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DITTE ITALIANE . COM
Tornata in Italia, entra a far parte della Società di Belle Arti Circolo degli Artisti "Casa di Dante", Firenze, dove allestisce anche una sua personale e riscuote molto successo. Nel 1977, a Milano, "Art Mondial Gallery" le assegna il Trofeo "Natale D'Oro".Nel 1979, a Città di Abbiategrasso-6° Edizione Premio Internazionale di Pittura, Scultura e Grafica-, riceve il "Diploma di Merito il Gallo d'Oro". Negli anni 70/80 insegna nelle scuole medie di Alba Adriatica. Nel 2004 entra a far parte dell'Associazione Culturale "Ensamble Synasthesia": Musica, Pittura, Scultura e Poesia. Allestisce varie mostre collettive con artisti abruzzesi e marchigiani: Alba Adriatica, Villa Rosa, Martinsicuro, Macerata, ecc.. COLORE-SPAZIO-MOVIMENTO mostra dell’aquilana Giuliana De Matteis - da Venerdì 29 Gennaio a Sabato 13 febbraio 2010. Nei locali dell’Associazione Culturale Piazza Dante Giulianova. “La Duse dei nostri giorni”: così è stata definita Daniela Musini dal quotidiano nazionale Donne News. Ufficio Stampa DANIELA MUSINI (Curriculum) Studiosa di Gabriele d’Annunzio, ha pubblicato numerosi articoli sulla sua vita e sulla sua opera e tiene Conferenze in Italia e all’estero Relatrice di Conferenze sulla Poesia al femminile e su grandi figure di Seduttrici nella Storia: Cleopatra, Lucrezia Borgia, Mme de Pompadour, Messalina, Mata Hari E’ attrice di prosa eclettica e versatile acclamata a livello internazionale ed è in grado di recitare in Francese, Inglese, Spagnolo Curatrice e interprete dei Recital “Da Saffo a Neruda - Viaggio nella poesia d’amore”, incentrato su celebri ed appassionate liriche d’amore e “Rime fra le onde” dedicato al mutevole e suggestivo mondo dei mari, dei fiumi, dei laghi, della pioggia. In qualità di Autrice Teatrale ha scritto 6 opere teatrali, nonchè tre recital (in cui si presenta nella triplice veste di autrice / attrice / pianista): Amori e fulgori di Gabriele D'Annunzio (in cui dà Vita alle 7 donne più amate dal Vate e che furono anche sue Muse ispiratrici), Omaggio a l’Imaginifico (in cui interpreta le più palpitanti pagine tratte dall’opera dannunziana) e Gabriele ed Eleonora. Una passione scarlatta (incentrata sulla vibrante passione e sul fecondo sodalizio artistico intercorsi fra i due artisti). Ha inoltre scritto Mia Divina Eleonora, testo teatrale che ha conseguito nel 2003 la medaglia di bronzo (III Premio assoluto) alla XXI Edizione del Premio Firenze, nel 2004 il Primo Premio Assoluto al Premio Garcia Lorca di Torino e recentemente la Coppa Sarah Ferrati 2008. Il testo è stato pubblicato da Ianieri Editori nella collana "I quaderni di Gioia", diretta da Dacia Maraini ed è alla seconda edizione. Sarà presentato “Il nostro terremoto” di Angelo De Nicola che ha visto un successo in libreria e nelle edicole tanto da andare in ristampa a soli due mesi dall’uscita del testo. Il suo incasso sarà devoluto per il restauro dell’opera d’arte “La Madonna del Popolo Aquilano” danneggiato nel sisma 2009, ritrovato il 3 maggio scorso dai vigili del fuoco tra le macerie della Chiesa di San Marco all’Aquila. Interverrà l'autore, l'archivista storica Alessandra Di Giovanni, l'assessore alla cultura del comune di Silvi. Un’immagine cui gli Aquilani, dal 1720, sono stati assai devoti fino a farne un’icona. “Il nostro terremoto” è una testimonianza di chi il terremoto l’ha vissuto in prima persona, che cerca di raccontare cosa è stato il terremoto del 6 aprile e che cos’è il dopo terremoto. “Dormivo. Come molti, avevo fatto spallucce all’ennesima scossa da dicembre, poco prima delle 23, dopo aver imprecato, io interista, per il doppio gol del Milan nel finale. «Lella- dico a mia moglie- che botta! La piccola Camilla dorme? Non s’è svegliata, meno male: è così stressata da tutte queste scosse. Beh, allora andiamo a dormire pure noi: se proprio dobbiamo, moriremo nel sonno»...”