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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Redazione (del 29/01/2010 @ 18:40:27, in Comunicati, linkato 984 volte)

 

Adele Giuliana De Matteis è nata a Fagnano Alto, L'Aquila, ove consegue il diploma di scuola media superiore. Nel 1960 si trasferisce in Belgio in qualità di impiegata nel Consolato Italiano.
A Bruxelles frequenta l'Accademia Reale di Belle Arti. Diplomatasi nella stessa Accademia nell'anno 1965, si classifica al primo posto nell'ambito riconoscimento del "Primo premio con distinzione: medaglia d'oro".

Tornata in Italia, entra a far parte della Società di Belle Arti Circolo degli Artisti "Casa di Dante", Firenze, dove allestisce anche una sua personale e riscuote molto successo.

Nel 1977, a Milano, "Art Mondial Gallery" le assegna il Trofeo "Natale D'Oro".Nel 1979, a Città di Abbiategrasso-6° Edizione Premio Internazionale di Pittura, Scultura e Grafica-, riceve il "Diploma di Merito il Gallo d'Oro".

Negli anni 70/80 insegna nelle scuole medie di Alba Adriatica. Nel 2004 entra a far parte dell'Associazione Culturale "Ensamble Synasthesia": Musica, Pittura, Scultura e Poesia.

Allestisce varie mostre collettive con artisti abruzzesi e marchigiani: Alba Adriatica, Villa Rosa, Martinsicuro, Macerata, ecc..

Nel 2006 la città di Alba Adriatica le conferisce una targa premio in omaggio alla sua attività artistica in Italia e all'estero in occasione della mostra allestita dal Comune per il 50° anniversario della costituzione del Comune di Alba Adriatica. La mostra in suo onore ha come titolo "Alba Adriatica e il Novecento, da De Chirico a Corneille" ed è curata dal Prof. Critico d'arte Luciano Caprile.

 

COLORE-SPAZIO-MOVIMENTO mostra dell’aquilana Giuliana De Matteis - da Venerdì 29 Gennaio a Sabato 13 febbraio 2010.

 

Nei locali dell’Associazione Culturale Piazza Dante Giulianova.
Ingresso Libero – Orari: 19:00/24:00 (Info, Anna: 3486501618)

 

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Di Redazione (del 25/01/2010 @ 23:10:18, in Comunicati, linkato 1025 volte)

 

“La più grande interprete della Duse…”
presentazione della “mise en scene” ELEONORA DUSE. LA DIVINA di e con Daniela Musini
Teatro dell'Opera di Varsavia

In occasione della Mostra "Eleonora Duse e la cultura letteraria europea" organizzata dalla Fondazione Cini di Venezia
Varsavia, mercoledì 27 gennaio, h. 18
Un evento che si svolgerà in Polonia, al "Teatr Wielki di Varsavia – Opera Nazionale", e che vedrà protagonista Daniela Musini.
Il suo spettacolo "Eleonora Duse. La Divina" andrà in scena al Teatro dell'Opera di Varsavia, in occasione della Mostra "Eleonora Duse e la cultura letteraria europea", organizzata dalla Fondazione Cini di Venezia. Una location prestigiosa in occasione di una Mostra altrettanto prestigiosa, che segna un passaggio importante per l’artista abruzzese.
Un appuntamento importante per l’artista pescarese Daniela Musini, reduce dai trionfi internazionali di Cuba, San Pietroburgo e Minsk – solo per citare gli ultimi appuntamenti internazionali – dove ha portato brani di vari suoi recital dedicati al Vate, Gabriele d’Annunzio, e alla Divina, Eleonora Duse.
Un altro importante tassello “internazionale” da aggiungere alla brillante carriera di Daniela Musini.
È lo spettacolo teatrale, Eleonora Duse. La Divina, scritto, diretto e interpretato da Daniela Musini, che, dopo il grande successo e le standing ovations di San Pietroburgo e Cuba, approda ora, in Polonia, al "Teatr Wielki di Varsavia – Opera Nazionale",

