo sfondo uniforme e immessa nell’oscurità si manifesta più acuta e straniante. Per questo l’opera è l’estensione fluida del pensiero; benché il paradigma figurale, decodifica altre connessioni e, modalità comunicative, che materializzano annotazioni, indizi, fatti e persone distintive di etnie differenti. La riflessione così concentrata sull’immagine e sull’intensa presenza umana con la purezza di un profilo sovrailluminato del ritratto, che vive in luoghi circoscritti e spazi vuoti, crea una moltiplicazione illusionistica della sua stessa presenza così catapultata nello “specchio mostruoso” dell’alienazione. Distintamente formale la pittura, chiamata in causa nel continuum storico-artistico, comunque fuori dalla mimesi, dispiega di contenuti decisamente influenti alle urgenze contemporanee, e implicazioni più genericamente protese verso un preciso umore culturale della figura - così avvolta nella corda bianca - e trova vita nel profondo dell’enigma. Fra i lavori più rilevanti della ricerca enormi figure simbiotiche, imprigionate dalle reagenti fluorescenze urbane sul piano oculare della spazialità, materializzano un desiderio di leggerezza e fuga. Altre figure portate oltre verso il cielo, pensose sulla sfera e sul cubo elevano enigmatiche posture giocate in qualche luogo fuori dal tempo, sul confine della suggestione irreale/surreale. O ancora così caricati emotivamente grandi volti modellati con tecnica maniacale riappaiono in tutta la loro distanza psicologica; accidentalmente nel nostro tempo reale fisionomie referenziali di narcisismo sul prototipo umano, e, in efficaci impavidi cavie post-umane. Di fronte a ciò, di certo, si potrebbe dire che lo stile e il linguaggio, con una serie di identitarie scelte soggettive in grado di produrre slittamenti di senso e sonorità di fondo, proiezioni di ombre e di luci, approfondisce una pluralità di letture e complessi approcci in divenire. Si tratta di riconoscere l’idea che la pittura debba narrare in forma instabile atmosfere di introspezione-reclusione in cui successivamente destinare, sul paesaggio vuoto e silente, una relazione sensoriale, pause di meditazione, arcipelaghi rigenerativi di ordine supremo tra inespressività e turbamento. In alto verso l’infinito in assenza di gravità il corpo femminile, allo stesso tempo angelico e provocante, valorizzato sul piano estetico trasmuta in un ipnotico luogo d’ascolto quell’entità che rafforza l’atemporalità: l’aura enigmatica e metafisica in cui la fissità dello sguardo con gli occhi al cielo della modella, genera stati equivoci di un costante presente senza dimensioni. Si fa impellente l’impegno per la costruzione dell’immagine; modalità di linguaggi, effetti disorientanti del sistema compositivo, che si ascrive onirico e allucinatorio nella mente di colei che lo genera costantemente arricchito da una serie di stimoli coscienziali. La fissità delle figure decifrabili dei volti, e più decise nelle anatomie unicamente all’interazione con altre figuralità, riproiettano in flashback un evento, altrettanto indeterminato di realtà sospesa tanto da sottrarsi sul punto di accadere. Sandra Di Marcantonio con eleganza formale, identificabile nel metodo tradizionale del dipingere, con la presa diretta ai sentimenti e ricordi, ha creato un percorso inedito che ha fatto proprio grazie ad un coscienzioso scavo culturale da cui ha scandagliato tragiche icone, approdi mitici, Divinità. Intervenendo poi con accostamenti insoliti, eterogenee proiezioni di ombre che esplicitano i piani prospettici aggiornati alle potenziali variazioni luminose, l’artista con spirito sottile rivisita i luoghi della memoria lavorando sulla citazione con humor paradossale a favore di un’immagine profilata così tipica del suo linguaggio. Dunque la pittura, che ha certamente relazioni con le pulsioni inconsce, nella sua apparenza figurale ha di certo un carattere provvisorio, ma allo stesso tempo, psico-fisico di apparentamenti che riconoscono eredità tra le più valide esperienze artistiche del Surrealismo. In tale direzione si conferma una sperimentazione imperniata su sequenze visionarie, associazioni e corrispondenze analogiche dello spazio remoto condotto alla notturnità. Orientate a profonde riflessioni le formefigure ampie ed espanse, fisicamente concrete e dotate di nitida precisione - in grado di forzare il limite della tela - così indirizzare ad un rinnovato accento anacronistico, lasciano trasparire un senso di irriducibile alterità. Ed è proprio qui che si avverte una nota di algida oggettività; sui concetti basici dell’eros, e germinazione cerebrale: nei modi della originale composizione squisitamente di forte valenza iconica orientata da preliminari riflessioni. In queste suggestive ambientazioni; in una atmosfera di provvisorietà assoluta, e indeterminata temperatura climatica, le eterogenee architetture giocate sovente su toni più caldi, accendono su guizzi di luce valenze di declinazioni tragiche; bensì la necessità di strutturare ombre umane di remota clonazione ove appare, al doppio, la fisiognomica del “Superuomo” con indubbie connessioni fantascientifiche. Il tutto sembra però essere filtrato per le implicite posizioni visionarie della pittrice; paradossalmente ironiche sul piano della rappresentazione con la pittura del silenzio assordante, infranto da colpi di luce, in quelle acque oscure della coscienza come una finestra verso un luogo incontaminato che offre all’uomo, (ammesso davvero che si possa scindere dalla realtà), aperture verso altri articolati fronti a muoversi libero con la leggerezza del pensiero. Durante la tappa abruzzese del tour del cantante la consegna della cifra raccolta grazie anche all’impegno dell’artista nella promozione della raccolta fondi Avis
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