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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Redazione (del 27/07/2009 @ 22:57:30, in Comunicati, linkato 1076 volte)

 

Dopo oltre due mesi di lavoro e un faticoso tour de force attraverso i comuni del cratere, l’Associazione Agorà di Barete, provincia di L’Aquila, il giorno primo agosto 2009, alle ore 17:00, è lieta di presentare presso il suggestivo “Palazzo Trocchi” (Barete): “06/ APRILE/ 2009 tre e trentadue EMOZIONI NEL CRATERE”. Il libro fotografico, dal titolo “Tre e trentadue”, l’ora della scossa che ha causato distruzione e morte, vuole essere una raccolta di foto e testimonianze dalle quali estrapolare un unico e duro messaggio: le persone che si sono trovate a vivere, anzi subire, quei 20 interminabili secondi in cui la forza della natura si è manifestata in tutta la sua violenza, sono state poste tutte su uno stesso piano.

La furia devastante del terremoto non ha guardato in faccia nessuno; non ha fatto distinzioni di alcun tipo.

La paura, l’impotenza, la fragilità, la preoccupazione, la disperazione sono state le sensazioni vissute tanto dal comune cittadino che dai sindaci dei 49 comuni rientrati nel “cratere”, dal vescovo, dai politici, dal medico di turno all’ospedale o dal poliziotto in servizio quella lunga e irreale notte.

Gli scatti del fotografo, con l’obiettivo di catturare le emozioni vissute, sono rivolti non tanto a ciò che resta delle nostre città e dei nostri monumenti distrutti, ma principalmente alle persone: l’anziano che si copre il viso per nascondere le lacrime, il volto di un sindaco preoccupato, gli occhi di una madre felice con la propria bambina, le braccia aperte di una donna che ringrazia il cielo per la buona sorte ricevuta.

Ed a fianco ad ogni foto un breve racconto di ciò che ognuno ha vissuto. Tante storie diverse, più o meno tragiche, più o meno particolareggiate, con un solo unico filo conduttore ad unirle: l’aver provato emozioni forti e incontrollabili come le altre persone vicine, l’aver avuto le medesime preoccupazioni, l’aver riposto le medesime speranze.

Con questo libro, autoprodotto e finanziato, Agorà, associazione di volontariato da sempre impegnata nel sociale, vuole dare il proprio contributo (devolvendo gli introiti derivanti dalla vendita del libro) per la ricostruzione di una città e un territorio profondamente lacerato dal gravissimo sisma del 6 aprile.

Il programma prevede:
ore 17.00: Tavola rotonda con proiezione immagini;
ore 18.00: Esibizione musicale intervallata dalla lettura di brani tratti dal libro;
ore 19.00: Buffet offerto dall’associazione.
 

Associazione Agorà

Per info:
Giangrossi Giovanna 3492205621
De Ruosi Romina 3475130442
www.associazioneagora.net
agora@iaedesign.it

 

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Di Redazione (del 27/07/2009 @ 18:23:32, in Comunicati, linkato 1789 volte)

 

Dopo quattro mesi di intenso e profiquo lavoro diamo il benvenuto a www.nuoviclienti.net , il portale economico nazionale delle nuove opportunita'.

Logica e doverosa evoluzione del prestigioso portale regionale www.portaleabruzzo.eu , nuoviclienti.net offre gratuitamente i propri archivi di oltre 260.000 informazioni dettagliate e suddivise per categorie ma anche per regione, provincia e, addirittura, comune.

La consultazione, come del resto ogni nostra produzione, e' gratuita. Per ogni scheda-azienda si offre la possibilita' di inserire (anche qui gratuitamente) la propria azienda o attivita'.