“La Duse dei nostri giorni”: così è stata definita Daniela Musini dal quotidiano nazionale Donne News.
Lo spettacolo teatrale, si compone di due parti: la prima è un’Introduzione, dal titolo Eleonora. Una donna. Un’attrice. Una leggenda, in cui Daniela, con il suo riconosciuto stile fluido e affabulatorio, ci presenterà la Vita della grande Tragica, inarrivabile Musa ispiratrice di Gabriele d’Annunzio, ripercorrendo gli accadimenti, le vicende e le passioni più rilevanti della sua intensissima esistenza.
La seconda parte è invece il vero e proprio Recital/Concerto, dal titolo: Eleonora e Gabriele. Una passione scarlatta.
Qui, ora potremo apprezzare Daniela Musini quale artista versatile, nella triplice veste di autrice/attrice/pianista.
Acclamata studiosa dannunziana, diplomata in pianoforte, 2 lauree (in Lingue Straniere e in Lettere), attrice, autrice teatrale, scrittrice, pianista: un’artista di livello internazionale a cui riservano dovunque recensioni entusiastiche e consensi calorosissimi.
L’Accademia Statale Bielorussa di Musica di Minsk, gli Istituti Italiani di Cultura di Istanbul, Berlino, Ankara, Kyoto, Varsavia, Colonia, San Pietroburgo, Lione (dove ha recitato interamente in Francese), l’hanno applaudita nei suoi spettacoli Amori e fulgori di Gabriele d’Annunzio e Omaggio a l’Imaginifico: performances ricche e complesse in cui si esibisce da sola nella triplice veste di autrice/attrice/pianista, adattando ogni volta il repertorio musicale al Paese che la ospita (Debussy in Francia, Brahms e Beethoven in Germania, Rachmaninov in Russia e così via).
Tra gli innumerevoli e prestigiosi premi di cui è stata insignita, ne ricordiamo soltanto due: il Premio Internazionale Adelaide Ristori (assegnato ogni anno soltanto a 50 donne in tutto il mondo) e consegnatole al Campidoglio a Roma proprio in qualità di “Dannunziana”, e il Premio Internazionale Donna dell’Anno 2008 per la Cultura conferitole lo scorso ottobre al Palacongressi di Lugano: Daniela è stata una delle 9 donne premiate, a fronte di 249 candidature.
Il recital-concerto Eleonora e Gabriele. Una passione scarlatta è tratto dal testo teatrale di successo scritto da Daniela stessa, Mia Divina Eleonora, edito da Ianieri Editore che ha conseguito tre prestigiosi premi:
Medaglia di bronzo al Premio Firenze 2003
Primo Premio assoluto al Premio Garcia Lorca di Torino 2004
Coppa Sarah Ferrati per Autori di Teatro 2008

Il 7 agosto 2009 questo testo teatrale, che si legge come un romanzo, è stato presentato con enorme successo al “Vittoriale degli Italiani” dallo stesso Presidente, lo scrittore e giornalista, Giordano Bruno Guerri, che ha riservato a Daniela elogi incondizionati.
Per la prima volta in Polonia, si assisterà al recital/concerto Eleonora e Gabriele. Una passione scarlatta, un monologo palpitante in cui la Duse, in un dialogo in absentia, consegna i propri ricordi a Madeleine, sua governante-dama di compagnia.
È, in pratica, il racconto della propria Vita, costellata di successi e di eccessi, di gioie accecanti e di amarezze struggenti, di amori fugaci e di passioni indelebili, come quella vissuta con Gabriele l’Imaginifico, di cui divenne sublime Musa ispiratrice dei suoi capolavori.
D’Annunzio l’amò, certo, ma le riservò anche sofferenze ed umiliazioni, come vedremo.
Daniela Musini darà corpo ed anima alla grande Tragica in uno spettacolo di cui, oltre a scrivere il testo, ha curato anche la regia e le scelte musicali che sottendono alla sua interpretazione.
La suggestiva scenografia è di Giuseppe Esposito, mentre l’intensa voce fuori campo che interpreta d’Annunzio è di Giuseppe Pomponio.

Ufficio Stampa
Mauro Di Cola +39 339.2335340 mauro.dicola@libero.it dicolamauro@gmail.com

DANIELA MUSINI (Curriculum)
Nata a Roseto degli Abruzzi, vive a Pescara
Diplomata in Pianoforte
Laureata in Lingue e Letterature Straniere
Laureata in Lettere Moderne

Studiosa di Gabriele d’Annunzio, ha pubblicato numerosi articoli sulla sua vita e sulla sua opera e tiene Conferenze in Italia e all’estero

Relatrice di Conferenze sulla Poesia al femminile e su grandi figure di Seduttrici nella Storia: Cleopatra, Lucrezia Borgia, Mme de Pompadour, Messalina, Mata Hari

E’ attrice di prosa eclettica e versatile acclamata a livello internazionale ed è in grado di recitare in Francese, Inglese, Spagnolo

Curatrice e interprete dei Recital “Da Saffo a Neruda - Viaggio nella poesia d’amore”, incentrato su celebri ed appassionate liriche d’amore e “Rime fra le onde” dedicato al mutevole e suggestivo mondo dei mari, dei fiumi, dei laghi, della pioggia.