. E’ l’incipit dell’articolo scritto sul Messaggero dal giornalista Angelo De Nicola quello stesso, drammatico, 6 aprile. Il terremoto raccontato da chi l’aveva provato sulla propria pelle. Da quell’articolo è nata la rubrica “Diario di un terremotato” nella quale De Nicola ha raccontato per il Messaggero, in prima persona, le difficoltà di ritrovarsi, senza casa, sfollato sulla costa con la sua famigliola, tra mille problemi, ansie, drammi e speranze. Quel “Diario” s’è trasfuso in questo libro che è uscito il 6 ottobre 2009, a sei mesi esatti dall’apocalisse. Oltre al “Diario”, contiene le più significative e drammatiche lettere dopo il sisma pubblicate nella rubrica “Dillo al Messaggero” curata dallo stesso De Nicola. Questa sorta di “diario collettivo” è preceduto da un saggio dell’avvocato aquilano Attilio Cecchini al quale l’Autore ha chiesto di rivedere il concetto di “Aquilanitas”, affrontato dallo stesso in un famoso scritto del 1972, alla luce del terremoto e, soprattutto, dell’immediato post-terremoto. Il libro propone i risultati di una ricerca sul campo condotta nel paese di Intermesoli, alle pendici del Gran Sasso d'Italia, ed a'¨ un lavoro sulla memoria attraverso le immagini. Nasce dall'intersezione di racconti trasmessi oralmente e di rappresentazioni fotografiche da cui gli stessi racconti sono scaturiti, perdendone poi la diretta filiazione nei mille rivoli che segue la ricreazione del passato. Immagine come supporto mnemonico ma anche come stimolo p er la rievocazione, dunque per una narrazione continuamente aggiornata, plasmata, carica di contenuti emotivi di volta in volta rivissuti e, in un certo senso, scoperti nuovamente, riformulati al momento di essere raccontati. Tutte le foto sono organizzate nella seconda parte del libro, rispettando la scansione dei capitoli del testo e, quando possibile, anche dei paragrafi. Lungi dall'essere semplice appendice, le immagini costituiscono l'ossatura che accompagna la narrazione, alla quale sono vincolate da rimandi espliciti e, in termini generali, dall'esserne il filo conduttore e ispiratore. La presentazione avra' luogo in due eventi congiunti: il 23 gennaio, alle ore 11 presso la Sala del Consiglio Comunale di Pietracamela, e il 30 gennaio, alle ore 11, presso la Biblioteca Diocesana del Seminario di Teramo. Entrambi gli incontri, oltre a ripercorrere le tappe del progetto e della scrittura del testo vincitore, e a fornire alcune indicazioni sul Premio, saranno utili momenti di confronto e discussione sulle attivita' di ricerca demoetnoantropologica nell'area della montagna teramana, in particolare quelle promosse dal CDS di Intermesoli, con il contributo di rappresentanti politici e specialisti impegnati nel campo dello sviluppo sociale e della ricerca sociologica, linguistica, antropologica. Sara' inoltre occasione di presentare la prosecuzione del progetto, rivolta allo studio dell'emigrazione verso il Canada, in particolare attraverso l'uso delle fonti orali e di quelle audiovisive e fotografiche, da condursi nelle comunita' della montagna e presso quelle degli emigra ti nelle citta' di Hamilton, Toronto, Montreal, Minto, in vari Stati canadesi, a partire dalla fine del XIX secolo, cercando dunque di approfondire, rafforzare, ricostituire quei legami con la terra di origine che inevitabilmente, con il passare dei decenni, si stanno sempre pia'¹ rarefacendo. Allo stesso modo sara' dunque un'occasione per discutere attivamente anche dei problemi della montagna, della polverizzazione delle sue comunita' , in continuo e inesorabile calo demografico, e analizzare come progetti culturali qualificati e a lungo termine possano sostenere la trasmissione della memoria fra le generazioni e dare una pia'¹ ampia base a progetti di sviluppo concreti e fondati sulla conoscenza delle persone, dei territori e del patrimonio di conoscenze che portano con se'. Il successo del libro pubblicato a'¨ inoltre il frutto di una riuscita sinergia che coinvolge la citta' di Teramo, essendo teramani i suoi promotori e realizzatori: il parroco Don Filippo Lanci, l'autore Gianfranco Spitilli, la Casa Editrcie Ricerche&Redazioni di Damiani&Marrama' . PROGRAMMA PIETRACAMELA, SABATO 23 GENNAIO: 23 