Per iniziare collegatevi a : http://www.nuoviclienti.net

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Di Redazione (del 25/07/2009 @ 12:43:41, in Cultura, linkato 1092 volte)

 

La milonga dei maroni cotti.
E’ il titolo del cortoromanzo pop di Francesco Olivieri, scritto in maniera ironica e divertente. L’autore, servendosi di espressioni comiche affronta il comune senso del pudore e del buon gusto senza remore. All’interno del libro, i malesseri della nostra epoca si susseguono in capitoli, tra accenti di costume, politica e psicopatologie di vita quotidiana che contribuiscono alla danza dei “maroni cotti” , i quali, “ruotano” anche su ciò che le donne da sempre fingono di non sapere e di non vedere, come in questo passo:
Spendi e spandi
“Io capisco il calvario di Gesù. Sì, sì, io non solo lo capisco, ma l’ho provato varie volte. E tutte le volte ho tentato di esimermi da questa tortura tutta al femminile, ma nulla fa fare.

O calvario o niente gnocca. Vuoi il triangolo delle Bermuda? Allora soffri in silenzio, non rompi le palle e subisci le vagonate di chilometri a piedi verso i negozi di profumeria, di abbigliamento, calzature e gioielli. Le tappe erano quattordici per Cristo, io invece so quando si comincia, ma non so quando si finisce. L’iPod non lo puoi portare, sembra che te ne sbatti. Non puoi neanche telefonare agli amici.

Devi dimostrare un atteggiamento d finto interessato, mentre già al secondo negozio dove la tua lei ti scarrozza a mò di cagnolino hai le palle che, a ritmo sincrono, stanno ancora nuotando nella piscina olimpionica che hai lasciato pochi minuti fa per iniziare un viaggio negli inferi, senza sapere se ci sarà un Virgilio che verrà a prenderti. La voce, che al principio è normale, quasi possente, già a metà pomeriggio, circondato da commesse isteriche, abiti inguinali, profumi di ogni genere, aria condizionata a palla che ti annienta la possibilità di girare il collo, dicevo, la tua voce diviene sempre più flebile. […]

Intanto, mentre lei si prova mezzo negozio, tu ti fai uno screening della gnocca che circumnaviga i quattro lati di quel posto fatto apposta per il genere femminile, Vedi, al di là della sala prove, uno sguardo vuoto, ti riconosci e ti accorgi che un altro come te sta passando lo stesso calvario. […] Ma tu sei uno stoico, anche se sei lì quasi sul punto di dire ma vai a fare in culo te e le tue stupide compere. Pazienti, cerchi il nirvana in te, ti senti un asceta, reciti il mantra con l’Om cosmico, e focalizzi il tuo pensiero su quel meraviglioso organo che ha la lei tra le gambe e che tra poche ore avrai in premio. […] Torni a casa con la lei illuminata come una madonna dopo l’ascesa al cielo. Porti, sì tu porti il tutto a casa, lei si butta sul letto, ti dice: <>. Le alternative sono due: o la uccidi, oppure la trombi e la uccidi. Decidi per la terza, dormi e speri si svegliarti in un altro mondo.”

Tradizione comica, che vede “gli ultimi uomini”, come li definisce Nietszche, ripercorrere lo stereotipo che celebra l’edonismo e convogliare le energie vitali verso i bisogni del proprio ego, nel tempo in cui, il nuovo individuo si uniforma socialmente e si frammenta spiritualmente, schiavo, in alcuni casi, delle leggi del mercato e del culto dell’immagine. Francesco Olivieri, entra in maniera consapevole nelle tristi verità della nostra vita, legittimata da ritualistiche cerimonie e dai riti del quotidiano che provengono dalle famiglie benedette, le quali, ciclicamente tramandano di padre in figlio violenze psicologiche che i discendenti adottano in nome dell’amore.

Evidenzia le difficoltà degli adolescenti, il desiderio del posto fisso, le ansie sessuali, dando vita ai pensieri prigionieri di elementari condizionamenti, da cui, lo stesso autore trae l'autoironia. Francesco Olivieri, verga le difficoltà della nostra epoca che tra doveri, piaceri, ansie, ossessioni danzano in un grottesco realismo, irrigidito dagli schemi e narcotizzato dalle convenzioni a cui, una massa conforme e contenta, si amalgama per insicurezza.