In qualità di Autrice Teatrale ha scritto 6 opere teatrali, nonchè tre recital (in cui si presenta nella triplice veste di autrice / attrice / pianista): Amori e fulgori di Gabriele D'Annunzio (in cui dà Vita alle 7 donne più amate dal Vate e che furono anche sue Muse ispiratrici), Omaggio a l’Imaginifico (in cui interpreta le più palpitanti pagine tratte dall’opera dannunziana) e Gabriele ed Eleonora. Una passione scarlatta (incentrata sulla vibrante passione e sul fecondo sodalizio artistico intercorsi fra i due artisti).
Oltre a molte città italiane (memorabile una sua performance al Vittoriale degli italiani a Gardone Riviera nel 2002), ha allestito i suoi spettacoli presso gli Istituti Italiani di Cultura di Berlino, Istanbul, Ankara, Kyoto, Varsavia, Colonia, Lione, L’Havana (dove con una sua conferenza/recital/concerto ha inaugurato nel Novembre 2008 la Settimana di Lingua e Cultura Italiana presso l’Ambasciata d’Italia), adattando ogni volta il repertorio pianistico al Paese che l’ha ospitata.
Tra le città toccate dalle sue performance citiamo San Pietroburgo, Minsk, Cuba per un grande evento culturale riguardante la Duse e prossimamente sarà a Boston, Montreal, Cracovia, Lisbona, Seul.

 

Ha inoltre scritto Mia Divina Eleonora, testo teatrale che ha conseguito nel 2003 la medaglia di bronzo (III Premio assoluto) alla XXI Edizione del Premio Firenze, nel 2004 il Primo Premio Assoluto al Premio Garcia Lorca di Torino e recentemente la Coppa Sarah Ferrati 2008. Il testo è stato pubblicato da Ianieri Editori nella collana "I quaderni di Gioia", diretta da Dacia Maraini ed è alla seconda edizione.
In qualità di scrittrice la sua produzione conta:
• I 100 piaceri di d’Annunzio, pubblicato dalla Casa Editrice Stampa Alternativa/ Nuovi Equilibri nel 2004 e citato più volte nei documentari di History Channel e de LA 7 e nel DVD allegato al quotidiano Libero del 15 Marzo 2008.
• Lucrezia Borgia Misteri, intrighi e delitti pubblicato dalla Casa Editrice Stampa Alternativa/ Nuovi Equilibri nel 2005
• Ha appena terminato di scrivere una Biografia su Messalina, la scandalosa Imperatrice di Roma
Tra i Premi conseguiti:
:: Premio Internazionale “Adelaide Ristori”, consegnatole al Campidoglio a Roma, in qualità di Dannunziana e assegnato ogni anno soltanto a 50 donne in tutto il mondo, che si siano distinte per particolari meriti artistici e culturali.
:: Premio Internazionale Donna dell'Anno 2008 per la Cultura.
Il Premio è indetto dall'Associazione Internazionale della Cultura UNIVERSUM con sede a Lugano; la Giuria è presieduta dalla Principessa Giovanna Colonna Di Stigliano; questa la motivazione:
Per la sua straordinaria personalità di donna e di attrice che ha saputo interpretare il Teatro e la Vita con ineguagliabile bravura e discrezione, e per aver contribuito alla diffusione della Cultura e dell'immagine dell'Italia nel mondo.
In seguito al Premio, e come riconoscimento della sua poliedrica attività artistica, è stata nominata Madrina nonché Ambasciatrice Culturale nel Mondo di tutte le manifestazioni dell' Associazione Internazionale della Cultura UNIVERSUM
L'associazione culturale "Villa Medici" di Lanciano, nel giorno 8 marzo 2009, ha conferito il Premio alla Donna 2009 a Daniela Musini, con la seguente motivazione:
Per essere interprete attenta e profonda delle opere di Gabriele d'Annunzio, di cui riesce a delinearne la portata storica e culturale. Dentro questi percorsi di ricerca e di studio ha saputo dare all'interpretazione della figura poliedrica di Eleonora Duse, un nuovo significato che ne fa rivivere la dimensione umana con un'apertura verso valori culturali e comportamentali carichi di problematicità, ma in prospettiva interculturale, in cui il femminismo è riconosciuto come valore aggiunto.
 

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Domenica 24 gennaio, ore 17.30, nella sala convegni dell’Hotel Hermitage di Silvi Marina ci sarà il terzo appuntamento della rassegna “Un libro al mese” promosso dall’assessorato alla cultura del comune di Silvi.

Sarà presentato “Il nostro terremoto” di Angelo De Nicola che ha visto un successo in libreria e nelle edicole tanto da andare in ristampa a soli due mesi dall’uscita del testo. Il suo incasso sarà devoluto per il restauro dell’opera d’arte “La Madonna del Popolo Aquilano” danneggiato nel sisma 2009, ritrovato il 3 maggio scorso dai vigili del fuoco tra le macerie della Chiesa di San Marco all’Aquila. Interverrà l'autore, l'archivista storica Alessandra Di Giovanni, l'assessore alla cultura del comune di Silvi. Un’immagine cui gli Aquilani, dal 1720, sono stati assai devoti fino a farne un’icona. “Il nostro terremoto” è una testimonianza di chi il terremoto l’ha vissuto in prima persona, che cerca di raccontare cosa è stato il terremoto del 6 aprile e che cos’è il dopo terremoto.