gennaio 2010, sabato, ore 11, Sala Consiliare del Comune di PIETRACAMELA Presentazione del libro e del Premio ricevuto, presentazione di progetti sulla montagna Intervengono: -Don Filippo Lanci, parroco di Pietracamela e Intermesoli e presidente del Centro di Documentazione e Studi sulla vita e la cultura della Montagna Teramana di Intermesoli -Antonio Di Giustino, Sindaco di Pietracamela -Paola Di Salvatore, Dirigente del Servizio Politiche Culturali della Regione Abruzzo -Francesco Tentarelli, Responsabile dell'Agenzia per la Promozione Culturale della Regione Abruzzo di Teramo -Adriana Gandolfi, Agenzia per la Promozione Culturale della Regione Abruzzo di Pescara -Gianfranco Spitilli, autore PROGRAMMA TERAMO, SABATO 30 GENNAIO: 30 gennaio 2010, sabato, ore 11, Biblioteca del Seminario di TERAMO Presentazione del libro e del Premio ricevuto, presentazione di progetti sulla montagna Intervengono: -S. E. Michele Seccia, Vescovo di Teramo-Atri -Antonio Di Giustino, Sindaco di Pietracamela -Mauro Di Dalmazio, Assessore alle Politiche Culturali della Regione Abruzzo -Maurizio Brucchi, Sindaco di Teramo -Paola Di Salvatore, Dirigente del Servizio Politiche Culturali della Regione Abruzzo -Everardo Minardi, Direttore del Dipartimento di Teorie e Politiche dello Sviluppo Sociale, Facolta' di Scienze Politiche, Universita' di Teramo -Giovanni Agresti, Facolta' di Scienze Politiche, Universita' di Teramo -Gianfranco Spitilli, autore Moderatore: Simone Gambacorta Il percorso di Kinemarte si arricchisce di un nuovo tassello. A partire dal 21 gennaio, presso il Museo d’Arte Moderna Vittoria Colonna di Pescara, il progetto contenitore ideato da Raffaella Cascella e Andrea Malandra presenterà ai visitatori “MUSEO, CITTA’, TERRITORIO”, una rassegna di lavori del Master ISIA Roma Desig che vedrà nella sua giornata di inaugurazione, alle ore 15.30 un convegno moderato dagli stessi operatori culturali del progetto e un’introduzione dell’Assessore alla Cultura del Comune di Pescara, Elena Seller, del Direttore Generale AFAM, Ministero dell’Università e della Ricerca (MIUR), Giorgio Bruno Civello, del presidente CNAM (Consiglio Nazionale Alta Formazione Artistica e Musicale – MIUR) Giuseppe Forlanis, del Presidente Fondazione Pescarabruzzo Nicola Mattoscio, del direttore ISIA Roma Design Giulio Angelini. A seguire, Giordano Bruno, Giuseppe Marinelli De Marco, Massimo Ciafrei, Carlo Di Pascasio – rispettivamente direttore e docenti del MASTER – presenteranno il corso al pubblico e alle autorità. All’inaugurazione della mostra, che avverrà alle ore 18.00 del 21 gennaio, interverranno Berardino Fiorilli, Vicesindaco e Assessore al Turismo, Fabrizio Rapposelli, Assessore alla Cultura Provincia di Pescara, Mauro Di Dalmazio, Assessore al Turismo e Politiche Culturali della Regione Abruzzo, Vincenzo De Pompeis, direttore del Museo Paparalla Treccia di Pescara e Enzo Fimiani, Direttore della Biblioteca Provinciale di Pescara. L'incontro tra gli studenti ed i docenti del Master, tenuto dall'Isia Roma design ( finanziato dalla Fondazione Pescaraabruzzo, promotore delle iniziative culturali della città) e gli ideatori del progetto Kinemarte si aggiunge alle mostre personali di Marco Appicciafuoco e Igor Cascella con "Stand-by Land"- Kinemarte/Autori arte visiva (ottobre 2009) e ai Kinemarte-Kineforum, incontri e proiezioni cinema d'autore e autori di cinema (novembre 2009) e rappresenta un'autoproduzione artistico-cultuale promossa dall'Assesse alla Cultura del Comune di Pescara, Elena Seller, che continua a dimostrare particolare sensibilità alla sperimentazione. “Angeli” è il mio secondo romanzo, il sesto figlio”di carta”, come definisco affettuosamente i miei libri. Dopo le tante poesie, i racconti, il romanzo autobiografico “I cibi della memoria”, tutti attinenti alla figura di mio padre, sono finalmente giunta a condensare in un unico libro, “Angeli” appunto, il tarlo infinito del dolore, della rabbia, dell’ingiustizia, della sofferenza, dell’assenza che mi corrodeva e lacerava togliendomi serenità e libertà di giudizio. Non