 


La milonga dei maroni cotti
Cortoromanzo pop

Editore Leone. Milano
Giugno 2009

Francesco Olivieri è nato a Bologna nel 1975. Vive a Verona. Laureato in Scienze della comunicazione, dopo aver collaborato per quattro anni con il Corriere del Veneto e il Corriere di Verona. Attulmente scrive su quotidiano gratuito Dnews e sulla riviste di NoemaPress. Nel suo cuore c’è sempre la musica: ha scritto per Jazzit. Oltre ad occuparsi di giornalismo, lavora presso la direzione commerciale di poste Italiane. Ama profondamente le donne, la buona tavola e festeggiare con gli amici ogni piccolo evento della vita.

 

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Di Redazione (del 12/07/2009 @ 23:10:34, in Cultura, linkato 953 volte)

 

Nella vita quotidiana la nostra prima percezione di tempo è il susseguirsi di momenti. Misuriamo la nostra giornata attraverso gli appuntamenti, gli avvenimenti, e tutto ciò che ci accade in sequenza; come se la terra fosse piatta anche se tutti sappiamo che è sferica.

I popoli primitivi, in assenza di orologi, si basavano sulla posizione del sole segnata su semplicissime meridiane e la concezione della ciclicità del tempo pareva essere condivisa da molti filosofi greci.
L’antica categoria filosofica ci ha dato molteplici interpretazioni di tempo: “Immagine mobile dell’eternità” nella definizione di Platone. “Il numero del movimento secondo il prima e il poi” nella concezione di Aristotele, per lui, il tempo è “il numerato e il numerabile” e fino al XVII secolo le teorie cicliche di tempo sembrano convivere con la concezione del tempo lineare.
Il Cristianesimo modifica e cambia le credenze occidentali in fatto di tempo, ma molti di noi, ancora oggi, vivono e lavorano pensando che il tempo è non solo lineare ma anche fisso.
Questa concezione del tempo è opera di Isaac Newton (1643/1727) grande scienziato inglese, le cui leggi hanno imperato nel mondo per ben due secoli; leggi famose come principi della fisica classica.

Cosa affermava Newton? "Il tempo assoluto, vero e matematico, grazie e se stesso e alla sua natura, scorre uniformemente e non dipende da un qualsiasi agente esterno". Stesso concetto per quanto concerneva lo spazio.

Ci pensa Einstein (1879-1955) con le sue teorie rivoluzionarie a spalancare le porte della fisica moderna, prima con la teoria della relatività ristretta del 1905, la quale racconta al mondo intero e meravigliato che non esiste alcun quadro di riferimento assoluto. Einstein, sostituisce i concetti newtoniani, prima con lo spazio-temporale e quadrimensionale (spazio, tempo, massa, energia) all'interno del quale il solo assoluto è la velocità della luce, poi con la teoria della relatività generale nel 1916, in cui lo scienziato afferma che: “lo spazio e il tempo sono curvi per il peso della massa dei corpi in esso contenuti”; spazio-tempo curvi intorno a sé stessi come in una sfera chiusa. Se la teoria della relatività mette in evidenza diversi tipi di tempo, un passo ulteriore lo compie la meccanica quantistica, (Max Planck) pronta a dimostrare che un corpo si muove a ritroso nel tempo.