“Dormivo. Come molti, avevo fatto spallucce all’ennesima scossa da dicembre, poco prima delle 23, dopo aver imprecato, io interista, per il doppio gol del Milan nel finale. «Lella- dico a mia moglie- che botta! La piccola Camilla dorme? Non s’è svegliata, meno male: è così stressata da tutte queste scosse. Beh, allora andiamo a dormire pure noi: se proprio dobbiamo, moriremo nel sonno»...”. E’ l’incipit dell’articolo scritto sul Messaggero dal giornalista Angelo De Nicola quello stesso, drammatico, 6 aprile. Il terremoto raccontato da chi l’aveva provato sulla propria pelle. Da quell’articolo è nata la rubrica “Diario di un terremotato” nella quale De Nicola ha raccontato per il Messaggero, in prima persona, le difficoltà di ritrovarsi, senza casa, sfollato sulla costa con la sua famigliola, tra mille problemi, ansie, drammi e speranze.

Quel “Diario” s’è trasfuso in questo libro che è uscito il 6 ottobre 2009, a sei mesi esatti dall’apocalisse. Oltre al “Diario”, contiene le più significative e drammatiche lettere dopo il sisma pubblicate nella rubrica “Dillo al Messaggero” curata dallo stesso De Nicola. Questa sorta di “diario collettivo” è preceduto da un saggio dell’avvocato aquilano Attilio Cecchini al quale l’Autore ha chiesto di rivedere il concetto di “Aquilanitas”, affrontato dallo stesso in un famoso scritto del 1972, alla luce del terremoto e, soprattutto, dell’immediato post-terremoto.

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Di Redazione (del 22/01/2010 @ 23:40:51, in Comunicati, linkato 785 volte)

 

In seguito alla vittoria del prestigioso Premio Costantino Nigra 2009 per una ricerca antropologica in ambito nazionale (http://www.localport.it/eventi/notizie/notizie_espansa.asp?N=52018), il Centro di Documentazione e Studi sulla vita e la cultura della Montagna Teramana di Intermesoli, della parrocchia di Santa Maria Assunta di Intermesoli, unitamente al comune di Pietracamela e alla Regione Abruzzo, che hanno finanziato il progetto e la pubblicazione, e in collaborazione con la Casa Editrice Ricerche&Redazioni di Damiani&Marrama' , promuovono una nuova presentazione del libro di Gianfranco Spitilli dal titolo Il paese di mezzo. Storie di vita e fotografie familiari a Intermesoli. (http://www.ricercheeredazioni.com/homepage.php? v_prod_id=1192540937556&prod_id=1192540937552&id_tipo=1153297211303&menu =2_=1⊂)

Il libro propone i risultati di una ricerca sul campo condotta nel paese di Intermesoli, alle pendici del Gran Sasso d'Italia, ed a'¨ un lavoro sulla memoria attraverso le immagini. Nasce dall'intersezione di racconti trasmessi oralmente e di rappresentazioni fotografiche da cui gli stessi racconti sono scaturiti, perdendone poi la diretta filiazione nei mille rivoli che segue la ricreazione del passato. Immagine come supporto mnemonico ma anche come stimolo p er la rievocazione, dunque per una narrazione continuamente aggiornata, plasmata, carica di contenuti emotivi di volta in volta rivissuti e, in un certo senso, scoperti nuovamente, riformulati al momento di essere raccontati.

Tutte le foto sono organizzate nella seconda parte del libro, rispettando la scansione dei capitoli del testo e, quando possibile, anche dei paragrafi. Lungi dall'essere semplice appendice, le immagini costituiscono l'ossatura che accompagna la narrazione, alla quale sono vincolate da rimandi espliciti e, in termini generali, dall'esserne il filo conduttore e ispiratore. La presentazione avra' luogo in due eventi congiunti: il 23 gennaio, alle ore 11 presso la Sala del Consiglio Comunale di Pietracamela, e il 30 gennaio, alle ore 11, presso la Biblioteca Diocesana del Seminario di Teramo.

Entrambi gli incontri, oltre a ripercorrere le tappe del progetto e della scrittura del testo vincitore, e a fornire alcune indicazioni sul Premio, saranno utili momenti di confronto e discussione sulle attivita' di ricerca demoetnoantropologica nell'area della montagna teramana, in particolare quelle promosse dal CDS di Intermesoli, con il contributo di rappresentanti politici e specialisti impegnati nel campo dello sviluppo sociale e della ricerca sociologica, linguistica, antropologica.