avevo bisogno di guardare in faccia il dolore, che aveva sì antiche radici, perché era talmente presente in me da sentirmene “impastata”. “Angeli”, il titolo rimanda al cielo, ai messaggeri invisibili che arrivano su una scena della vita e proteggono. Da dove trae origine la scelta del titolo? Ho sempre sentito mia madre, scomparsa nel 1963, come il mio angelo custode; l’ho invocata nel momento del bisogno e l’ho percepita come una presenza che mi avvisava di alcuni accadimenti che poi si sono puntualmente verificati e al contempo mi proteggeva. Il titolo Angeli però mi è stato suggerito da Andrea, il ragazzo di cui parlo nelle prime pagine del libro, che credeva agli angeli e mi pregava di scrivere di loro. Io avevo un altro concetto di angeli, meno astratto, ma poi durante il tragitto mi sono accorta che in buona parte le nostre concezioni collimavano. Ha trasferito sulle pagine un evento storico oltre la storia comprese le tue sofferenze. Dunque è possibile, attraverso la scrittura, arrivare ad una maggiore comprensione degli eventi accaduti fino alla risoluzione di alcuni nodi emotivi? Sono fermamente convinta, da antica data, che solo attraverso lo studio approfondito e magari anche attraverso la scrittura si possano comprendere e somatizzare gli avvenimenti storici, soprattutto quelli che ti riguardano e ti colpiscono emotivamente. E’ per questo motivo che le mie ricerche sono durate anni. Solo quando sono stata in grado di formarmi un’idea oggettiva, sdoganata da emozioni e risentimenti personali, ho potuto trasferire sulla carta il mio racconto, mondandolo da ogni forma di soggettivismo. La scrittura in questo caso è stata catarsi, fatica o dolore? Ho già raccontato in qualche occasione che qualcuno, con animo certo fraterno, mi ha detto che scavando e scrivendo stavo facendomi del male. Non è così. Ci sono state lacrime, momenti di sconforto, residui di rabbia, ma procedendo sono andati scemando e nessuna fatica, nessun dolore valgono la pace che ho raggiunto. Sì, possiamo parlare proprio di catarsi. E’ bella l’immagine di una donna che si guarda dentro in cerca di suo padre, per colmare il vuoto di un’assenza. Parole lievi ma potenti prendono forma con una direzione, un itinerario, un progetto. Qual è la parte del romanzo che le ha creato più difficoltà? Dico spesso che il libro è stato scritto col sangue. Penso non ci sia bisogno di alcuna ulteriore spiegazione. Qualcuno, senza neppure leggerlo, lo ha definito “il solito libro di guerra”. Rifiuto fermamente questa definizione. E’ una storia d’amore: quella fra i miei genitori e quella di una figlia verso il padre, cui deve chiedere perdono per essersi permessa di giudicarlo. Giuliana, ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura e come è arrivata alla pubblicazione del suo lavoro. Mi chiedi come sono arrivata alla pubblicazione. Avevo fatto visionare il mio lavoro ad un caro amico comune, Sandro Galantini che mi segue da anni e ne era stato entusiasta. Temendo che l’affetto lo rendesse di parte, l’ho sottoposto all’attenzione del critico letterario Simone Gambacorta, che sarebbe stato meno coinvolto emotivamente. Anche lui si è espresso in modo molto lusinghiero. Mia figlia ed un’altra cara amica, lettrice competente ed attenta, a loro volta hanno dato parere favorevole. Si trattava solo di decidere se dare la precedenza ad Angeli o ad altri lavori già pronti per essere editati. I miei angeli in un loro sogno mi hanno indirizzato verso la scelta che ho poi fatto ed il lavoro di ricerca storica e documentaria e la successiva stesura che portavo avanti da un decennio, ha visto la luce. E’ come se avessi reso la vita a mio padre, togliendolo dall’oblio che lo avvolgeva da troppo tempo. Mi ero fatta madre del mio papà e finalmente potevo stringerlo a me. Raccontarti di me? Ma non l’ho fatto a sufficienza? Sono una donna di 71 anni, moglie, madre, nonna, ex insegnante. La mia famiglia è al primo posto di ogni mia azione. Per il resto amo leggere, scrivere, ascoltare musica, guardarmi attorno, scandagliarmi dentro. Credo di