La meccanica quantistica si occupa della componente base dell'universo, l'atomo, compreso del suo nucleo e dei suoi elettroni. Dalle collisioni a prima vista casuali che si verificano fra le particelle atomiche si nota che alcune di esse rimbalzano nel loro passato e si scontrano con altre particelle, per poi tornare di nuovo nel presente. La nostra vita quotidiana ci fa pensare che ciò sia impossibile, ma alcuni fisici che seguivano le teorie dell'americano Richard P. Feymann, confermavano il percorso delle particelle atomiche pur sapendo che le prove matematiche e scientifiche per dimostrarlo erano molto complesse. Se la materia si muove dal presente al passato è possibile che la mente dell'uomo possa compiere lo stesso percorso e andare contro il tempo convenzionale?

La scienza dice no. Il tempo passato è passato, il presente è adesso, il futuro non esiste è ipotetico; una realtà non avvenuta e ancora in potenza. Nel frattempo i fisici moderni hanno fatto molti progressi e sembra attuale il momento di rimettere in discussione le concezioni del passato fra materia, mente e spirito. Questo universo oltre alla sua natura misteriosa, avrebbe altre particolarità sconvolgenti.

Secondo Bohm (Fisico dell’Università di Londra), oltre agli atomi, anche il percorso delle particelle subatomiche mostrerebbe un livello di realtà del quale siamo inconsapevoli. La loro separazione parrebbe apparente e questo potrebbe significare che ad un livello ancora più profondo tutte le cose sono collegate infinitamente e gli elettroni di un atomo di carbonio del cervello umano, potrebbero essere connesse con le particelle subatomiche di un pesce che nuota, di un cuore che batte, di un astro che brilla in cielo.

Tutto compenetra tutto e la natura è un'immensa rete collegata. Nell’infinitamente piccolo, l’atomo si rompe insieme a tutte le particelle che lo compongono. Le particelle subatomiche incontrandosi ad alta energia spariscono senza un perché, altre, appaiono senza un senso logico (Premio Nobel Rubbia). Nel mondo sconosciuto l’infinitamente piccolo diventa immenso.

E’ sorprendente scoprire che nell’ aria ci sono milioni di miliardi di miliardi di atomi. La mente umana si confonde, come quando con il naso all’insù e lo sguardo incollato al cielo cerchiamo di contare i miliardi di stelle. Davanti a quel cielo noi esseri umani siamo il nulla, eppure all’infinitesimo, le particelle atomiche e subatomiche che lo compongono è infinitamente grande. In un battito di cuore milioni di miliardi di miliardi di atomi diffondono la loro energia che nell’uomo si trasformerà in vita e pensiero. In un cielo puntellato di stelle che sembrano tutte uguali, come immagini di mondi lontani e sconosciuti, troviamo l’atomo del carbonio, dell’azoto, dell’idrogeno, dell’ossigeno.

L’atomo, nelle sostanze viventi è alimento, zucchero nella frutta ingerita dall’uomo, fluisce nel suo sangue fino a raggiungere la cellula nervosa e si trasformerà in pensiero in un lontano ricordo, oppure, uscirà dai nostri polmoni di nuovo libero nell’aria mentre respiriamo. Viviamo dell’energia del sole, continuamente trapassati dalla sua luce, sfiorati dalla sua energia come i microrganismi, la formica, il leone e l’elefante.

La natura, immersa nelle sue tante elaborazioni ci stupisce in silenzio e sotto la diretta complicità della luce degli atomi compie le sue trasformazioni, non esclude l’uomo; un curioso individuo con un’anima che si muove su un insieme di miliardi di miliardi di atomi che allineati in modo unico ed irripetibile mettono in moto la sua fantasia ed il suo pensiero. L’uomo in futuro farà ancora molte scoperte e chissà se mai attraverserà l’antro della conoscenza totale di ogni cosa mentre si muove nel mondo tra l’arte, la scienza, la cultura e la fede.
 