Sara' inoltre occasione di presentare la prosecuzione del progetto, rivolta allo studio dell'emigrazione verso il Canada, in particolare attraverso l'uso delle fonti orali e di quelle audiovisive e fotografiche, da condursi nelle comunita' della montagna e presso quelle degli emigra ti nelle citta' di Hamilton, Toronto, Montreal, Minto, in vari Stati canadesi, a partire dalla fine del XIX secolo, cercando dunque di approfondire, rafforzare, ricostituire quei legami con la terra di origine che inevitabilmente, con il passare dei decenni, si stanno sempre pia'¹ rarefacendo. Allo stesso modo sara' dunque un'occasione per discutere attivamente anche dei problemi della montagna, della polverizzazione delle sue comunita' , in continuo e inesorabile calo demografico, e analizzare come progetti culturali qualificati e a lungo termine possano sostenere la trasmissione della memoria fra le generazioni e dare una pia'¹ ampia base a progetti di sviluppo concreti e fondati sulla conoscenza delle persone, dei territori e del patrimonio di conoscenze che portano con se'. Il successo del libro pubblicato a'¨ inoltre il frutto di una riuscita sinergia che coinvolge la citta' di Teramo, essendo teramani i suoi promotori e realizzatori: il parroco Don Filippo Lanci, l'autore Gianfranco Spitilli, la Casa Editrcie Ricerche&Redazioni di Damiani&Marrama' .

PROGRAMMA PIETRACAMELA,

SABATO 23 GENNAIO: 23 gennaio 2010, sabato, ore 11, Sala Consiliare del Comune di PIETRACAMELA Presentazione del libro e del Premio ricevuto, presentazione di progetti sulla montagna Intervengono: -Don Filippo Lanci, parroco di Pietracamela e Intermesoli e presidente del Centro di Documentazione e Studi sulla vita e la cultura della Montagna Teramana di Intermesoli -Antonio Di Giustino, Sindaco di Pietracamela -Paola Di Salvatore, Dirigente del Servizio Politiche Culturali della Regione Abruzzo -Francesco Tentarelli, Responsabile dell'Agenzia per la Promozione Culturale della Regione Abruzzo di Teramo -Adriana Gandolfi, Agenzia per la Promozione Culturale della Regione Abruzzo di Pescara -Gianfranco Spitilli, autore

PROGRAMMA TERAMO,

SABATO 30 GENNAIO: 30 gennaio 2010, sabato, ore 11, Biblioteca del Seminario di TERAMO Presentazione del libro e del Premio ricevuto, presentazione di progetti sulla montagna Intervengono: -S. E. Michele Seccia, Vescovo di Teramo-Atri -Antonio Di Giustino, Sindaco di Pietracamela -Mauro Di Dalmazio, Assessore alle Politiche Culturali della Regione Abruzzo -Maurizio Brucchi, Sindaco di Teramo -Paola Di Salvatore, Dirigente del Servizio Politiche Culturali della Regione Abruzzo -Everardo Minardi, Direttore del Dipartimento di Teorie e Politiche dello Sviluppo Sociale, Facolta' di Scienze Politiche, Universita' di Teramo -Giovanni Agresti, Facolta' di Scienze Politiche, Universita' di Teramo -Gianfranco Spitilli, autore

Moderatore: Simone Gambacorta

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Di Redazione (del 18/01/2010 @ 15:38:36, in Comunicati, linkato 981 volte)

 

Il percorso di Kinemarte si arricchisce di un nuovo tassello. A partire dal 21 gennaio, presso il Museo d’Arte Moderna Vittoria Colonna di Pescara, il progetto contenitore ideato da Raffaella Cascella e Andrea Malandra presenterà ai visitatori “MUSEO, CITTA’, TERRITORIO”, una rassegna di lavori del Master ISIA Roma Desig che vedrà nella sua giornata di inaugurazione, alle ore 15.30 un convegno moderato dagli stessi operatori culturali del progetto e un’introduzione dell’Assessore alla Cultura del Comune di Pescara, Elena Seller, del Direttore Generale AFAM, Ministero dell’Università e della Ricerca (MIUR), Giorgio Bruno Civello, del presidente CNAM (Consiglio Nazionale Alta Formazione Artistica e Musicale – MIUR) Giuseppe Forlanis, del Presidente Fondazione Pescarabruzzo Nicola Mattoscio, del direttore ISIA Roma Design Giulio Angelini. A seguire, Giordano Bruno, Giuseppe Marinelli De Marco, Massimo Ciafrei, Carlo Di Pascasio – rispettivamente direttore e docenti del MASTER – presenteranno il corso al pubblico e alle autorità.

All’inaugurazione della mostra, che avverrà alle ore 18.00 del 21 gennaio, interverranno Berardino Fiorilli, Vicesindaco e Assessore al Turismo, Fabrizio Rapposelli, Assessore alla Cultura Provincia di Pescara, Mauro Di Dalmazio, Assessore al Turismo e Politiche Culturali della Regione Abruzzo, Vincenzo De Pompeis, direttore del Museo Paparalla Treccia di Pescara e Enzo Fimiani, Direttore della Biblioteca Provinciale di Pescara.