essere piuttosto severa con me stessa, comprensiva con gli altri purchè non siano gratuitamente stupidi e volgari. Sono un animale marino; il mare è il mio habitat naturale con tutti i suoi meandri. E poi vivo a stretto contatto con la POESIA che è la mia migliore amica ed una ragione di vita. Come potrei non scrivere con queste premesse? L’ho sempre fatto, è stato naturale. Un ringraziamento? Certamente ho dei ringraziamenti da fare: agli amici che credono in me, ai quali ti sei aggiunta anche tu, a chi apprezza ciò che scrivo, ma in primis a Dio che mi ha donato un “talento” compensatorio di ciò che la vita mi aveva tolto e mi ha permesso di trasformare in positività ciò che era solo sofferenza. E, come nella parabola evangelica, sto provando a far fruttare quel talento. Il mondo cambia troppo in fretta per stargli dietro. Dietro di noi abbiamo il secolo che ha visto gli uomini alle prese con il conflitto della storia e che ha visto lottare gli esseri umani per i grandi ideali, morire per essi. Le guerre sono state mondiali e molti ambiti ne hanno risentito. Attualmente ci troviamo immersi nella mimesi del caos, in una comunicazione non comunicazione, tra la crisi del linguaggio logoro privo di frasi che hanno un significato autentico e la crisi che grava sull’immagine dell’autore. E’ stato fatale riprodurre quel caos dentro e fuori usando frasi insignificanti, descrivendo banalità evidenti che scivolano tra libere espressioni intrecciate al momento e che derivano dalla comunicazione di massa. La letteratura inizia un altro viaggio senza più certezze. Da sempre i cambiamenti hanno fatto leva sulle neoavanguardie che tentano di opporsi alle teorie classiche, imponendo nuovi canoni di originalità. Ed oggi in una società in cui la forza del singolo si trova nell’appartenere a qualcosa o a qualcuno; la massa conforme e contenta, si omologa per insicurezza nello stesso tempo in cui la visione schizofrenica della realtà, offre un nuovo tipo di comunicazione che distrugge la forma. Ogni uomo ha fatto e dovrà fare i conti con la sua epoca anche adesso che la comunicazione è telematica e arriva in ogni parte del mondo. Le nostre menti potranno erudire e qualcuno potrà ancora vedere le immagini del passato davanti alle fiamme di un camino, ricordando che un tempo eravamo capaci di dare un senso alle cose, di misurarle, di anticipare sia i moti dei corpi che degli animi, sebbene la penna abbia lasciato il passo ad una tastiera dietro la quale si è umani come Don Giovanni dietro un monitor e oltre la famosa “siepe che il guardo esclude” c’è un ecosistema che corre molti rischi. Ai volti dei nostri simili preferiamo quello delle nostre immagini stagliate in un universo parallelo che riflette un’altra nostra possibile identità. Nella vita reale il dialogo è con lo specchio. Nel dominio digitale e nello spazio tridimensionale in continua crescita non sembra proprio essere il momento di rincorrere, nel caos delle passioni audaci, ad un ordine euclideo. Nelle immediate vicinanze un nostro vicino di casa è chiuso in una stanza anche in una tranquilla cittadina come la nostra e dita veloci descrivono le ombre della mente nell’immobilità ansiosa di un ka digitale che all’improvviso appare da qualche parte del mondo. Si dice che anche la carta soccomberà alle trasformazioni tecnologiche e il libro, lo si potrà leggere inscatolato nell’ebook. Ma questa è un’altra storia. SUCCESSO PER L’HAPPENING “LA STANZA DEL COLORE” DI ANNA SECCIA REALIZZATO A VIBO VALENTIA NELL’AMBITO Suggestivo, dinamico, coinvolgente. Così è stato l’happening creativo dell’artista abruzzese Anna Seccia, invitata dalla Camera di Commercio di Vibo Valentia a tenere, nell’ambito del Premio Internazionale Lìmen Arte, una innovativa “lezione” di creatività, in cui la concezione di arte come atto individuale del singolo viene abbandonata a favore di un lavoro integrato e collettivo, simbolico dell’unione e della partecipazione che deve accompagnare la crescita dell’intera società. Rosanna De Lorenzo
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