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Di Redazione (del 11/07/2009 @ 12:17:13, in Comunicati, linkato 1065 volte)

 

“Il respiro leggero dell’Abruzzo” – scrittori famosi raccontano le terre abruzzesi, curato proprio da Dacia Maraini.
Da Ovidio a Gregorovius, da D'Annunzio a Croce, da Gadda a Natalia Ginzburg, questo itinerario letterario vuole costituire un viaggio immaginario che possa suggerire qualcosa, sia a chi conosce già l'Abruzzo e ne vuole risentire gli odori e i sapori, sia a chi non lo conosce e vuole sapere cosa lo aspetta.

Scrittori: Aleardo Aleardi, Benedetto Croce, Gabriele D'Annunzio, Ennio Flaiano, Carlo Emilio Gadda, Natalia Ginzburg, Ferdinand Gregorovius, Ettore Janni, Raffaele Mattioli, Mario Ranalli, Ovidio, Domenico Rea, Fedele Romani, Gabriele Rossetti, Pasquale Scarpitti, Ignazio Silone, Giovanni Titta Rosa, Diego Valeri.

Dacia Maraini in questi giorni è negli Stati Uniti, per l’esattezza nello stato del Vermont, inviata quale visiting professor da una prestigiosa università, su invito della FAA/Usa (Federation Of Abruzzi Associations Inc. USA), di cui è presidente Rosetta Romagnoli.

Domenica 12 Luglio alle ore 14 (locali) Dacia Maraini darà una conferenza presso la Dante Alighieri Society in 41 Hamsphire Street a Cambridge (Boston).

Il titolo della Conferenza è: DACIA MARAINI E L' ABRUZZO.

Dacia in particolare parlerà del suo romanzo "COLOMBA" che e' ambientato in Abruzzo, dove lei vive per alcuni mesi all'anno, e del RESPIRO LEGGERO DELL’ABRUZZO, edito da IanieriEdizioni di Pescara.

Importanti, a questo proposito sono le parole della presidente Rosetta Romagnoli, in merito alle finalità dell’evento, qui di seguito riportate:

Abruzzese di adozione, Dacia Maraini ha accettato generosamente di darci la possibilità di organizzare un fund-raising per i nostri corregionali colpiti dal sisma in occasione della sua presenza a Boston.La FAA/USA (di cui sono la Presidente), ha sponsorizzato con le associazioni aderenti, questo evento grazie alla cooperazione del Prof. Carlo Cipollone, della Dante Alighieri Society di Cambridge e numerosi amici, così come spesso avviene quando la Federazione organizza eventi e manifestazioni di un certo rilievo e contenuti validi.
In questa occasione parleremo del “Respiro leggero dell’Abruzzo” e offriremo delle copie in italiano del romanzo “Colomba” con lo slogan: Prendi un libro, aiuta l'Abruzzo.
I proventi confluiranno nel fondo: ABRUZZO EARTHAQUAKE RELIEF FUND."

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Di Redazione (del 08/07/2009 @ 18:19:47, in Comunicati, linkato 898 volte)

 

"Crisopea Metropolitana" dal 8/7/09 al 19/7/09 presso La Villa Comunale di Roseto Degli Abruzzi (TE)

Mostra Personale D'Arte di Sandra Di Marcantonio "Crisopea Metropolitana" dal 8/7/09 al 19/7/09 presso La Villa Comunaledi Roseto Degli Abruzzi (TE) via Nazionale Adriatica, a cura di Dino Del Vecchio, vernissage 8 Luglio ore 18:30 ingresso libero aperta da Lunedi a domenica orario 19:00-24:00
per informazioni tel. 3285488921 www.sandradimarcantonio.com www.myspace.com/sandradimarcantonio e-mail: maduji@supereva.it

Tornano i temi dell’isolamento e della separatezza nelle più recenti opere che associano al soggetto dipinto, e sorpreso in particolari condizioni di luce, il riflesso esperenziale dell’artista che indaga il lato alienante della figura-ritratto, prima ancora che frutto di altre  impreviste meditazioni.