L'incontro tra gli studenti ed i docenti del Master, tenuto dall'Isia Roma design ( finanziato dalla Fondazione Pescaraabruzzo, promotore delle iniziative culturali della città) e gli ideatori del progetto Kinemarte si aggiunge alle mostre personali di Marco Appicciafuoco e Igor Cascella con "Stand-by Land"- Kinemarte/Autori arte visiva (ottobre 2009) e ai Kinemarte-Kineforum, incontri e proiezioni cinema d'autore e autori di cinema (novembre 2009) e rappresenta un'autoproduzione artistico-cultuale promossa dall'Assesse alla Cultura del Comune di Pescara, Elena Seller, che continua a dimostrare particolare sensibilità alla sperimentazione.


KINEMARTE/EVENTI proseguirà il suo cammino ospitando nel Museo Vittoria Colonna, le opere fotografiche di Sergio Camplone (dal titolo “SUN CITY”) e avrà nella proiezione del film di Peter Greenaway “I misteri del giardino di Compton House” , prevista il prossimo 11 febbraio, il punto saliente di un incontro di design, arte e cinema.
 

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Di Redazione (del 16/01/2010 @ 12:09:34, in Cultura, linkato 1028 volte)

 


“Angeli” il suo nuovo libro pubblicato dalla casa editrice Ricerche & Redazioni di Teramo contiene la storia di suo padre, un militare morto per rappresaglia. Scrivendo di lui ha guardato in faccia il suo antico dolore?

 

“Angeli” è il mio secondo romanzo, il sesto figlio”di carta”, come definisco affettuosamente i miei libri. Dopo le tante poesie, i racconti, il romanzo autobiografico “I cibi della memoria”, tutti attinenti alla figura di mio padre, sono finalmente giunta a condensare in un unico libro, “Angeli” appunto, il tarlo infinito del dolore, della rabbia, dell’ingiustizia, della sofferenza, dell’assenza che mi corrodeva e lacerava togliendomi serenità e libertà di giudizio. Non avevo bisogno di guardare in faccia il dolore, che aveva sì antiche radici, perché era talmente presente in me da sentirmene “impastata”.

 

“Angeli”, il titolo rimanda al cielo, ai messaggeri invisibili che arrivano su una scena della vita e proteggono. Da dove trae origine la scelta del titolo?

 

Ho sempre sentito mia madre, scomparsa nel 1963, come il mio angelo custode; l’ho invocata nel momento del bisogno e l’ho percepita come una presenza che mi avvisava di alcuni accadimenti che poi si sono puntualmente verificati e al contempo mi proteggeva. Il titolo Angeli però mi è stato suggerito da Andrea, il ragazzo di cui parlo nelle prime pagine del libro, che credeva agli angeli e mi pregava di scrivere di loro. Io avevo un altro concetto di angeli, meno astratto, ma poi durante il tragitto mi sono accorta che in buona parte le nostre concezioni collimavano.

 

Ha trasferito sulle pagine un evento storico oltre la storia comprese le tue sofferenze. Dunque è possibile, attraverso la scrittura, arrivare ad una maggiore comprensione degli eventi accaduti fino alla risoluzione di alcuni nodi emotivi?

 

Sono fermamente convinta, da antica data, che solo attraverso lo studio approfondito e magari anche attraverso la scrittura si possano comprendere e somatizzare gli avvenimenti storici, soprattutto quelli che ti riguardano e ti colpiscono emotivamente. E’ per questo motivo che le mie ricerche sono durate anni. Solo quando sono stata in grado di formarmi un’idea oggettiva, sdoganata da emozioni e risentimenti personali, ho potuto trasferire sulla carta il mio racconto, mondandolo da ogni forma di soggettivismo.

 

La scrittura in questo caso è stata catarsi, fatica o dolore?

 

Ho già raccontato in qualche occasione che qualcuno, con animo certo fraterno, mi ha detto che scavando e scrivendo stavo facendomi del male. Non è così. Ci sono state lacrime, momenti di sconforto, residui di rabbia, ma procedendo sono andati scemando e nessuna fatica, nessun dolore valgono la pace che ho raggiunto. Sì, possiamo parlare proprio di catarsi.

 

E’ bella l’immagine di una donna che si guarda dentro in cerca di suo padre, per colmare il vuoto di un’assenza. Parole lievi ma potenti prendono forma con una direzione, un itinerario, un progetto. Qual è la parte del romanzo che le ha creato più difficoltà?

 

Dico spesso che il libro è stato scritto col sangue. Penso non ci sia bisogno di alcuna ulteriore spiegazione. Qualcuno, senza neppure leggerlo, lo ha definito “il solito libro di guerra”. Rifiuto fermamente questa definizione. E’ una storia d’amore: quella fra i miei genitori e quella di una figlia verso il padre, cui deve chiedere perdono per essersi permessa di giudicarlo.

 

Giuliana, ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura e come è arrivata alla pubblicazione del suo lavoro.