L’immagine stregata dal vuoto posta in relazione allo sfondo uniforme e immessa nell’oscurità si manifesta più acuta e straniante. Per questo l’opera è l’estensione fluida del pensiero; benché il paradigma figurale, decodifica altre connessioni e, modalità comunicative, che materializzano annotazioni, indizi, fatti e persone distintive di etnie differenti. La riflessione così concentrata sull’immagine e sull’intensa presenza umana con la purezza di un profilo sovrailluminato del ritratto, che vive in luoghi circoscritti e spazi vuoti, crea una moltiplicazione illusionistica della sua stessa presenza così catapultata nello “specchio mostruoso” dell’alienazione.

Distintamente formale la pittura, chiamata in causa nel continuum storico-artistico, comunque fuori dalla mimesi, dispiega di contenuti decisamente influenti alle urgenze  contemporanee, e implicazioni più genericamente protese verso un preciso umore culturale della figura - così avvolta nella corda bianca - e trova vita nel profondo dell’enigma. Fra i lavori più rilevanti della ricerca enormi figure simbiotiche, imprigionate dalle reagenti fluorescenze urbane sul piano oculare della spazialità, materializzano un desiderio di leggerezza e fuga. Altre figure portate oltre verso il cielo, pensose sulla sfera e sul cubo elevano enigmatiche posture giocate in qualche luogo fuori dal tempo, sul confine della suggestione irreale/surreale.

O ancora così caricati emotivamente grandi volti modellati con tecnica maniacale riappaiono in tutta la loro distanza psicologica; accidentalmente nel nostro tempo reale fisionomie referenziali di narcisismo sul prototipo umano, e, in efficaci impavidi cavie post-umane. Di fronte a ciò, di certo, si potrebbe dire che lo stile e il linguaggio, con una serie di identitarie scelte soggettive in grado di produrre slittamenti di senso e sonorità di fondo, proiezioni di ombre e di luci, approfondisce una pluralità di letture e complessi approcci in divenire. Si tratta di riconoscere l’idea che la pittura debba narrare in forma instabile atmosfere di introspezione-reclusione in cui successivamente destinare, sul paesaggio vuoto e silente, una relazione sensoriale, pause di meditazione, arcipelaghi rigenerativi di ordine supremo tra inespressività e turbamento. In alto verso l’infinito in assenza di gravità il corpo femminile, allo stesso tempo angelico e provocante, valorizzato sul piano estetico trasmuta in un ipnotico luogo d’ascolto quell’entità che rafforza l’atemporalità: l’aura enigmatica e metafisica in cui la fissità dello sguardo con gli occhi al cielo della modella, genera stati equivoci di un costante presente senza dimensioni.

Si fa impellente l’impegno per la costruzione dell’immagine; modalità di linguaggi, effetti disorientanti del sistema compositivo, che si ascrive onirico e allucinatorio nella mente di colei che lo genera costantemente arricchito da una serie di stimoli coscienziali. La fissità delle figure decifrabili dei volti, e più decise nelle anatomie unicamente all’interazione con altre figuralità, riproiettano in flashback un evento, altrettanto indeterminato di realtà sospesa tanto da sottrarsi sul punto di accadere. Sandra Di Marcantonio con eleganza formale, identificabile nel metodo tradizionale del dipingere, con la presa diretta ai sentimenti e ricordi, ha creato un percorso inedito che ha fatto proprio grazie ad un coscienzioso scavo culturale da cui ha scandagliato tragiche icone, approdi mitici, Divinità. Intervenendo poi con accostamenti insoliti, eterogenee proiezioni di ombre che esplicitano i piani prospettici aggiornati alle potenziali variazioni luminose, l’artista con spirito sottile rivisita i luoghi della memoria lavorando sulla citazione con humor paradossale a favore di un’immagine profilata così tipica del suo linguaggio.

Dunque la pittura, che ha certamente relazioni con le pulsioni inconsce, nella sua apparenza figurale ha di certo un carattere provvisorio, ma allo stesso tempo, psico-fisico di apparentamenti che riconoscono eredità tra le più valide esperienze artistiche del Surrealismo. In tale direzione si conferma una sperimentazione imperniata su sequenze visionarie, associazioni e corrispondenze analogiche dello spazio remoto condotto alla notturnità. Orientate a profonde riflessioni le formefigure ampie ed espanse, fisicamente concrete e dotate di nitida precisione - in grado di forzare il limite della tela - così indirizzare ad un rinnovato accento anacronistico, lasciano trasparire un senso di irriducibile alterità. Ed è proprio qui che si avverte una nota di algida oggettività; sui concetti basici dell’eros, e germinazione cerebrale: nei modi della originale composizione squisitamente di forte valenza iconica orientata da preliminari riflessioni. In queste suggestive ambientazioni; in una atmosfera di provvisorietà assoluta, e indeterminata temperatura climatica, le eterogenee architetture giocate sovente su toni più caldi, accendono su guizzi di luce valenze di declinazioni tragiche; bensì la necessità di strutturare ombre umane di remota clonazione ove appare, al doppio, la fisiognomica del “Superuomo” con indubbie connessioni fantascientifiche.

Il tutto sembra però essere filtrato per le implicite posizioni visionarie della pittrice; paradossalmente ironiche sul piano della rappresentazione con la pittura del silenzio assordante, infranto da colpi di luce, in quelle acque oscure della coscienza come una finestra verso un luogo incontaminato che offre all’uomo, (ammesso davvero che si possa scindere dalla realtà), aperture verso altri articolati fronti a muoversi libero con la leggerezza del pensiero.
Dino Del Vecchio

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TIZIANO FERRO E L’AVIS PER LA RICOSTRUZIONE DELLA CASA DELLO STUDENTE DI L’AQUILA

Durante la tappa abruzzese del tour del cantante la consegna della cifra raccolta grazie anche all’impegno dell’artista nella promozione della raccolta fondi Avis


Mercoledì 8 luglio, alle ore 18, durante le prove del concerto in programma per la sera allo stadio di Teramo, Tiziano Ferro incontrerà i giovani Avis e regalerà loro una sorpresa speciale.
Tra i presenti ci saranno alcuni ragazzi e ragazze provenienti dalle tendopoli di L’Aquila, città per la quale Avis e i suoi donatori si sono mobilitati.
Durante l’incontro con il cantante, il presidente nazionale AVIS Vincenzo Saturni consegnerà all’Avis regionale Abruzzo la cifra finora raccolta per la ricostruzione della Casa dello studente di L’Aquila distrutta dal sisma del 6 aprile.
“L’associazione – sottolinea il presidente dell’Avis Abruzzo Pasquale Colamartino – ha rivolto sempre una grande attenzione al mondo dei giovani. Aiutare, quindi, gli studenti aquilani ci è sembrato il modo più concreto per restituire alla città la sua anima e la speranza per il futuro. La solidarietà dimostrata dagli italiani ha commosso tutti gli abruzzesi. In questo frangente, un ringraziamento particolare va a Tiziano Ferro che ha sempre sostenuto il messaggio del dono del sangue e che, insieme a noi, ha voluto promuovere con grande determinazione questa raccolta fondi”.


L’incontro che precede il concerto (in programma presso lo stadio di Teramo) è aperto alla stampa.
Per info Simona Salvi Ufficio stampa Avis regionale Abruzzo (tel: 340 05.50.751)
 

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SITO IN ALLESTIMENTO




09/09/2010 @ 13.25.45
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ECONOMIA IN CALABRIA - PORTALE CALABRIA

Ristorante Belvedere

Arena Rocco Ristorante

Cisalfa Sport Spa

Beautyprof Spa Profumeria

La Campagnola Bar Ristorante Pizzeria

Ristorante Pizzeria S.Carlo Di Baldo Marianna

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