 

Mi chiedi come sono arrivata alla pubblicazione. Avevo fatto visionare il mio lavoro ad un caro amico comune, Sandro Galantini che mi segue da anni e ne era stato entusiasta. Temendo che l’affetto lo rendesse di parte, l’ho sottoposto all’attenzione del critico letterario Simone Gambacorta, che sarebbe stato meno coinvolto emotivamente. Anche lui si è espresso in modo molto lusinghiero. Mia figlia ed un’altra cara amica, lettrice competente ed attenta, a loro volta hanno dato parere favorevole. Si trattava solo di decidere se dare la precedenza ad Angeli o ad altri lavori già pronti per essere editati. I miei angeli in un loro sogno mi hanno indirizzato verso la scelta che ho poi fatto ed il lavoro di ricerca storica e documentaria e la successiva stesura che portavo avanti da un decennio, ha visto la luce. E’ come se avessi reso la vita a mio padre, togliendolo dall’oblio che lo avvolgeva da troppo tempo. Mi ero fatta madre del mio papà e finalmente potevo stringerlo a me. Raccontarti di me? Ma non l’ho fatto a sufficienza? Sono una donna di 71 anni, moglie, madre, nonna, ex insegnante. La mia famiglia è al primo posto di ogni mia azione. Per il resto amo leggere, scrivere, ascoltare musica, guardarmi attorno, scandagliarmi dentro. Credo di essere piuttosto severa con me stessa, comprensiva con gli altri purchè non siano gratuitamente stupidi e volgari. Sono un animale marino; il mare è il mio habitat naturale con tutti i suoi meandri. E poi vivo a stretto contatto con la POESIA che è la mia migliore amica ed una ragione di vita. Come potrei non scrivere con queste premesse? L’ho sempre fatto, è stato naturale.

 

Un ringraziamento?

 

Certamente ho dei ringraziamenti da fare: agli amici che credono in me, ai quali ti sei aggiunta anche tu, a chi apprezza ciò che scrivo, ma in primis a Dio che mi ha donato un “talento” compensatorio di ciò che la vita mi aveva tolto e mi ha permesso di trasformare in positività ciò che era solo sofferenza. E, come nella parabola evangelica, sto provando a far fruttare quel talento.

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Il mondo cambia troppo in fretta per stargli dietro. Dietro di noi abbiamo il secolo che ha visto gli uomini alle prese con il conflitto della storia e che ha visto lottare gli esseri umani per i grandi ideali, morire per essi. Le guerre sono state mondiali e molti ambiti ne hanno risentito. Attualmente ci troviamo immersi nella mimesi del caos, in una comunicazione non comunicazione, tra la crisi del linguaggio logoro privo di frasi che hanno un significato autentico e la crisi che grava sull’immagine dell’autore. E’ stato fatale riprodurre quel caos dentro e fuori usando frasi insignificanti, descrivendo banalità evidenti che scivolano tra libere espressioni intrecciate al momento e che derivano dalla comunicazione di massa.

La letteratura inizia un altro viaggio senza più certezze. Da sempre i cambiamenti hanno fatto leva sulle neoavanguardie che tentano di opporsi alle teorie classiche, imponendo nuovi canoni di originalità. Ed oggi in una società in cui la forza del singolo si trova nell’appartenere a qualcosa o a qualcuno; la massa conforme e contenta, si omologa per insicurezza nello stesso tempo in cui la visione schizofrenica della realtà, offre un nuovo tipo di comunicazione che distrugge la forma.

Di conseguenza le nuove tendenze letterarie si sviluppano partendo dai bisogni del proprio ego, invece che sui problemi della comunità. Nuove opere letterarie e poetiche continuano a sbocciare; ci si deve solo chiedere quale forma espressiva può essere definita innovativa e originale, perché anche i rappresentanti del novecento presentano tra di loro tratti diversi, se si considerano le poetiche individuali, le cui sintesi le troviamo tra Ungaretti, Montale e Saba e i più recenti Luzi, Pavese, Calvino, Zanzotto. Anche all’interno di un decadentismo espressivo, l’uomo continua ad avere il bisogno di placare l’ansia e costruire forme letterarie - artistiche che gli consentono di accedere all’infinito. Nel caos contemporaneo si comunica attraverso grovigli fonici dal significato vago, ampio, astratto, che riproducono alla perfezione la civiltà capitalistica - individualista, comprese le insensatezze e le incoerenze. La parola malgrado tutto continua il suo percorso, si posa sui diari, la si legge sui muri, è rapida, in alcuni casi è rotta, sfinita tra poche parentesi e molti puntini di sospensione; deceduta negli acronimi che sembrano riportarci al tempo degli Ominidi ed al suono gutturale della loro voce: Tvttb, Mmt, Tadm. Sigle che ballano sui dispaly dei nuovi telefonini e che ci aiutano a risparmiare tempo; anche quando la parola è scritta in modo corrente con il T9. I testi frammentari ci portano a vivere un mondo a pezzi o incollato come un mosaico di parti autonome, in cui ogni pezzo possiede unità e coerenza singolari.

Ogni uomo ha fatto e dovrà fare i conti con la sua epoca anche adesso che la comunicazione è telematica e arriva in ogni parte del mondo. Le nostre menti potranno erudire e qualcuno potrà ancora vedere le immagini del passato davanti alle fiamme di un camino, ricordando che un tempo eravamo capaci di dare un senso alle cose, di misurarle, di anticipare sia i moti dei corpi che degli animi, sebbene la penna abbia lasciato il passo ad una tastiera dietro la quale si è umani come Don Giovanni dietro un monitor e oltre la famosa “siepe che il guardo esclude” c’è un ecosistema che corre molti rischi. Ai volti dei nostri simili preferiamo quello delle nostre immagini stagliate in un universo parallelo che riflette un’altra nostra possibile identità.

Nella vita reale il dialogo è con lo specchio. Nel dominio digitale e nello spazio tridimensionale in continua crescita non sembra proprio essere il momento di rincorrere, nel caos delle passioni audaci, ad un ordine euclideo. Nelle immediate vicinanze un nostro vicino di casa è chiuso in una stanza anche in una tranquilla cittadina come la nostra e dita veloci descrivono le ombre della mente nell’immobilità ansiosa di un ka digitale che all’improvviso appare da qualche parte del mondo. Si dice che anche la carta soccomberà alle trasformazioni tecnologiche e il libro, lo si potrà leggere inscatolato nell’ebook. Ma questa è un’altra storia.

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Di Redazione (del 09/01/2010 @ 19:30:20, in Comunicati, linkato 954 volte)

SUCCESSO PER L’HAPPENING “LA STANZA DEL COLORE” DI ANNA SECCIA REALIZZATO A VIBO VALENTIA NELL’AMBITO
DEL PREMIO INTERNAZIONALE LÌMEN ARTE 2009

Suggestivo, dinamico, coinvolgente. Così è stato l’happening creativo dell’artista abruzzese Anna Seccia, invitata dalla Camera di Commercio di Vibo Valentia a tenere, nell’ambito del Premio Internazionale Lìmen Arte, una innovativa “lezione” di creatività, in cui la concezione di arte come atto individuale del singolo viene abbandonata a favore di un lavoro integrato e collettivo, simbolico dell’unione e della partecipazione che deve accompagnare la crescita dell’intera società.
L’inedita performance, denominata “La stanza del colore” ha avuto luogo lo scorso 21 dicembre a Palazzo comunale E. Gagliardi, dove è ospitata, fino al 10 gennaio, la mostra d’arte contemporanea del Premio Lìmen Arte, con le di 75 artisti nazionali ed internazionali.
Con “La Stanza del colore” Anna Seccia ha dato vita ad un interessante laboratorio di interdisciplinarietà tra le arti (pittura, musica, danza, meditazione) finalizzato alla realizzazione di un’opera d’arte “collaborativa”, frutto della condivisione di emozioni ed di espressività.
Nell’androne di Palazzo Gagliardi è stata infatti posata una grande tela delle dimensioni di mt.5x2,20 circa; su questa sono stati sistemati pennelli e colori; tutt’intorno hanno preso posto allievi della locale Accademia di Belle Arti Fidia con il preside Michele Licata e allievi dell’Istituto d’Arte di Vibo Valentia con la professoressa Carmela Sorrenti.
Con la sapiente regia di Anna Seccia ha preso così corpo la “Stanza del colore”; sottolineati da mirati brani musicali, si sono alternati, armonizzandosi, percorsi meditativi, attività creative, gestualità ritmiche, momenti di soggettività e altri di interazione.
Ognuno dei partecipanti è stato, all’inizio. protagonista di uno spazio della tela, lo stesso che poi è stato “contaminato”, nel rispetto dei tratti e delle cromie, dalla creatività dei compresenti che, in circolo, hanno lasciato la propria traccia espressiva, il proprio segno, perché ogni individualità fosse amalgamata con la generalità per rendere così l’opera corale, totale, “collaborativa”.
“La stanza del colore” è stata sperimentata a partire dal 1998 e ultimamente è stata utilizzata nei territori abruzzesi colpiti dal recente sisma allo scopo di superare il trauma e il dolore attraverso l’atto creativo.
La “Stanza del colore” realizzata a Vibo Valentia è stata, a detta dei partecipanti e di tutti i presenti, un’esperienza unica ed entusiasmante: un evento che la Camera di Commercio di Vibo Valentia ha inteso realizzare per accrescere le occasioni di promozione dell’arte nella sua duplice valenza di espressione della creatività umana e di importante risorsa di sviluppo sociale, culturale ed economico. Un’esperienza positiva testimoniata dalla grande tela che Anna Seccia ha voluto intitolare “Energie della Calabria” e che, ora presso la sede della Camera di Commercio, rimarrà patrimonio comune della città e del territorio.

Rosanna De Lorenzo
-responsabile informazione e comunicazione istituzionale-
 

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